OGGI “ROCK ACTION” DEI MOGWAI COMPIE 20 ANNI

 
30 Aprile 2021
 

La voce arriva.

Dal marasma tenebroso e straziante che ha caratterizzato la genesi da metà anni ’90 della band scozzese, nel 2001 arriva una fievole luce, una voce che squarcia l’oscurità, ma intorno c’è solo altro dolore e tristezza.
“Rock Action”, il terzo album in studio dei Mogwai, è un’opera pacata che dipana la pesantezza dei primi due lavori, sicuramente più rumoristi, ma che invero descrive lo stesso mondo di prima con una consapevolezza più lucida e amara. L’uomo si è risvegliato e parla, canta, in mezzo alle macerie reduci dalla distruzione.
David Pajo e Gruff Rhys danno una mano a scavare tra i resti, Stuart Braithwaite indica la via, l’orizzonte indistinguibile di una riflessione sul vuoto.
Le chitarre in “Rock Action” costituiscono le fondamenta, il pavimento e il tetto della costruzione artistica, la batteria riecheggia come una percussione continua intrappolata in un’eco ridondante.

La scena di Glasgow e di Falkirk di fine anni ’90 ha un’identità molto coerente, ci sono gli Arab Strap e i Belle and Sebastian, possiamo dire che un po’ in tutti i sensi i Mogwai si infilino proprio lì nel mezzo. Con “Rock Action” il noise post-rock della band scozzese si contamina e cede all’influenza decadente e sintetica del rock alternativo di inizio millennio, rinvigorito dal faro di “Kid A” dei Radiohead che illumina e indica una nuova via ricca di possibilità nuove e inesplorate.

“Rock Action” è un album che ha un unico difetto: è troppo corto.
Il sound dei Mogwai del 2001 è coeso e stabilizzato e si orienta verso una nuova frontiera sonora ed espressiva, più a forma di canzone, ma sempre pregna di quel significato che la band di Glasgow ha voluto piantare con “Mogwai Young Team” nel 1997.

Le tracce a bassa durata come “O I Sleep” e “Robot Chant” si inseriscono perfettamente nel quadro complessivo di “Rock Action” e anzi ne costituiscono i tasselli fondamentali e il prezioso collante per poter valorizzare capolavori come “Two Rights Make One Wrong”, nocciolo del progetto, e la fortunata “Take Me Somewhere Nice” che è rimasto il brano in assoluto forse più ascoltato dai fans degli scozzesi.

“Rock Action” oggi compie già 20 anni, ma la band di Glasgow non sì è certo fermata in tutto questo tempo, come testimoniano i numerosi album che si incastrano splendidamente nel mezzo fino al convincente “As The Love Continues” del 2021.

Ora però è proprio giunto il momento di riavvolgere il nastro e di godersi una pietra miliare del post-rock più di alta fattura made in UK.

“Rock Action”.

Data di pubblicazione: 30 aprile 2001
Durata: 38:28
Tracce: 8
Genere: Post Rock
Produttore: Dave Fridmann

Tracklist:
1. Sine Wave
2. Take Me Somewhere Nice
3. O I Sleep
4. Dial: Revenge
5. You Don’t Know Jesus
6. Robot Chant
7. 2 Rights Make 1 Wrong
8. Secret Pint

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