OGGI “THE PSYCHEDELIC SOUNDS OF THE 13TH FLOOR ELEVATORS” DEI 13TH FLOOR ELEVATORS COMPIE 55 ANNI

 
17 Ottobre 2021
 

La droga dà, la droga toglie. Ne sanno qualcosa i 13th Floor Elevators, pionieri del rock psichedelico che costruirono le loro fortune (poche) e disgrazie (tante) proprio sullo smodato uso di sostanze stupefacenti. Su tutte l’LSD, il popolarissimo allucinogeno semisintetico che nel 1966 contribuì in maniera determinante alla riuscita degli undici brani di “The Psychedelic Sounds Of The 13th Floor Elevators”, ovvero l’epocale debutto “lisergico” della band texana.

Il consumo matto e disperatissimo di acidi, però, innescò anche il lento ma inesorabile declino cognitivo di Roky Erickson – cantante, chitarrista e principale songwriter – che, appena un paio di anni dopo l’uscita dell’album, iniziò a fare la spola tra la casa e l’ospedale psichiatrico, dove per sua disgrazia venne persino sottoposto al terribile elettroshock. In seguito la luce si sarebbe riaccesa a fasi intermittenti e con qualche difficoltà, in un continuo susseguirsi di deliri paranoici e ripartenze artistiche durato fino al 2019, anno della prematura scomparsa. Un vero peccato.

Non siamo qui per piangere le mille sventure del geniale ma folle Erickson – che, a un certo punto della sua vita, arrivò a credere di essere un alieno – ma per celebrare il culto di un disco entrato di diritto nella leggenda, poiché considerato da tanti storici del rock l’archetipo di tutta – o quasi – la musica psichedelica. Un lavoro che, nonostante l’influenza esercitata su decine di artisti assai diversi tra loro per stili ed epoche (tra gli estimatori dichiarati vi sono ZZ Top, Primal Scream, Spacemen 3, Robert Plant, Black Angels e Ty Segall), resta e resterà per sempre un unicum nel suo genere.

Tutto ciò essenzialmente per un motivo: il jug elettrico di Tommy Hall, fondatore e paroliere dei 13th Floor Elevators. Sono le strane, ipnotiche vibrazioni ritmiche emesse da questo strumento a fiato decisamente particolare – una sorta di brocca collegata a un microfono – a rendere tanto speciali le canzoni dell’album. Insieme naturalmente all’innumerevole mole di effetti portata in dote dal chitarrista Stacy Sutherland (fuzz, distorsioni primitive, feedback, riverberi…), un vero innovatore della sei corde in grado di aggiungere a un piatto già in partenza ricco una miriade di sapori estremamente forti.

Parte il super-classico “You’re Gonna Miss Me” e subito le porte della percezione si spalancano: i suoni grezzi e sporchi del garage rock si squagliano come neve al sole, travolti da una fitta e insistente pioggia acida che tutto sconvolge e trasforma. Con il passare dei minuti le atmosfere tendono di volta in volta a farsi dilatate, dense, aspre e dolci; il gruppo si lascia suggestionare dalle visioni contorte, aliene e “variopinte” dell’LSD e parte alla volta di nuovi universi sonori – con la sola, inscalfibile passione per il rhythm and blues, il folk, il soul e il blues rock a mantenerli con i piedi per terra.

Nella lunga e ultra-psichedelica “Roller Coaster” assistiamo a un’avvincente sfida a colpi di improvvisazione tra il jug di Hall e la chitarra di Sutherland. Il duello termina in un vortice psichedelico che si placa alle prime battute della tenera “Splash 1 (Now I’m Home)”, dominata dalle melodie malinconiche di Roky Erickson.

Una parentesi di calma prima di una fragorosissima tempesta elettrica che inizia con il feedback dell’energica “Reverberation”, prosegue con la sirena della proto-hard “Fire Engine” e via via si fa sempre più impetuosamente psichedelica, trascinando con sé brandelli di pop (“Don’t Fall Down”, “You Don’t Know”), rimasugli di surf music (“Through The Rhythm”) e macerie R&B (“Monkey Island”, “Tried To Hide”).

Il vero culmine lisergico lo raggiungiamo però con il blues etereo e sinistramente quieto di “The Kingdom Of Heaven (Is Within You)”. Volando sulle ali del rimbombo del basso di Ronnie Leatherman, delle pentatoniche “libere” della chitarra di Stacy Sutherland, dei borbottii del jug di Tommy Hall e degli urletti isterici di Roky Erickson, i 13th Floor Elevators citano esplicitamente il Vangelo di Luca e si riscoprono guide spirituali di un trip dal gusto mistico. Ma il regno di Dio è davvero dentro di noi? Oppure è solo un’allucinazione indotta dall’LSD? La seconda che hai detto.

Data di pubblicazione: 17 ottobre 1966
Tracce: 11
Lunghezza: 34:31
Etichetta: International Artists
Produttore: Lelan Rogers

Tracklist:
1. You’re Gonna Miss Me
2. Roller Coaster
3. Splash 1 (Now I’m Home)
4. Reverberation
5. Don’t Fall Down
6. Fire Engine
7. Through The Rhythm
8. You Don’t Know
9. The Kingdom Of Heaven (Is Within You)
10. Monkey Island
11. Tried To Hide

 

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