RODRIGO AMARANTE
Drama

[ Polyvinyl - 2021 ]
8.5
 
Genere: folk-rock,MPB
 
19 Luglio 2021
 

Sebbene questo sia solo il suo secondo album solista (e il primo per la Polyvinyl), il curriculum del classe 1976 carioca di stanza ormai da lungo tempo a Los Angeles è piuttosto ampio: dopo l’esperienza con la band indie-rock brasiliana Los Hermanos (con cui ha pubblicato quattro LP), con l’Orquestra Imperial e con i Little Joy insieme a Fabrizio Moretti degli Strokes e a Binki Shapiro, per Rodrigo Amarante è arrivato anche il momento di iniziare una carriera personale con il primo album, “Cavalo”, che è arrivato nell’ormai lontanto 2014 (anche se nel nativo Brasile era già stato pubblicato l’anno precedente).

Cantato in portoghese e in inglese, questo nuovo disco, che ha iniziato aprendere forma a fine 2018, ma è stato terminato solamente lo scorso anno, si riferisce a due fatti della sua vita, una malattia infantile che gli ha fatto apprezzare la bellezza della seconda possibilità e il momento in cui il padre gli ha tagliato i suoi capelli lunghi, come modo per introdurlo al mondo adulto, eliminando il dramma e la sensibilità dalla vita del giovane uomo, in questo caso, però, consenziente, come ammette lo stesso Amarante nella press-release.

Il primo singolo “Maré”, che è in realta una parola spagnola, ci accoglie con allegria e calore (nonostante i testi siano piuttosto tristi) ed è animato da percussioni e fiati che sembrano provenire dalla tradizione brasiliana.

Poco più avanti “Tanto” ci incanta con quei suoi ritmi dancey: le sue melodie dai profumi tropicali non sono disegnate solamente dalla chitarra di Amarante, ma anche da percussioni, fiati e soprattutto da un violino che ci incanta per la sua bellezza.

“I Can’t Wait”, invece, è cantata in inglese ed è un brano dai toni piuttosto malinconici e tranquilli, ma che fa comunque un interessante utilizzo delle percussioni.

Eccellente poi l’uso che Rodrigo fa della strumentazione in “Sky Beneath”: se da una parte possiamo trovare dei vocals rilassati, riflessivi e, se vogliamo, abbastanza cupi, dall’altra c’è la vivacità di percussioni, archi e fiati che continua a colorare il paesaggio creato dall’artista nativo di Rio De Janeiro.

“The End”, che chiude il disco, è una ballata piuttosto scura in cui la voce di Amarante è supportata dal suono del piano, ma non mancano anche il violino e alcuni handclapping abbastanza imprevisti.

Davvero un ottimo lavoro questo sophomore solista del musicista di stanza a Los Angeles, che sa navigare tra la sua tradizione sudamericana e generi come il folk e il cantautorato: un album di valore capace in più di un occasione di non scegliere la strada più facile o scontata e proprio per questo guadagna ulteriori punti sul nostro cartellino.

Credit Foto: Eliot Lee Hazel

Tracklist
1. Drama
2. Maré
3. Tango
4. Tara
5. Tanto
6. I Can’t Wait
7. Tao
8. Sky Beneath
9. Eu Com Você
10. Um Milhão
11. The End
 
 

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