OGGI “FREE ALL ANGELS” DEGLI ASH COMPIE 20 ANNI

 
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16 Aprile 2021
 

Dopo i fasti, i successi e le lodi di “1977” per gli Ash erano iniziati i tempi duri. “Nu-Clear Sounds” non aveva sortito l’affetto sperato e le chitarre muscolose di quel disco non erano state tanto digerite dai fan del quartetto (si era aggiunta Charlotte Hatherley). Recensioni contrastanti, vendite non all’altezza e il buon Tim che va in depressione: nuvoloni scuri si addensano sui ragazzi. C’è solo una ricetta che può funzionare per ritrovare il sorriso: spensieratezza e forti iniezioni di pop. Non c’è altro da fare e così sarà. Meno pesantezza, un ritrovato gusto nelle melodie, maggior entusiasmo e un piatto capace di farsi più ricco e variegato: la ricetta di “Free All Angels” è servita. Se poi ci aggiungiamo un buon pugno di singoli che fanno il loro sporco dovere, beh, allora si che il sole torna a splendere bello limpido sulle testoline dei ragazzi irlandesi.

L’approccio del disco e il mood in generale ricordano proprio quelli del fortunato esordio che mise in luce la freschezza e l’esuberanza giovanile degli Ash. Cavalcate pop-punk a testa bassa (“Shark” e “World Domination”), guitar-pop song micidiali che già al primo ascolto fanno centro (la melodia cristallina di “Shining Light”, l’epicità di “Walking Barefoot” e beh, il trionfo accattivante di “Burn Baby Burn”), power-pop (punk) dai profumi quasi surf (“Pacific Palisades”), il rock acido, elettronico e incazzato (Submission”), le ballate (se “Someday” fa il suo sporco dovere, “Sometimes” invece forse è il pezzo più debole del lotto), gli archi che impreziosiscono con gusto (“There A Star”, che ha pure l’assolo migliore del disco) e pure l’espermento con tastiere e campionamenti (“Candy”). Insomma gli Ash dovevano preparare un menù degno di nota per dimostrarsi chef di prim’ordine dopo il precedente passo falso e ci riuscirono alla grande.

Soffiamo con piacere le 20 candeline e andiamo a riprendere in mano questo disco che brilla ancora, piacevolmente, di luce propria.

Pubblicazione: 16 aprile 2001
Durata: 48:29
Dischi: 1
Tracce: 13
Genere: Rock alternativo, Punk rock
Etichetta: Infectious Records
Produttore: Ash, Owen Morris

Tracklist:

1. Walking Barefoot
2. Shining Light
3. Burn Baby Burn
4. Candy
5. Cherry Bomb
6. Submission
7. Someday
8. Pacific Palisades
9. Shark
10. Sometimes
11. Nicole
12. There’s A Star
13. World Domination

 

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