“IL MIO MODO DI SCRIVERE CANZONI E LA MIA AUTOSTIMA SONO CAMBIATI DRASTICAMENTE”. RUBY FIELDS CI PARLA DEL SUO PRIMO ALBUM

 
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20 Settembre 2021
 

Ruby Fields è una musicista di Sydney: attiva sin dal 2017, la giovane australiana ha finora pubblicato una manciata di singoli e un EP, “Your Dad’s Opinion For Dinner” (2018). Tra pochi giorni – e più esattamente venerdì 24 settembre – Ruby realizzerà il suo primo album, “Been Doin’ It For A Bit”, prodotto da Chris Collins (Skegss, Gang Of Youths, Middle Kids). Noi di IndieforBunnies abbiamo approfittato di questa occasione per contattare la musicista indie-rock australiana via e-mail e farci raccontare qualche dettaglio su questo suo debutto sulla lunga distanza. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Ruby, come stai? Com’è la situazione con il Coronavirus in Australia in questo momento?
Ciao, sto abbastanza bene, grazie. Direi che siamo piuttosto indietro rispetto al mondo in questo momento, ma personalmente sono molto contenta di vivere in una fattoria nel New South Wales settentrionale dove riesco ancora a provare e registrare. Speriamo di poter alzare il numero delle persone vaccinate e ricongiungerci al resto di voi molto presto.

Prima di tutto potresti per favore fare una tua piccola presentazione per quei nostri lettori che potrebbero ancora non conoscerti?
Naturalmente. Ho 23 anni, suono in una band con i miei migliori amici e amo costruire chitarre.

Il tuo primo album, “Been Doin’ It For A Bit”, uscirà tra pochi giorni (mi piace molto!): come ti senti? Quali sono le tue aspettative? È un grande passo per te?
Essendo un album d’esordio penso che sia un passo enorme. Sono superansiosa di farlo uscire nel mondo e spero che venga apprezzato. Penso che crescere in questa industria negli ultimi sei anni o giù di lì può essere davvero confuso in termini di ciò che vuoi essere e pubblicare, ma sono davvero orgogliosa di ciò su cui i ragazzi e io abbiamo lavorato per circa due anni.

Il tuo collaboratore di lunga data Chris Collins (Gangs Of Youths, Middle Kids) lo ha prodotto: è stata una scelta naturale per te lavorare con lui?
Io e Chris abbiamo lavorato insieme negli ultimi 5 anni. Ha prodotto la mia prima canzone in assoluto e continua a farlo. E’ decisamente un processo naturale. È tipo 50% cucinare pasti e dire stupidate e 50% scrivere e registrare canzoni.

John Davis, che ha già lavorato con grandi nomi come The Killers, Gorillaz, Dua Lipa e Lana Del Ray, ha masterizzato il tuo disco: cosa ha aggiunto al tuo suono?
In realtà non sono troppo esperta di tecnologia per quanto riguarda il processo di registrazione, anche se sto cercando di cambiare ciò durante il lockdown grazie all’home studio che sto mettendo insieme, quindi non pretenderò di sapere tutte le cose differenti che ha fatto. Tuttavia sono estremamente onorata di aver avuto John a masterizzare i brani dell’album.

Quanto sei evoluta come musicista dall’uscita del tuo EP di debutto “Your Dad’s Opinion For Dinner”?
Sono cambiata moltissimo da allora. È stato solo un paio di anni fa, ma il mio modo di scrivere canzoni e la mia autostima sono cambiati drasticamente. Ero in un brutto posto quando ho iniziato a suonare in una band e penso che dopo alcuni anni di introspezione, di lavoro e di stare intorno alle persone giuste, stia iniziando ad avvicinarmi a quello che voglio che sia il mio suono. Come musicista sento che chi sei come persona in quel momento ha un impatto diretto sulle tue pubblicazioni.

Di cosa parlano i testi del tuo album? Sono stati in qualche modo influenzati dalla pandemia e dal fatto che il mondo si è dovuto fermare per molto tempo?
Ho scritto tutte le mie canzoni un bel po’ prima della pandemia… avevamo anche registrato i demo a settembre 2019. Quindi direi che le canzoni riguardano tutto ciò che stava accadendo nella mia vita in quel momento. Penso che tutte le mie canzoni abbiano un po’ di malizia, ma con l’umorismo arriva la riflessione su qualcos’altro, quindi spero che ci possa essere qualcosa per tutti quando ascoltano.

L’ultima canzone del disco, “Bottle ‘o”, è abbastanza diversa dal resto del tuo disco: è scritta principalmente con il piano ed è lenta e meditativa. Puoi dirci di più su questo brano?
“Bottle’O” parla letteralmente del fatto che ho perso il portafoglio e mi sono portata dietro il passaporto per poter andare a comprare le birre. Ovviamente, però, riguarda anche il sentirsi giù e un po’ senza speranza. Ho suonato il piano quando ero più giovane e volevo tornare a suonarlo, così ho pensato che concludere l’album con questa traccia potesse aprire le persone a quello che potrebbe essere il prossimo passo.

La scena musicale australiana è stata abbastanza buona negli ultimi anni: ci sono un sacco di ottimi artisti come Tame Impala, Courtney Barnett, Pond, King Gizzard And The Wizard Lizard, Dune Rats, DZ Deathrays, Rolling Blackouts Coastal Fever, Tropical Fuck Storm, Hockey Dad, Amyl And The Sniffers e molti altri. Come ti senti a farne parte? Hai qualche nuova band o musicista interessante da suggerire ai nostri lettori?
È un’industria incredibile. Penso che siamo tutti presenti l’uno per l’altro e supersolidali e disponibili. Sono onorata di chiamare alcuni di questi gruppi e artisti amici quando ero in prima fila ai loro spettacoli al liceo (lo sono ancora!). Ho ascoltato molto i Goon Sax ultimamente, non per dire che siano nuovi, solo che sono molto bravi.

Un’ultima domanda: puoi scegliere una delle tue canzoni, vecchie o nuove, per fare da colonna sonora a questa intervista?
Penso che “Bottle’O” sia un buon brano per fare da colonna sonora a qualcosa! Può essere edificante, un po’ triste e non troppo forte o prepotente.

Photo Credit: Cole Bennetts

 

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