RIOT SPEARS
Bad

[ Ladies&Ladys - 2021 ]
7.5
 
Genere: Grunge, noise-rock, alt-rock
Tags:
 
31 Marzo 2021
 

Del loro primo singolo, “Harvester”, vi avevo già parlato nella nostra seguitissima sezione dedicata ai Brand New tuttavia, dopo aver ascoltato il loro album d’esordio “Bad” in uscita lo scorso 26 marzo per la label Ladies&Ladys, ho ritenuto che la collocazione migliore fosse qui, tra le recensioni diciamo “normali”. E si perché stiamo parlando di un debutto davvero notevole! Attenzione, il sound proposto dalle Riot Spears non contiene nulla di particolarmente innovativo o sperimentale ma, probabilmente, sta proprio in questo la sua forza, anzi potenza che si sprigiona dalle casse domestiche in tutte e dieci le tracce.

Un po’ di biografia non guasta. Questo energico power trio attivo dal 2018 è formato da Martha Kamrath (chitarra e voce), Svenja Weiß (basso e voce) e Blanca Schmid (batteria e voce) e si è imposto sin da subito nella scena DIY berlinese masticando punk-rock, grunge e noise come se non ci fosse un domani.

Le influenze sono chiare e nette – come peraltro confermato dalla chiacchierata fatta con Blanca Schmid, che potrete leggere tra le pagine della vostra webzine preferita – e si mescolano ora in tipiche note di matrice riot grrrl come nella rabbiosa “Ww3” o nel punk-rock di “Park Song” e “I Feel So Good”, dove si incontrano ottimi riferimenti di L7 o Babes in Toyland, giusto per citarne un paio, ora in robuste dosi di grunge come nella stratificata “Mermaid Bitch”, tra le migliori del disco, dove rivivono echi di Nirvana nonché Hole, dalle classiche ambientazioni nineties.

Il suono a tratti acerbo, ruvido e diretto che viene fuori da questo “Bad” è frutto di una registrazione fatta rigorosamente dal vivo, con l’aiuto del tecnico del suono Nils Kottmann, ma che in realtà nasconde una certa cura nelle note soprattutto i quegli episodi intrisi di buon pop-rock, anzi “angry pop”, come in “Get Off My Boat” o nella “garbagiana” “Pathetic” ma anche in “Alien Pain”, che solo all’apparenza paiono avvolte da un mood malinconico.

Insomma, i riff incandescenti di Martha, la corposa linea di basso di Svenja e le martellate di Blanca propongono un ritmo sostenuto che si dipana facile nelle tracce e rende questo esordio un ottima panacea per tutte le stagioni, capace di mettere buon umore in quelle giornate storte!

Benvenute Riot Spears!

Photo credit: Yelda Ceyda

Tracklist
1. Harvester
2. Mermaid Bitch
3. WWIII
4. Pathetic
5. Alien Pain
6. Get Off My Boat
7. I Feel So Good
8. Monster
9. Park Song
10. Devil & The Sea
11. Tea Diver (Hidden Track)
 
 

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