L’ANTEPRIMA DEL VIDEO DI “SUKO” E IL CONCETTO DI SBATTERSENE ALTAMENTE: NE PARLIAMO CON SIBODE DJ

 
28 Aprile 2021
 

Sibode DJ è un pazzo vero. Di quelli che ti fanno capire che la pazzia sia cosa necessaria e anzi salvifica, talvolta – e sopratutto in questi tempi di alienante normalità. Sibode è e non è Simone, vittima incauta della trasformazione di sé stesso in un anti-eroe glam, irriverente e pieno di risposte sbagliate al momento giusto.

Un po’ come quelle che Sibo/Simo/Gianobifronte ha dato a noi di Indie For Bunnies, che all’uscita del suo ultimo singolo “Suko” abbiamo preso l’incauta decisione di fare qualche domanda all’artista (o meglio, agli artisti; una compresenza psichiatricamente interessante, quella di Sibode DJ). Anche perché in un unico, sensualissimo corpo (e dotato di un’ottima attività gastro-intestinale; capirete leggendo), si fondono le esperienze di un musicista dalle grandi collaborazioni – da Orchestra Corelli al Teatro delle Albe – e la tensione iconoclasta di una mutazione genetica che, per paradosso, sembra già poter diventare iconica.

Il risultato della nostra sprovvedutaggine è l’intervista che segue, alla quale troverete annesso, in anteprima, il videoclip di “Suko”.

Mica male, eh?

Benvenuto su Indieforbunnies, Sibode. Ma il tuo nome d’arte è forse derivato da un attacco influenzale che ha costretto alla nasalità il suono del tuo vero nome, Simone? Insomma, il tuo disco-moniker è più una seconda identità alla Batman o un attacco febbrile alla Mister Hyde?

Grazie del benvenuto Indie For Bunnies (si pronuncia indiforbannis). Siete perspicaci devo ammettere, la nasalità è la causa del nome! Bravi! SibodeMister Hyde che si traveste da Batman per fare dei giochetti erotici. Che cos’è un disco-moniker?

Sibode, ma sopratutto DJ. Ogni lavoro che fai nasce solo dalla tua follia? O c’è dietro un lavoro di equipe? Sembri in effetti un folle solitario, con una fottuta passione per la disco-dance. Ci sbagliamo?

No no, niente equipe (si pronuncia echip), tutto da solo, gli altri mi fanno incazzare. La mia fottuta passione è più per la… come posso dire…? Si può dire? Però anche la discodance (si pronuncia discodeeens) mi piace, sono bravi quelli che sanno fare la musica che fa ballare, bisogna saperci fare, non è semplice. A me te non lo so cosa mi sembri, non ti ho mai visto…

Come nasce Sibode? Quand’è che Simone lo ha lasciato entrare nel suo corpo, dando inizio alla fase “sessuale” della sua carriera musicale?

Uh! (si tocca il mento, N.d.R.) prima – dal 2009 al 2018 circa – c’erano Johnny & Mongo (loro erano veramente forti) poi Johnny è partito e io sono rimasto da solo, ma non potendo stare da solo è penetrato Sibode. Sibode Dj, che sta, per fortuna, prendendo il sopravvento su Simone, con il suo corpo davvero niente male.

Ce la dai una definizione di “musica sessuale”? Una di quelle che potrebbe entrare nella Treccani della musica, però. Una roba seria.

Musica sessuale: quel genere di musica che all’ascolto ti rende felice nell’avere un corpo, un corpo che può mischiarsi con gli altri corpi, che c’hai tutto, la pancia che freme, le ginocchia che vanno, la pelle che cambia e si tira e si rilassa, la saliva che cola, i polmoni che si riempiono e si svuotano forte e veloce, il caldo tra le gambe che ti fa cambiare colore.

“Suko” gioca con l’ascoltatore, disegnando mondi fatti di luci stroboscopiche e libertà di movimento, oltre che di espressione. Qual’è secondo te il modo migliore, come direbbe Morgan, per svincolarsi dalle pose e dalle posizioni? Ma sopratutto: esiste per Sibode qualcosa che ancora sia in grado di “riattivare” il pubblico, spostandolo davvero (a colpi di stupore o di indignazione, poco importa) dalla sua anestetizzata passività?

“Suko” è un brano forte! Morgan è quello di Sanremo? Il modo per svincolarsi dalle pose e dalle posizioni eh? Forse, se davvero ci si vuole svincolare, il modo migliore è sbattersene altamente e fare quello che ti pare, questo tra l’altro è anche il testo di “Suko” che nella parte finale in romagnolo recita : “cvesta che què l’è la mi vida, a fagh di buchén a voi vdé te”. Mah… te dici che il pubblico è in una anestetizzata passività? Io non lo so, a me non sembra, magari davanti a qualcosa di noioso può diventarlo, ma chi non lo diventerebbe? Io mi diverto sempre con la gente che viene ai miei concerti, e loro pure.

Descrivici una giornata tipo di Sibode Dj. Dal primo all’ultimo glitter. Salutaci esprimendo la più impopolare delle opinioni che condividi.

Sibo si alza, fa la cacca, la colatio (pron. colazio, diminutivo giovane di colazione) poi pulisce, poi pompa i suoi muscoli nuovi con l’esercizio fisico. Guarda le robe sui social, suona un preludio di Chopin al pianoforte, mangia, fa una passeggiata, dà da mangiare alla gatta, fa la cacca di nuovo, riguarda i social, scrive a delle persone, a volte fa la spesa, a volte suona la tromba, a volte scrive delle canzoni, guarda un paio di puntate di south park, a volte fa l’amore, taglia l’erba, accende il camino, suona un’invenzione a due voci di Bach al pianoforte, e poi mi sono stufato di scrivere.

Ciao Indie For Bunnies, i rettiliani non esistono!

 

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