99 POSSE
La Top 10 Brani

 
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5 Aprile 2021
 

Trent’anni fa si formavano i 99 Posse, gruppo napoletano emanazione diretta del centro sociale occupato autogestito Officina 99.

La band, capitanata dal carismatico Luca Persico, presto noto come ‘O Zulù, saprà fare incetta di consensi e riconoscimenti (vanno citate almeno le due Targhe Tenco per la Miglior Opera in dialetto con l’album di debutto “Curre curre guagliò” e “La vida que vendrà, apice della loro parabola artistica, oltre al Ciak d’Oro per la miglior colonna sonora con il film “Sud” di Gabriele Salvatores), il tutto fino all’implosione arrivata nel 2005 dopo che già i membri del gruppo si erano cimentati in altri progetti.

Poi la seconda vita, ma senza la sinuosa voce di Meg, altri dischi e ora il tempo di festeggiare una ricorrenza speciale con un singolo nuovo di zecca: “Comanda la gang”, che non tradisce certo lo spirito infuocato che li animava tre decenni fa (e con una copertina, disegnata da Davide Toffolo, che dice già tutto!)

Iconolasti, ribelli, poetici e sperimentatori, i 99 Posse sono passati indenni attraverso conflitti (anche personali) e controversie, rappresentando indubbiamente una delle realtà più importanti e interessanti della scena alternativa italiana, capaci senza svendersi e snaturarsi di arrivare a un grande successo di pubblico.

Ecco di seguito una selezione di alcuni tra i loro brani più significativi, con la nostra consueta Top 10:

Bonus Track – Guai a chi ci tocca
1995, da “Guai a chi ci tocca”

Dall’esperienza condivisa di due realtà diverse del panorama underground partenopeo, ma accomunate dagli stessi intenti, come i Bisca e i 99 Posse nasce dapprima un fortunato tour immortalato nel memorabile “Incredibile Opposizione Tour” e poi un album che riesce a cogliere il meglio dagli uni e dagli altri. Le strade poi si divideranno ma è indubbio che questo progetto segni uno spartiacque nei percorsi di entrambe le band.

10 – Dedicata
2016, da “Il tempo. Le parole. Il suono”

Tratta dall’ultimo album di inediti in studio, mostra un sound fresco e davvero piacevole, privo di spigolature, al quale va unito un testo che ci ricollega idealmente ai primi vagiti idealisti di un gruppo che appariva qui tornato davvero in gran forma.

9 – Stop that train
2001, da “NA9910°”

Questa insolita raccolta contenente molti dei loro successi (per lo più in versione live o remixati) giunge a suggellare un periodo unico per il gruppo, ricco di riscontri positivi e affermazioni, e allo stesso tempo inaugura alla grande il nuovo millennio. Questa canzone, uno degli inediti del disco, trae la base dall’omonima hit reggae di Keith Rowe e Tex Dixon

8 – Canto pe’ dispietto
2011, da “Cattivi guagliuni”

L’incontro tra i 99 Posse e un nome storico della musica popolare italiana, che in questo caso come loro affonda le sue radici a Napoli, si verifica nell’album della rinascita, quello che sanciva la loro effettiva reunion. Furono diversi i colleghi a intervenire in “Cattivi guagliuni” ma è proprio il brano che riprende di fatto la sanremese “Pe’dispietto” della Nuova Compagnia di Canto Popolare, donandole nuova e combattiva linfa, la punta di diamante di un lavoro di assoluto pregio.

7 – Buongiorno
1998, da “Corto circuito”

L’album della consacrazione per il gruppo, che arriva a vendite esorbitanti considerando che di fatto si era ancora in territori di musica antagonista, si apre con un inconsueto “Buongiorno”, frullato di suoni futuristici e liriche roventi. ‘O Zulù è un fiume in piena, alle macchine fa un lavoro egregio il buon Marco “Kaya Pezz8” Messina e il pezzo arriva dritto in faccia senza filtri.

6 – Odio/Rappresaglia
2001, da “NA9910°”

Due canzoni epocali inserite una in fila all’altra nel magnifico album d’esordio “Curre curre guagliò” e qui rivisitate in occasione di un live tenuto a Savona il 26 luglio 2001, poco dopo quindi i tragici fatti di Genova in occasione del G8; difatti viene ora citato anche Carlo Giuliani a testimonianza di come certi concetti loro cari fossero in quel momento più attuali che mai.

5 – Corto circuito
1998, da “Corto circuito”

Una canzone paradigmatica della band che sembrava davvero, oltre a vivere in uno stato di grazia creativo, aver trovato l’alchimia perfetta nel tener insieme diverse anime baciate da immane talento: la magnifica Meg introduce in modo ammaliante il singolo con un canto morbido ed etereo, cui fa da contraltare la crudezza della realtà disegnata da Luca. Notevole anche l’apparato musicale elettronico dove spiccano le tastiere di Sacha Ricci. Con questo episodio il gruppo si prende un posto di diritto tra i migliori protagonisti emersi negli anni novanta.

4 – L’anguilla
2000, da “La vida que vendrà”

I 99 Posse, proprio dopo aver allargato i loro confini musicali, decidono di non adagiarsi sui meritati allori, premendo ancora di più l’acceleratore sul lato elettronico e sperimentale in un album dove il dub e il rap si mescolano amabilmente con certo trip hop. “L’anguilla” appare subito come un monito: i ragazzi sono cresciuti ma sono sempre loro, non scendono a compromessi e ce lo dicono apertamente negli intensi versi che portano al lapidario ritornello: “Sabotare e sovvertire/è questo il mio lavoro/E questo è quello che so fare/Sabotare e sovvertire…/Ma tu non lo puoi capire/Non mi avrete mai/Come vorrete voi”.

3 – Quello che
1998, da “Corto circuito”

La loro versione romantica fa capolino clamorosamente nella ballata “Quello che”; certo, senza le rime “cuore/amore” ma in ogni caso con una canzone che sa del tutto emozionare e coinvolgere, in possesso com’è di una melodia cristallina e di un ritornello molto orecchiabile. Sarà uno dei singoli di maggior successo del 1998.

2 – Non c’è tempo
1996, da “Cerco tiempo”

Altro brano memorabile del canzoniere targato 99 Posse è “Non c’è tempo” in cui ogni elemento è incastrato meravigliosamente a creare una resa artistica di assoluto livello. L’atmosfera iniziale è tesa e minacciosa, le due voci  si amalgamano rincorrendosi a vicenda senza mai sopraffarsi e il testo chilometrico e diretto viene sciorinato attraverso un rap ficcante sul quale si innesca il groove di Massimo JRM Jovine e Marco Messina. Anche Mtv inizia ad accorgersi di loro: è infatti facile in quel periodo imbattersi nel bel video di questa canzone.

1 – Curre curre guagliò
1993, da “Curre curre guagliò”

Al primo posto della nostra lista dedicata ai 99 Posse si staglia un brano tratto dal loro album d’esordio, fatto che potrebbe sembrare strano alla luce poi del fortunato percorso e dell’evoluzione artistica degli stessi, se non fosse che qui non si parla di una canzone qualsiasi, ma di quella che fece subito drizzare le antenne degli appassionati, accendendo la luce su quanto stava accadendo nell’underground più militante. “Curre curre guagliò” anche a distanza di quasi trent’anni non ha perso un grammo del suo fascino e della sua freschezza, così intessuta di irriverente giovinezza. Diventato presto un inno, la sua forza intrinseca e le sue liriche spontanee ma già molto consapevoli, colpirono anche il famoso regista Gabriele Salvatores, che la riteneva (a ragione) ideale per puntellare il suo film “Sud”. E’ l’inizio di una grande avventura per i ragazzi, che a quanto pare hanno ancora voglia di mettersi in cammino e di guardare in faccia la realtà con occhi disincantati ma mai arresi.

Credit Foto: Gennaro Navarra

 

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