WISHLIST: I DIECI DISCHI PIù ATTESI DI APRILE 2021

 
1 Aprile 2021
 

Ogni mese escono valanghe di dischi. Pure troppi a volte. Starci dietro non è facile, nemmeno per noi. Così sulla nostra personale agenda ne abbiamo selezionati, in anticipo, dieci che, forse, potrebbero (nel bene o nel male) colpirci. Magari ci sbagliamo, ma la buona volonta ce l’abbiamo messa.

GLASVEGAS
Godspeed
[Go Wow]
Release date: 2 aprile

James Allan ai posti di comando un po’ su tutto in questo nuovo, atteso, album dei “suoi” Glasvegas. Il gruppo scozzese è fermo al 2013 e queste canzoni, a quanto dice il leader della band, risalgono tutte al 2014: il tempo avrà giovato a questo disco? 8 anni di stop non sono pochi in effetti…

THE SNUTS
W.L.
[Parlophone Records]
Release date: 2 aprile

Li seguiamo da un bel po’ questi giovincelli scozzesi e ora eccoli pronti al grande salto con l’album di debutto. Nel frattempo si sono fatti conoscere, hanno tirato su una buna fanbase e sembrano dismostrarci che il guitar-rock è tutt’altro che morto. “Il nostro album di debutto è il lavoro di una vita. Una raccolta di brani e melodie che immortalano un sogno diventato realtà”, dice il frontman Jack Cochrane. “È un album che parla di amore, onestà e forza“.

GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR
G_d’s Pee AT STATE’S END!
[Constellation]
Release date: 2 aprile

Si prospetta un nuovo album militante e dai toni apocalittici per i Godspeed, che tornano in pista a distanza di 4 anni da “Luciferian Towers”. Tra proclami a base di tassare i ricchi per dare ai poveri, svuotare le prigioni e mettere fine alla guerre e alle svariate forme d’imperialismo, la band dice:”L’abbiamo scritto in gran parte on the road. quando quello era ancora un posto dove muoversi. E poi registrato con le mascherine, distanziati all’inizio della seconda ondata. Abbiamo provato a evocare una resa dei conti più brillante, piegati sotto vari strati di disagio, preoccupazioni e stupore. Questo disco parla di tutti noi che aspettiamo la fine. Tutte le attuali forme di governo sono fallite“.

LONDON GRAMMAR
Californian Soil
[ Metal & Dust / Ministry of Sound]
Release date:
9 aprile

Decisamente atteso questo nuovo album della dream-pop band inglese. Per Hannah Reid il fulcro del disco è la ripresa della propria vita dopo aver combattuto contro la misoginia presente nell’industria discografica: il successo è qualcosa che viene ricercato ma che poi, quando arriva, può essere deletereo e può presentare più ombre che luci, sollevando dubbi e domande. Per ora singoli suggestivi, arrangiamenti preziosi, incedere ritmato e incalzante e rimandi al trip-hop, così come a qualcosa di più avvolgente.

GRETA VAN FLEET
The Battle at Garden’s Gate
[Lava/Republic]
Release date: 16 aprile

Si rivedono i Greta Van Fleet e vedremo se anche questa volta il fantasma dei Led Zeppelin aleggerà sulle loro teste. Registrato a Los Angeles con il produttore dei Foo Fighters Greg Kurstin, la band dice che questo secondo album rifletterà le esperienze dei tour in giro per il mondo. “Ci siamo resi conto che, mentre crescevamo, eravamo stati schermati da molte cose e non eravamo consapevoli di molte altre“, ha detto il batterista Danny Wagner.Poi siamo stati sbattuti fuori in questo mondo enorme, e, all’inizio, è stato un po’ uno shock culturale. Ma quando abbiamo iniziato a viaggiare molto, a conoscere persone nuove e a sperimentare culture diverse, la nostra definizione di ‘normale’ è cambiata“. Parlando del loro lavoro con Kurstin, il cantante Josh Kiszka ha spiegato: “Sono sempre un po’ titubante sulle mie capacità di artista, credo che molti artisti la pensino così. Ma Greg mi è stato addosso mentre ero al piano, si interessava a quello che facevo, questo è stato molto importante per me“.

THE OFFSPRING
Let The Bad Times Roll
[Concord]
Release date: 16 aprile

Chi si rivede. Veterani pop-punk ancora in pista. Non c’è bisogno di presentazioni per gli Offspring. Alla produzione c’è il buon Bob Rock. Dice Holland: “Penso che siamo in un periodo storico unico, in cui i leader mondiali anziché promettere faremo del nostro meglio sembrano dirti vai a farti fottere! e questo fa davvero paura.” Rincara il chitarrista Noodles: “La gente dice che se tutto deve andare all’inferno, sarebbe il caso, almeno, di farlo alla grande, magari divertendoci. ‘Let the Bad Times Roll!’“.

DINOSAUR JR.
Sweep It Into Space
[Jagjaguwar]
Release date:
23 aprile

Il 9 gennaio aveva fatto la sua comparsa online, sulla pagina Soundcloud dell’etichetta, un disco dei Dinosaur Jr.. Ha fatto bella mostra di sè per un po’, poi è stato tolto. Errrore o gustosa anticipazione che sia, ci ha mostrato come i veterani sono ancora carichi come le molle. Anche stavolta ne sentiremo delle belle…

ALAN VEGA
Mutator
[Sacred Bones]
Release date:
23 aprile

Quello che ci troveremo fra le mani sarà il primo passo di una serie di pubblicazioni d’archivio dedicata a Alan Vega. “Mutator” è composto da nastri ritrovati dalla moglie Liz Lamere e dal produttore Jared Artaud ed è stato registrato a New York tra il 1995 e il 1996. Inutile dire che la curiosità c’è.

BEACHY HEAD
Beachy Head
[Graveface Records]
Release date: 30 aprile

Non è sempre detto che la somma di ottime parti dia, inautomatico, un risultato ottimale, però qui le premesse sono di assoluto valore e i partecipanti inducono al rispetto massimo. I Beachy Head sono nati nel 2019 e sono guidati da Christian Savill degli Slowdive, che ha arruolato diversi altri musicisti di rilievo per l’uscita: in primis Rachel Goswell (che canta in alcuni brani dell’album), così come il batterista dei Flaming Lips Matt Duckworth, Steve Clarke dei Soft Cavalry e Ryan Graveface. Come dice un comunicato stampa, Savill ha inviato una serie di bozze di canzoni ai suoi compagni di progetto, con Clarke e Graveface che li hanno completati poco prima che la pandemia arrivasse a scombinare un po’ tutti i piani. Duckworth ha poi registrato la batteria, mentre Clarke ha aggiunto dei tocchi extra tra un lockdown e l’altro nel Regno Unito e Goswell ha registrato qualche voce.

TEENAGE FANCLUB
Endless Arcade
[Merge]
Release date:
30 aprile

Sui Teengae Fanclub cosa potremmo mai dire? Veterani con un CV invidiabile, maestri delle melodie e band dal peso specifico immenso. Questo è il primo disco della band dopo la partenza del co-fondatore Gerard Love alla fine del 2018 e il primo lavoro con l’ex membro dei Gorky’s Zygotic Mynci Euros Childs. Il titolo dell’album viene dall’omonima canzone di Raymond McGinley, con l’autore che immagina una sala giochi senza fine come “una città in cui puoi vagare, con un senso di mistero, un immaginario che va avanti per sempre“. Come ci dicono le note stampa, quando si è trattato di scegliere il titolo dell’album, questo sembrava davvero avere qualcosa che potesse adattarsi alla collezione di canzoni.

 

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