OGGI “UGLY BEAUTIFUL” DI BABYBIRD COMPIE 25 ANNI

 
21 Ottobre 2021
 

Ecco la storia di come Stephen Jones uscì “dalla cantina” e si ritrovò a vendere un sacco di dischi con un paio di singoli pop clamorosi.

In sintesi potrebbe essere questa l’introduzione adatta a “Ugly Beautiful, che in UK fu certificato come disco d’oro, grazie al traino travolgente di un paio di chicche come “Goodnight” e sopratutto “You’re Gorgeous” che si issò fino al terzo posto nella classifica dei singoli. Ben 5 erano stati gli album di demo pubblicati dal buon Stephen prima di approdare alla Echo Records che sicuramente aveva visto nel talento del nostro: Jones era qualcuno su cui era doveroso puntare e le cose buone non mancavano in quelle uscite. Certo, la cosa principale era dare una veste nuova a dei brani che avevano un grandissimo potenziale ma erano racchiusi in una forma così lo-fi e compassata che rischiavano di passare inosservati. Il successo fino a quel momento non aveva guardato di certo alla compagine Babybird, ma, la lungimiranza stavolta pagò, e non poco.

Dopo tanti lavori in cameretta, roba solitaria o comunque registrati non certo con chissà quali velleità, ecco il momento (e i soldi) per un vero e proprio singolo d’esordio, registrato con una band completa (così come tutto il disco, ovviamente): nel luglio del 1996 esce la deliziosa “Goodnight” che conoscevamo già, ma in tutt’altra forma. Un fulmine a ciel sereno ci colpisce in pieno. E’ trionfo melodico e pop d’altissima scuola quello che ci propone Stephen, con la sua voce tra Bono e Ian McCulloch (ricca di sfumature e con la capacità innata di essere tanto profonda e avvolgente quanto pronta a graffiarci con i suoi acuti) e un incedere chitarristico che conquista fin dal primo ascolto: finalmente, anche la classifica sembra accorgersi di Babybird.

Se devi giocare le tue carte, beh, fallo subito e piazza il colpaccio: sembra essere questa la mentalità che nell’ottobre sempre del 1996 muove la scelta di “You’re Gorgeous” come secondo singolo anticipatore dell’album e stavolta è davvero un trionfo. Il brano è un diamante pop di altissimo valore, uno di quei brani da presa radiofonica immediata, con un testo dannatamente ironico e un ritornello che non te lo stacchi più dalla testa. Boom! Babybird vince e si prende il banco! E’ il momento di rivelare però anche le altre facce di Stephen Jones, perché in “Ugly Beautiful” non abbiamo solamente i trionfi pop, ma anche tutto un mondo sonoro un po’ meno immediato, ma sempre dannatamente accattivante: certo, nulla a che vedere con l'”ostico” prodotto che si trova in quei demo che ora appaiono decisamente lontani per forma e sostanza, anche se è bene ricordare che alcune canzoni di questo album hanno la loro origine proprio li. Dicevamo comunque eclettismo e varietà: la ricetta di Babybird è questa.

Dopo averci deliziato con il miele, ecco che il menù si permette di azzardare suoni e brani che possono entrare in circolo un po’ più lentamente. Si passa dalla battuta trip-hop di “Jesus Is My Girlfriend” e “Too Handsome To Be Homeless”, alla jam (10 minuti!) senza una particolare direzione di “King Bing” in cui il Nostro si avvicina al microfono e, probabilmente, dice quello che gli passa per la testa tra urli e deliri e dietro la band va a ruota libera, seguendo un ritmo circolare, passando per la spartana “Bad Shave”, ciondolante ballata pseudo-folk da primi minuti dopo il risveglio o da notte fonda prima di chiudere gli occhi, fate un po’ voi quello che preferite. Certo le ballate restano il piatto forte di Stephen (anche in futuro a dirla tutta), poco da fare. Ascoltare, per credere, la gentile e aggraziata “Dead Bird Sings”, la magnifica “45 & Fat” che ha un pregevole lavoro ritmico che la sostiene, mentre gli strumenti paiono non voler mai fare troppo rumore e sopratutto “Cornershop” che è altro brano da far tremare i polsi e farci cercare un fazzoletto all’istante visto lo struggimento e la portata melodica di valore inestimabile, con un magnifico intreccio di voci e il sound che si fa appena più corposo andando avanti nel minutaggio. Quanta bellezza.

In mezzo a tutto questo piacevolissimo mix c’è anche posto per il rock a basso ritmo ma ad alto vigore visionario di “I Didn’t Want To Wake You Up”, con questi archi che paiono andare per conto loro e il terzo diamante pop dopo i due singoli anticipatori dell’album, ovvero quella “Candy Girl” che una giornata nuvolosa te la fa diventare soleggiata in tempo zero…privilegio e bravura che non molti possiedono.

Oggi “Ugly Beautiful” compie 25 anni e a noi di IFB questo disco piace assai e ci premeva darvi lo spunto per riprenderlo in mano e ascoltarlo: fatelo, perché, forse, il caro Jones non fu mai più ispirato come in quel frangente!

Pubblicazione: 21 ottobre 1996
Genere: indie pop
Label: Echo
Produttore: Stephen Jones, Steve Power, Darren Allison, Ian Caple

Tracklist:
1. Goodnight
2. Candy Girl
3. Jesus is My Girlfriend
4. I Didn’t Want to Wake You Up
5. Dead Bird Sings
6. Atomic Soda
7. You’re Gorgeous
8. Bad Shave 2
9. Cornershop
10. King Bing
11. You & Me
12. 45 & Fat
13. Too Handsome to be Homeless
14. July
15. Baby Bird

 

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