L’ABBANDONO DI SIMON GALLUP. UN MUSICISTA CHE HA CREATO UNO STILE.

 
16 Agosto 2021
 

La notizia, se proprio devo dirla tutta, mi ha lasciato un po’ freddino.

Oddio, vedere un membro storico venir meno fa sempre un certo effetto, ma sarà che ormai i Cure per me sono come i nonni che ti vengono a trovare la domenica raccontandoti le storie e tu li guardi rimembrare e gli vuoi bene a prescindere: ecco. Io sono tra quelli che NON attendono il nuovo album con impazienza, anzi, e l’abbandono di Gallup non mi sgomenta, piuttosto mi porta indietro con la memoria e lo mette di diritto vicino ai membri storici che amo, Porl Thompson su tutti. Ciò detto, colgo l’occasione per “panegiricare” sulla figura di Simon, figo nell’apparire e unico come musicista nel suo genere. Per me il suo manifesto sonoro resteranno sempre, tra i tanti, due brani in particolare: “Icing Sugar” con quel giro di basso vorticoso e da mal di testa, avvolgente e straniante.

Oppure la linea da lacrime in “Plainsong” esibita nel tour del 2009 quando, senza synth, Porl suonava tutte le parti e Simon regalava una intro da cuore in esplosione.

Gallup è e resterà sempre il bassista dei Cure, capello sparato e andatura dinoccolata sul palco mentre lo strumento cesella note taglienti e suadenti in tipico stile post punk, movimento che ha fatto del basso lo strumento preponderante. Ci sono due tipi di musicisti: quelli che suonano e basta e quelli che creano una scia, uno stile e che restano negli anni. Simon Gallup é tutto questo.

Photo: TomLovesHayley, CC0, via Wikimedia Commons

 

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