OGGI “MUTTER” DEI RAMMSTEIN COMPIE 20 ANNI

 
2 Aprile 2021
 

I Rammstein sono una di quelle classiche band controverse che o ami o odi, senza vie di mezzo. Lo stesso vale per “Mutter”, il primo vero e proprio punto di svolta per quanto riguarda lo stile del gruppo. Con “Herzeleid” e il secondo disco “Sehnsucht” sembrava chiara la via che il gruppo avrebbe preso: un heavy metal ruvido e quasi grezzo (ma non per questo meno apprezzabile), che ha per modello Marilyn Manson e i Depeche Mode.

“Mutter”, invece, è proprio la “madre” di un nuovo genere, una rinascita e riscoperta totale di ciò che i fan dei Rammstein (nonché del metal in generale) conoscevano fino a quel momento. Le sonorità si elevano, diventano più epiche e melodiche, come stessero narrando le gesta di un Beowulf contemporaneo. Sappiamo bene che a chi non conosce il genere sembrerà strano parlare di metal melodico, ma per capire basta ascoltare l’opening track di “Mutter”, “Mein Herz brennt”. Tra il testo in tedesco sussurrato e i violini che accompagnano il brano nel ritornello, è facile capire come questo brano abbia rivoluzionato la musica dei Rammstein in soli 45 minuti.

Non è poi un caso che lo stile di molti gruppi metal contemporanei siano figli di “Mutter”: basta ascoltare gli Skalmöld, gruppo islandese che, grazie al suo solenne ed epico viking metal, si è guadagnato l’apprezzamento del capo dello stato islandese Guðni Thorlacius Jóhannesson (grande fan anche dei Rammstein, tra l’altro).

Tornando al disco di cui stavamo parlando inizialmente, indiscusse pezze di diamante dell’album sono la title track “Mutter” e “Sonne”, forse le tracce che più mostrano l’innovazione che i Rammstein stavano portando avanti. Il cantato, i cori, l’adrenalina dei pezzi: un disco non potrebbe essere più gotico e al contempo epico di “Mutter” – praticamente sublime. Certo, non vogliamo innalzare l’album a un capolavoro; sarebbe un orrore però non riportare la sua importanza nell’evoluzione stilistica dei Rammstein, nonché nella storia del metal stesso.

Un disco studiato, ipnotico, che scorre in una simbiosi perfetta tra growl e cantato, tra riff di chitarra e violini d’intensa drammaticità.

Pubblicazione: 2 aprile 2001
Dischi: 1
Tracce: 11
Lunghezza: 45m
Etichetta: Motor Music, Universal
Produttore: Jacob Hellner, Rammstein

Tracklist:
1. Mein Herz brennt
2. Links 2 3 4
3. Sonne
4. Ich will
5. Feuer frei!
6. Mutter
7. Spieluhr
8. Zwitter
9. Rein raus
10. Adios
11. Nebel

 

Oggi “Old Ramon” dei Red House ...

Non poteva che essere amaro l’epilogo della storia dei Red House Painters, fuoriclasse della tristezza in musica oltre che autori di una ...

Any Given Friday – Ogni ...

È di nuovo venerdì e seguendo la traiettoria del volo di un moscone – dal ronzio più emozionante di tante cose sentite ultimamente ...

Oggi “Emperor Tomato ...

Venticinque anni fa veniva pubblicato “Emperor Tomato Ketchup”, l’album che segnava l’apogeo artistico dagli ...

This Isn’t Happening: ...

C’è un libro di Steven Hyden – critico musicale americano – edito dalla Rizzoli, che potete trovare in questi giorni in ...

Oggi “Real Life” dei ...

L’anno scorso abbiamo approfittato di questa rubrica per rievocare un paio di pezzi della carriera di un gruppo che ricorderanno solo ...