PUBLIC SERVICE BROADCASTING
Bright Magic

[ PIAS Recordings - 2021 ]
6.5
 
Genere: alternative, elettronica
 
22 Ottobre 2021
 

Non sembra fermarsi di fronte a niente e a nessuno l’ambizione dei Public Service Broadcasting, che hanno appena dato alle stampe un album interamente dedicato alle atmosfere, ai colori e alla vita di una delle città più affascinanti del mondo: Berlino. Nei tre capitoli che compongono “Bright Magic” – quarta fatica in studio per la band britannica – la musica pare quasi trasformarsi in un flessibilissimo strumento narrativo. J. Willgoose, Esq. e compagni lo usano con gusto e misura, in modo tale da dar forma a tante piccole storie in grado di raccontare al meglio l’essenza della capitale della Germania.

I Kraftwerk, il David Bowie della trilogia “Low”/“Heroes”/“Lodger”, il synth-pop nella sua forma più colta e algida, qualche piccola sorpresa dance (“People, Let’s Dance”: lo dice anche il titolo) e persino una spolverata di krautrock, tanto per aggiungere raffinatissime sfumature tendenti al cosmico e al mitteleuropeo: i Public Service Broadcasting ricorrono davvero a tutti gli stereotipi del caso per regalarci un disco il più possibilmente in linea con lo spirito della metropoli tedesca.

Di idee fresche e originali non ve n’è neppure l’ombra. C’è da dire, tuttavia, che la band ci mette cuore e impegno per mantenere sui binari un’opera che, in più di un’occasione, tende a prendere qualche sbandata e a scadere in un’inutile magniloquenza. I sapori fortemente cinematografici di “Im Licht”, “The Visitor” e delle tre parti super-epiche della suite “Lichtspiel” crescono di intensità seguendo evoluzioni elettroniche modellate su moderni esempi francesi (M83, i Daft Punk della colonna sonora di “Tron: Legacy”).

Per quanto strano possa sembrare, il meglio di “Bright Magic” si concentra tutto nei pezzi cantati. Quasi un’assurdità se pensiamo al fatto che, ancora fino a pochi anni fa, J. Willgoose, Esq. giurava che non avrebbe mai abbandonato la formula dei sample d’archivio innestati su basi strumentali.

E invece sono proprio le voci maschili/femminili degli ospiti inglesi/tedeschi chiamati a raccolta dai Public Service Broadcasting – alcuni dei quali di assoluto prestigio, vedi il Blixa Bargeld “recitante” nell’electro rock di “Der Rhythmus Der Maschinen” – a infondere vitalità e dinamismo a un album che affascina ma non conquista, forse perché troppo immerso in un’era digitale che non appartiene a una realtà musicale che ha fatto del recupero del materiale di repertorio una vera e propria arte.

Credit Foto: Alex Lake

Tracklist
1. Der Sumpf (Sinfonie Der Großstadt)
2. Im Licht
3. Der Rhythmus Der Maschinen
4. People, Let’s Dance
5. Blue Heaven
6. Gib Mir Das Licht
7. The Visitor
8. Lichtspiel I: Opus
9. Lichtspiel II: Schwarz Weiss Grau
10. Lichtspiel III: Symphonie Diagonale
11. Ich Und Die Stadt
 

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