THE OPHELIAS
Crocus

[ Joyful Noise Recordings - 2021 ]
7.5
 
Genere: indie rock
Tags:
 
22 Ottobre 2021
 

Non sbagliano l’appuntamento con il terzo album le statunitensi The Ophelias, che con “Crocus” ci porgono sul piatto dodici deliziose tracce di candido e rassicurante indie rock dal sapore folk. L’ideale per queste prime giornate autunnali, con il freddo che inizia a pizzicarci la pelle e a farci venire voglia di affondare sotto le coperte calde del letto.

A costo di eccedere in leziosaggini, mi spingerò a dirvi che i suoni gentili e delicati del giovanissimo quartetto di Cincinnati, sulle scene da poco più di sei anni, sono una vera e propria carezza per l’anima. Un disco da ascoltare preferibilmente quando si è giù di morale e si è alla ricerca di una musica in grado di trasformare la tristezza in sereno languore.

Lo spirito limpido, sincero e variopinto delle Ophelias si riflette alla perfezione in una raccolta di brani sì malinconici, ma anche dalle sfumature vivaci e dai toni confortevoli, ricchi di quei raffinatissimi elementi armonico-melodici che, nella maggior parte dei casi, sono prerogativa esclusiva di songwriter ben più navigati.

La band, nonostante le scarse esperienze sin qui accumulate, dimostra quindi di essere già matura e pronta a lasciare un segno nell’affollato panorama alternative. Colpisce in maniera particolare la forte presenza di atmosfere dal chiaro gusto ‘90s – con riferimenti abbastanza evidenti allo slowcore, all’alt country e al post-rock – e il peso degli strumenti ad arco nell’architettura delle canzoni.

Per le Ophelias i violini vanno bene su tutto. E allora meglio abbondare: li ritroviamo con piacere nella solare “Sacrificial Lamb”, nella pacatissima “Neil Young On High” (con Julien Baker a fare da guest star), nell’eterea “Biblical Names” e nella stranamente ruvida “Becoming A Nun”, episodio più energico della scaletta insieme alla conclusiva “Vices”.

Siamo onesti: qualche difetto ancora c’è. Non tutte le composizioni sembrano essere a fuoco, schiacciate da passaggi ridondanti e soluzioni inconcludenti. Ma alle bravissime Ophelias di “Crocus” perdoniamo anche i filler di troppo. Disco straconsigliato: speriamo sia il punto di partenza per un futuro radioso.

Tracklist
1. Crocus
2. Sacrificial Lamb
3. Neil Young On High
4. Vapor
5. Spirit Sent
6. Biblical Names
7. Mastermind
8. Becoming A Nun
9. Spitting Image
10. Under Again
11. The Twilight Zone
12. Vices
 
 

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