OGGI “PRETTY ON THE INSIDE” DELLE HOLE COMPIE 30 ANNI

 
17 Settembre 2021
 

Nei quaranta minuti scarsi di “Pretty On The Inside” c’è tutto il glorioso marciume del grunge nella sua forma più rabbiosa, sanguigna e viscerale. Le undici tracce all’interno dell’album di debutto delle Hole, pubblicato il 17 settembre 1991 dalla Caroline Records in America e dalla City Slang in Europa, sono così ruvide e abrasive da far male; piccole ma dolorose lesioni che, di secondo in secondo, affiorano sulla pelle candida e liscia della giovanissima Courtney Love.

Siamo lontani anni luce dai brani a tratti graffianti, a tratti delicati di “Live Through This” e dai singoloni ultraradiofonici di “Celebrity Skin”. A regnare è il caos: i brandelli melodici che, come cerotti, vengono utilizzati per rattoppare il corpo delle Hole, devastato dalle distorsioni assordanti della chitarra di Eric Erlandson, non riescono a trasformare in vere e proprie canzoni queste incontrollate esplosioni di furia, odio, angoscia e debolezza.

Quasi paradossalmente, la voce estremamente rauca, sgraziata e potente della bionda frontwoman è quanto di più umano abbia da offrirci questo brutale mix tra noise rock, hardcore punk, sludge metal e no wave che porta il titolo di “Pretty On The Inside”. Courtney Love interpreta i testi da lei scritti – straripanti di immagini violente e scene di abusi – senza mai celare la fragilità di una ragazza che, ad appena ventisette anni, è già sopravvissuta a situazioni infernali.

La nicotina e il whisky che le grattano la gola “sporcano” le emozioni e le vulnerabilità di un’artista che, per liberarsi dalle paranoie e dar sfogo al disprezzo per sé stessa, urla con una passione e un’intensità tali da lasciare un segno indelebile nell’ascoltatore. Nei rantoli di morte e nei sussurri agonizzanti della leader delle Hole c’è tutta la disperazione di una persona le cui richieste di aiuto sono sempre andate a sbattere contro muri di indifferenza, fastidio o totale disprezzo.

La bellezza interiore non è altro che un miraggio. Un’illusione di tenerezza e compassione a cui Courtney Love si aggrappa tirando fuori le unghie, nel vano tentativo di lacerare e distruggere quella crudeltà insopportabile che i suoi compagni di band – oltre al già citato Erlandson troviamo Jill Emery al basso e Caroline Rue alla batteria – traducono in un suono incredibilmente cattivo, che si sviluppa seguendo un percorso impervio e disarticolato fatto di minimalismo, dissonanze, feedback, ripetizioni, ritmi asciutti, arrangiamenti disadorni e persino qualche citazione più o meno evidente (il riff di “Cinnamon Girl” di Neil Young nel breve strumentale “Starbelly”; “Clouds”, un rifacimento lento e ansiogeno di “Both Sides, Now” di Joni Mitchell).

Ogni singolo minuto di “Pretty On The Inside” è stretto nella morsa di un rumore vivo e impetuoso, reso ancor più intenso dall’eccellente lavoro svolto dai produttori Kim Gordon (la bassista dei Sonic Youth) e Don Fleming. Due collaboratori di assoluto prestigio per un disco che, seppur considerato inascoltabile dalla Courtney Love moderna, continua a esercitare un certo fascino per la sua spietata genuinità e a esser lodato dai cultori del grunge della prima ora.

Fidiamoci del parere di estimatori ed esperti, perché sanno come scovare il bello sotto cumuli di sporcizia. E qui di gemme grezze, luride e incrostate di sangue ne troviamo in abbondanza: “Teenage Whore”, “Garbage Man”, “Good Sister – Bad Sister” e “Mrs. Jones” quelle da andare a rispolverare in questo trentesimo anniversario.

Data di pubblicazione: 17 settembre 1991
Tracce: 11
Lunghezza: 38:26
Etichetta: Caroline/City Slang
Produttori: Kim Gordon, Don Fleming

Tracklist:
1. Teenage Whore
2. Babydoll
3. Garbage Man
4. Sassy
5. Good Sister – Bad Sister
6. Mrs. Jones
7. Berry
8. Loaded
9. Starbelly
10. Pretty On The Inside
11. Clouds

 

Oggi “The Psychedelic Sounds Of ...

La droga dà, la droga toglie. Ne sanno qualcosa i 13th Floor Elevators, pionieri del rock psichedelico che costruirono le loro fortune ...

Any Given Friday – Ogni ...

È di nuovo venerdì e seguendo la traiettoria del volo di un moscone – dal ronzio più emozionante di tante cose sentite ultimamente ...

Oggi “Life Is Peachy” ...

“Korn”, l’album di debutto era stato un micidiale, angoscioso e strafottente concentrato di ostilità e violenza; un ...

Oggi “Recovering the ...

I Counting Crows rientrano di diritto tra i gruppi più ascoltati della mia giovinezza, quando non ancora maggiorenne fui travolto dal ...

Oggi “Controversy” di Prince ...

Nero o bianco? Etero o gay? Crede in Dio o solo ed esclusivamente in sé stesso? Il Prince di “Controversy” è un ventitreenne confuso, ...