SMITH & BURROWS. “CI SIAMO INCONTRATI AL FESTIVAL DI GLASTONBURY NEL 2005…DA ALLORA SIAMO AMICI”. ABBIAMO INCONTRATO ANDY BURROWS.

 
11 Marzo 2021
 

Uscito lo scorso venerdì 19 febbraio, il nuovo lavoro della coppia Smith & Burrows, “Only Smith & Burrows Is Good Enough”, sta ottenendo ottimi riscontri riuscendo a convincere con il suo sound leggero, fresco ma anche dai risvolti profondi e nostalgici. Con l’occasione – e invitandovi nel frattempo a leggere la recensione del nuovo album tra le pagine della vostra webzine preferita – abbiamo scambiato due chiacchiere via e-mail con Andy Burrows che ci ha parlato del nuovo album.

Ciao Andy, come stai? Grazie per il tuo tempo. Da dove ci stai scrivendo?
Hey! Bene grazie. Sono nel Gloucestershire, Regno Unito, Tom non è lontano, forse 10 minuti. Viviamo in campagna in questi giorni!

Il 19 febbraio è uscito il vostro nuovo lavoro insieme, “Only Smith & Burrows Is Good Enough”, che arriva a quasi 10 anni di distanza dal precedente ottimo disco natalizio “Funny Looking Angels”. Io personalmente trovo che sia davvero un bel disco. Voi che riscontri state ricevendo dalla promozione? Siete soddisfatti?
Sì, è fantastico. La gente sembra davvero andare a fondo alle canzoni, sembra che il disco emetta vibrazioni positive, e questa è una buona cosa in questo momento. Quindi siamo molto felici.

Con il titolo dell’album volevate riferivi ad un lavoro più personale ed intimo oppure di aver raggiunto la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro, o entrambe le cose?
Ahaha…no, il titolo si riferisce a un vecchio slogan della chitarra Gibson “solo una Gibson è abbastanza buona”. Quando stavamo registrando a Nashville, c’erano tutti questi incredibili vecchi strumenti vintage in studio e che potevamo usare. Abbiamo notato la scritta sulla paletta di una delle chitarre della collezione. È sicuramente un titolo ironico.

Siete amici da tanto tempo. Ci potete raccontare come vi siete conosciuti. Insomma, qual è la storia di Smith & Burrows?
Ci siamo incontrati al festival di Glastonbury nel 2005. Razorlight ed Editors avevano suonato entrambi quel giorno. Da allora siamo amici. Siamo così fortunati che ci divertiamo anche a fare musica insieme.

Qual è stata l’occasione, la scintilla che vi ha spinto a mettere in piedi questo nuovo lavoro?
Nel 2019, avevamo un vuoto in entrambi i nostri progetti e volevamo davvero andare a registrare le canzoni in America. Per quanto riguarda i tempi di rilascio, è stato molto fuori dalle nostre mani. Ovviamente. Stiamo vivendo tempi assurdi. Ci sentiamo entrambi molto fortunati ad avere qualcosa su cui concentrarci al momento.

Il disco è stato preceduto dai singoli “Old Tv Shows” e da “All the best movies” che trovo davvero belli perché trasmettono una sensazione di spensieratezza. In realtà, tutto il disco emana molta freschezza e brani come “Spaghetti” o “Too Late” ti fanno venir voglia di viaggiare su una cabriolet con il classico vento nei capelli! Erano queste le vostre intenzioni oppure c’è qualcos’altro? 
L’intero disco è stato un processo molto organico. Dalla scrittura alla registrazione, non c’erano idee o concetti predefiniti per questo disco. Sono felice che evochi la guida di un’auto decappottabile e le vibrazioni del vento tra i capelli per te. Va bene così!!

Per quanto riguarda i testi, c’è un tema centrale all’interno dell’album? Quali sono state le vostre ispirazioni nello scrivere i testi? Ad esempio la bella “Buccaneer Rum Jum” di cosa parla?
“Buccaneer Rum Jum” è una festa pirata povera e sporca!!! … è anche una canzone sull’assunzione di responsabilità per la fine di una relazione.

Ecco, ci sono dei brani al quale sei particolarmente legato e per quale motivo?
Per me, “Old Tv Shows”. L’ho scritto ispirandomi alla rottura della relazione dei miei genitori. Il tema dei ricordi dei vecchi programmi televisivi funziona così bene insieme a quella tristezza, rallegra un po’ la canzone.

Invece, per il processo creativo come vi dividete? Prima i testi e poi la musica o viceversa oppure non c’è una regola ben precisa? Vi siete dati dei ruoli?
Senza regole. È successo tutto naturalmente!! Abbiamo condiviso le cose ed entrambi abbiamo provato tutto.

Questa pandemia ha cambiato il vostro modo di approcciarvi alla musica, al modo di lavorare e se si come?
No. Ci ha solo concesso tempo per scrivere molte canzoni. Troppe canzoni ahah.

Avete registrato “Only Smith & Burrows Is Good Enough” a Nashville insieme Jacquire King che ha curato la produzione di “The Weight of Your Love” degli Editors. Come è nata questa scelta?
Tom conosceva Jacquire. Entrambi abbiamo pensato che fosse un sogno per noi registrare con lui, solo che probabilmente era un po’ fuori da Smith & Burrows (all’epoca non avevamo un contratto discografico o un budget) … ma alla fine, ha detto che amava le canzoni e che avremmo fatto lavorato insieme.

In questo particolare e surreale periodo è difficile parlare di concerti. Come vivi questa privazione? Che ne pensi dei concerti in streaming che molte band/artisti propongono a pagamento?
Mi manca così tanto suonare dal vivo. Questo è un momento difficile per tutti ovunque, ma sì, non essere in grado di suonare è davvero triste. Speriamo di poterlo fare presto. Non sono molto interessato agli eventi virtuali in streaming anche se immagino che siano buoni e funzionino bene per molti.

Di solito a noi di Indie For Bunnies ci piace chiudere con la scelta di una canzone da usare come soundtrack per questa intervista, tratta dal vostro ultimo album.
Amo “Aimee Move On”. Andiamo con questa.

Grazie mille Andy, è stato un vero piacere! Speriamo di vederci presto magari sotto un palco! In bocca al lupo per il nuovo disco! Ciao!!
Ciao ciao!

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