DALLA GERMANIA LA CARICA INDIE-POP DEI GIANT ROOKS: LA NOSTRA CHIACCHIERATA CON LORO

 
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9 Settembre 2021
 

Ci siamo innamorati dei loro brani dall’uscita del primo singolo nel 2015. I Giant Rooks sono in assoluto uno dei gruppi musicali più talentuosi del momento. Frederik Rabe (voce e chitarra), Finn Schwieters (chitarra), Luca Göttner (basso), Jonathan Wischniowski (tastiera) e Finn Thomas (batteria) vengono da Hamm, un piccolo paesino al nord della Germania, hanno 3 EP e un album all’attivo (“Rookery”, uscito ad agosto 2020). Tutto quello che hanno già fatto è un bellissimo inizio del loro viaggio. Ecco la nostra intervista con Jonathan e Luca prima del loro concerto ad Amburgo.

Domande: Monelle Chiti – Marika Brunialti
Foto: Monelle Chiti
Intervista: Marika Brunialti

Ciao ragazzi! Come descrivereste il vostro gruppo e la vostra musica a chi non vi conosce?
Luca: Allora, siamo cinque membri.
Jonathan: Cinque AMICI.
Luca: Sì, giusto. Batterista, bassista, chitarrista, tastierista e cantante. Suoniamo musica indie-pop. Musica pop alternativa con dei suoni folk-elettronici, però si, direi una band indie-pop.

Come mai avete deciso di chiamarvi Giant Rooks?
Jonathan: È una storia un po’ strana. Prima del nostro primissimo concerto avevamo bisogno di un nome e non riuscivamo a sceglierne uno. Allora abbiamo deciso di fare un brainstorming di 3 ore per pensarci e alla fine abbiamo optato per questo nome perché ci piace molto il suono e il fatto che si possa tradurre in diversi modi. Ci è piaciuto proprio perché dà spazio a diverse interpretazioni.

All’inizio della vostra carriera avete deciso quale genere avreste voluto suonare oppure è stato un processo spontaneo?
Luca: È stato un processo spontaneo. Siamo cresciuti ascoltando vecchia musica folk/alternativa grazie ai nostri genitori. Abbiamo ascoltato molto Bruce Springsteen e Bob Dylan. Quindi appena abbiamo iniziato a suonare ci è voluto davvero poco per iniziare a comporre così.

La vostra famiglia vi ha supportato fin dall’inizio? Anche prima di avere successo?
Jonathan: Sì, assolutamente. Al nostro primo concerto c’erano tutte le nostre famiglie ad ascoltarci. Erano sempre sotto il palco a fare il tifo per noi. Lo apprezziamo molto. Ci hanno sempre dimostrato tutto il loro amore e supporto. Siamo molto fortunati.

Parliamo delle vostre canzoni ora. I vostri testi sono interconnessi tra di loro oppure no?
Luca: Direi che ogni canzone è a sé. Dobbiamo essere onesti, Finn è quello che principalmente scrive i testi. Ma ad esempio in “Rookery”, il nostro primo album, tutte le canzoni in qualche modo sono connesse tra di loro perché ci sono dei temi ricorrenti come il cambiamento climatico o la salute mentale. Tematiche molto importanti per la nostra generazione. È fondamentale per noi parlarne.

Cosa ne pensate della salute mentale e dell’importanza di prendersene cura durante il corso della propria vita?
Luca: È veramente importante, specialmente per la nostra generazione. Ci sono molti problemi, come ad esempio il cambiamento climatico, che rendono la nostra generazione molto triste e stressata. Non sappiamo quale sarà il nostro futuro. Dobbiamo parlare della salute mentale apertamente, anche per aiutare chi al momento non sta molto bene, soprattutto durante questo periodo di pandemia.
Jonathan: Penso che sia fondamentale far passare il messaggio che va bene chiedere aiuto. Le persone hanno paura qualche volta a chiederlo, specialmente quando ne hanno bisogno. A volte pensano di non averne bisogno e non hanno voglia di stressare gli altri rubandogli energie. Per questo penso che sia piuttosto importante che passi il messaggio “va bene farsi aiutare”.

Che cosa direste a qualcuno che in questo momento sta avendo dei problemi a trovare la propria strada, è un po’ perso, o si sente infelice. Cosa gli direste?
Luca: Prima di tutto gli offrirei aiuto e gli direi: “Hey, puoi contare su di me per parlare dei tuoi problemi se ne hai voglia. Dovresti sapere che questo è uno spazio sicuro per parlare”.
Jonathan: Dovresti sapere che i tuoi problemi sono importanti e che è ok chiedere aiuto.

Facciamo un gioco ora: siete all’inizio della vostra carriera, avete appena vinto un contest e avete ottenuto un budget da spendere come volete, cosa ne fareste? Cosa comprereste?
Jonathan: Penso che compreremmo molti strumenti musicali, microfoni e attrezzatura per la registrazione!
Luca: Compreremmo la tua tastiera, quella rossa. È quello che abbiamo fatto! Ci ha aiutato tantissimo quando eravamo più piccoli, all’inizio di questo progetto. C’erano tantissimi suoni che non conoscevamo.

Chi ha avuto l’idea della copertina di “Rookery”?
Luca: Penso che sia stato Fred, ha avuto l’idea di rappresentare delle persone che cadono nel vuoto.

Ora vi mostro la copertina di un film di Anderson del 1999 chiamato Magnolia, dove ci sono delle rane cadenti ed è molto simile. L’avevate mai vista?
Luca e Jonathan: Ohhhh wow, no non l’avevamo mai vista. Dobbiamo assolutamente guardarlo!

Migliore e peggiore momento della vostra carriera.
Luca: Il momento più bello è stato sicuramente la nostra prima volta in Inghilterra, quando abbiamo suonato a Brighton. È stato bellissimo. Primo festival all’aperto, all’estero e in una bellissima città come Brighton, con tanti altri gruppi. Abbiamo passato la notte in spiaggia aspettando l’alba. Era il 2017.
Jonathan: Forse il peggior momento è stato quando abbiamo Saputo che non avremmo potuto fare il nostro tour, l’anno scorso. Ci sono volute alcune settimane per realizzarlo. Sono sicuro che questo è stato un problema che abbiamo condiviso con tutte le altre persone nel mondo in una situazione simile alla nostra.
Luca: Sì, assolutamente.

Dal momento che passate così tanto tempo insieme, quali sono le cose più belle e quelle più brutte dello stare sempre insieme?
Jonathan: Oh wow questa è una bella domanda! Forse una delle cose più brutte è che quando siamo in tour anche se in teoria siamo sempre insieme non so perché ma alla fine non parliamo così tanto tra di noi. Qualche volta capita che veda uno dei ragazzi cinque ore dopo e che mi chieda come sia possibile (ride). Solamente durante in tour però perché a Berlino ci incontriamo sempre nel nostro studio e passiamo tutto il giorno insieme, a volte anche fino a mezzanotte.
Luca: Forse poi è proprio questo quello che davvero apprezzo del fare parte di questo gruppo, è così divertente passare tutta la giornata insieme. Con i miei migliori amici. Non siamo solo colleghi, ma siamo proprio migliori amici.
Jonathan: Ci piace molto stare insieme. Non sembra davvero di andare a lavorare perché facciamo quello che amiamo con le nostre persone preferite.

Dopo una lunga pausa siete tornati a suonare, come è stata la prima volta sul palco? È stato spontaneo oppure avete avuto bisogno di un momento per ricordarsi come si fa?
Jonathan: Penso entrambe le cose! Ero molto eccitato per il primo concerto dopo molti mesi e per questo non vedevo l’ora di salire sul palco. Una volta li, dopo una canzone ho pensato: “Wow, essere qui è fantastico!”.
Luca: È stato pazzesco avere persone in carne ed ossa davanti al palco.
Jonathan: Era a Dresda?
Luca: Mhmm sì, mi sa di sì.

Qual è la cosa più divertente successa durante uno dei vostri tour?
Jonathan: Oh… ci sono state così tante cose divertenti. Sono però così difficili da descrivere a qualcun altro.
È perché sono delle battute interne tra di voi?
Luca: Sì, esattamente, sono molto difficili da spiegare. Però c’è stato un momento molto buffo in Svizzera ad un festival. Abbiamo questa piccola tradizione non so se mi è permesso parlarne (ridono tutti). Allora, prima di salire sul palco di solito cantiamo delle canzoni un po’ trash per entrare nel mood del concerto. Ok, devo dirlo per farvi capire la storia (ride). Cantiamo “Tanti auguri a te”. Ogni volta qualcuno di diverso, ovviamente quando non è il loro compleanno. A Zurigo, abbiamo cantato “Tanti auguri a te” al nostro tecnico e dopo un po’ una ragazza dello staff del festival è arrivata con una torta, una grande torta con le candeline (tutti ridono).
Jonathan: Sì, abbiamo riso un sacco. Dopo quel giorno, abbiamo continuato a cantare “Tanti auguri a te” prima di ogni concerto. Di solito siamo tutti in cerchio, con tutta la crew e ci guardiamo tutti negli occhi e poi non so, in automatico, decidiamo a chi cantare la canzone, di solito è qualcuno che non sta prestando molta attenzione in quel momento, che è un pò distratto. E allora lo sorprendiamo così (ride).

Tra di voi chi è quello più responsabile e chi quello più fuori di testa?
Luca: Direi che Finn è il più responsabile.
Jonathan: Davvero? Dipende dall’argomento! Dal modo in cui intendiamo l’essere responsabili. A volte è Fred magari.
Luca: Mhmm… Io dico Finn.
Jonathan: Io penso di essere quello più fuori di testa, lo so (ridono tutti). Ma sì dai, alla fine direi che Finn in generale è il più responsabile. Ma qualche volta sono responsabile anche io!

Qual è il vostro tipico giorno libero?
Luca: Quando abbiamo un giorno libero il tour amiamo stare insieme a tutta la crew, abbiamo giocato a minigolf una volta. Facciamo un pò i turisti se siamo in una città che non abbiamo mai visto e camminiamo in giro, mangiamo ecc.

Vi piace vivere in una grande città come Berlino?
Luca: SII!
Jonathan: Oh!
Luca: Sì, tantissimo. Amo vivere a Berlino. È in assoluto la mia città preferita in Germania e amo avere così tante possibilità e cose da fare. Andare in giro la notte, incontrare persone, tutto molto spontaneamente. Non abbiamo mai avuto queste cose quando eravamo nella nostra città natale che è piuttosto piccola.
Jonathan: Sì, concordo pienamente! A Berlino esci e succedono così tante cose per le strade. Penso che nessun’altra città al mondo sia paragonabile.
Luca: Si è così spontanea!
Qual è quindi il vostro quartiere preferito?
Jonathan: Per me è Neukölln. Vivo lì e la maggior parte dei miei amici vive li. È una delle parti più spontanee di Berlino.
Luca: Mi piace il mio quartiere, ma vi dirò Mitte perché mi piace andare lì e avere del tempo per me. Sedermi da qualche parte, guardare le persone, godermi il sole.

Quali sono le prime 3 cose che vi vengono in mente se vi dico la parola “Italia”?
Luca: Scusatemi ma devo assolutamente dire “cibo” (ridono).
Jonathan: Ma non dovrebbe essere la prima cosa da dire! Secondo me è “Bel tempo/meteo”, perlomeno dove sono stato io. E aggiungo “persone amorevoli”!
Luca: Magnifica musica classica, io amo la musica classica!

Ok, domanda finale! Quale altro lavoro pensate avreste fatto se non fosse diventati musicisti?
Luca: Mi sarebbe piaciuto diventare un giocatore di calcio professionista. Ma non penso che ne avrei avuto le capacità quindi forse avrei studiato storia o qualcosa di simile.
Jonathan: Non lo so, forse un insegnate. Anche se non sono sicuro ne sarei stato in grado. Ma ero molto interessato a questa professione durante l’ultimo anno di superiori. Mi piaceva molto l’idea!

Abbiamo finito! Grazie mille per la vostra disponibilità e spero proprio che le domande vi siano piaciute!
Luca e Jonathan: Prego! Sì molto, alla prossima!

 

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