“BASTA CON QUESTA OSSESSIONE DI SORRIDERE AL FUTURO”: I FAST ANIMALS AND SLOW KIDS RACCONTANO IL NUOVO ALBUM “È GIà DOMANI”

 
7 Ottobre 2021
 

Una delle più grandi magie che chi ama la musica può sperimentare sta nell’associare a una canzone o un artista un momento specifico della propria vita; in questo modo si viene a creare una sorta di album fotografico che puoi sfogliare in futuro ogni volta che vuoi, con calma, magari arrivandogli a dare anche un significato più ampio e duraturo nel tempo. I Fast Animals and Slow Kids lo sanno bene, come ci hanno raccontato la loro discografia è una cronistoria della loro vita sottoforma di canzoni, a cui si è recentemente aggiunto il nuovo disco “È già domani”.

L’idea principale dietro all’album è quella di cristallizzare momenti ben precisi in canzoni, rendere concreto qualcosa che esiste solo nella propria testa. È un focalizzarsi sul presente un po’ particolare, rendersi conto che si vive solo qui e adesso. Ancora una volta la band si sente “sul bordo del burrone”, come afferma Romizi; ogni nuovo lavoro per il gruppo è caratterizzato da un limite che va oltrepassato, che può essere una realtà limitata come Perugia o una pandemia che blocca il mondo da due anni a questa parte.

Pandemia che ha spinto i FASK innanzitutto a riconsiderare (e apprezzare ancora di più, se possibile) i rapporti personali e lavorativi con amici come Lodo Guenzi e Willie Peyote. Quest’ultimo costituisce inoltre il primo vero e proprio feat nella storia del gruppo, con la sua partecipazione nel brano “Cosa ci direbbe”. “Ci siamo resi conto che c’è bisogno di incontrarsi, di parlare di musica” è ciò che ci ha raccontato Aimone Romizi nella nostra ultima intervista a riguardo – se ve la siete persi, niente paura: trovate tutta la storia dietro “Cosa ci direbbe” (e non solo) qui.

Altra novità di questa nuova era dei FASK sta nell’annuncio del nuovo tour (previsto per l’anno prossimo), che proporrà in chiave acustica i successi più grandi della carriera decennale del gruppo. Alla domanda sul perché di tale scelta, la band risponde che è una reazione al periodo in cui ci troviamo sotto più punti di vista. In primis, per far ripartire il settore dello spettacolo è fondamentale partire dai piccoli e medi live club, i locali che più hanno risentito della crisi in cui ci troviamo; in secondo luogo, è effettivamente una possibilità di mostrarsi in una prospettiva insolita, più intima e riavvicinata ai fan; come una normale conversazione, un sussurro rivolto a un amico più che una festa in compagnia. Infine, perché fare un concerto carico e pieno di energia, se dall’altra parte ad assistere c’è un’audience che, oggettivamente, non può mostrare chissà quale reazione? Se consideriamo il background dei FASK, un gruppo abituato a stage diving e canzoni urlate a squarciagola dal pubblico, ritrovarsi davanti degli spettatori che a malapena battono le mani non è sicuramente il massimo – dopotutto, noi stessi abbiamo potuto vedere come al TOdays Festival certi artisti non fossero (giustamente) contenti della situazione…

Ma parliamo di “È già domani”, un album maturo e pieno riferimenti musicali che spaziano da Freddie Mercury (riprendendo in “Rave” il tema del furto artistico, da “Living on my own”) alla new wave dei New Order, incastrando nel mezzo un po’ di jazz e di immancabile punk. Il nostro giudizio a riguardo è sicuramente positivo, per quanto è comprensibile che la svolta orecchiabile del gruppo non sia stata ben accolta da una fetta di fan molto affezionata ai vecchi lavori del gruppo – noi stessi non lo riteniamo il disco migliore della band perugina, dopotutto. Nonostante ciò, il disco resta la degna coronazione di questi dieci anni di carriera, è ciò che ci si potrebbe aspettare da un gruppo che cerca continuamente di non rimanere uguale a se stesso come i Fast Animals. A prescindere dalle sonorità più pop del disco, però (che risaltano soprattutto in “Portami con te”), la carica emotiva del disco è forte e ben presente. “È già domani” è un insieme di emozioni tutte diverse tra di loro, dall’energia di “Stupida canzone” alla toccante “Fratello mio”, brano che fa parte del lato più oscuro e intimo del disco: è infatti un pezzo molto personale dedicato a una persona cara, un incoraggiamento ad andare avanti e superare le difficoltà senza piangersi addosso. Un brano d’amore dedicato in un certo senso anche ai fan, a chi si trova in situazioni simili e cerca un amico nella musica dei FASK.

Quali sono invece i brani che più emozionano la band, e quelli che più la caricano? A detta di Aimone Romizi, tutti i brani di “È già domani” sono incredibilmente emozionanti per i membri del gruppo, anche perché immortalano momenti particolarmente personali e commoventi. “Se proprio devo scegliere, direi ‘Portami con te’ per le immagini che vi associo”, commenta il frontman, “ma è appunto una domanda molto soggettiva”. Alessandro Guercini afferma invece che, più che le canzoni in sé, sono certi momenti a emozionarlo particolarmente, come l’ultimo ritornello di “Lago ad alta quota”; a caricarlo ci pensano invece “Fratello mio” e l’inizio di “Stupida canzone”, un attacco di batteria che dà il perfetto avvio all’album dopo la pioggia scrosciante dell’intro “È già domani”, intento a evocare l’atmosfera casalinga e intima in cui è nato il disco.

“È già domani” nasce quindi da lunghe sessioni di riflessioni, modifiche, ripensamenti e voglia di concentrarsi sul presente. È inutile fossilizzarsi eccessivamente sul passato – o sul futuro: come cantano in “Stupida canzone”, “basta con questa ossessione di sorridere al futuro / mi fa deprimere più questo di chi crede nel destino”.FASK sono, ora più che mai, una band che si definisce nel momento. È anche per questo che, per quanto siano fieri del proprio percorso, non ancora sanno se riusciranno a preparare qualcosa in serbo per i fan in occasione del decimo compleanno di “Cavalli“, disco che per primo li ha resi mostri sacri nel panorama indie italiano. “Forse faremo giusto un post su Instagram a riguardo”, commenta scherzando Guercini. Romizi butta lì l’idea di chiedere all’etichetta una ristampa del vinile, ma niente è certo. Per loro è un traguardo incredibile di cui si dichiarano molto orgogliosi, ma preferiscono (giustamente) concentrarsi sulla celebrazione e promozione di “È già domani”. Non resta che vedere cosa ci aspetterà a novembre, e nel frattempo osservare come questi quattro ragazzi di Perugia porteranno avanti l’obiettivo di rimanere puri, lasciandosi guidare solo dai propri istinti musicali, continuando a cercare “la poesia nella strada”.

Credits Foto: Matteo Bosonetto

 

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