“SONO MOLTO FORTUNATO CHE COSì TANTI GRANDI MUSICISTI PARTECIPINO ALL’ALBUM”: MAC MCCAUGHAN CI PARLA DEL SUO NUOVO LP SOLISTA

 
31 Ottobre 2021
 

Non ha certo bisogno di presentazioni Mac McCaughan: fondatore della Merge Records, dei Superchunk e del progetto Portastatic, lo storico musicista della North Carolina negli ultimi anni ha iniziato anche a produrre materiale che porta il suo nome. Il suo terzo album solista è uscito a fine settembre e lo vede sperimentare su territori per lui nuovi accompagnato da ospiti di grande valore come Jon Wurster, gli Yo La Tengo, Torres e l’arpista Mary Lattimore, con cui aveva già lavorato in passato. Noi di Indieforbunnies.com abbiamo approfittato di questa release per scambiare una veloce chiacchierata via e-mail con Mac e farci raccontare maggiori dettagli sul suo nuovo disco. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Mac, come stai? Come vanno le cose con il Coronavirus in North Carolina?
Ciao! Sto bene, sono appena tornato dal tour. Nella nostra zona la maggior parte delle persone sono vaccinate e sono anche brave a indossare le mascherine ecc., ma lo stato del North Carolina in generale non è grande… ci sono parti molto conservatrici dello stato che sono cadute sotto l’incantesimo dell’ex presidente e delle sciocchezze repubblicane anti-scienza.

Il tuo nuovo disco da solista, “The Sound Of Yourself” è uscito da poche settimane: quali sono le tue aspettative?
Durante il periodo in cui eravamo tutti bloccati in casa ero così contento di avere grandi dischi da ascoltare, compresi quelli nuovi che sono usciti durante il lockdown – ristampe, nuovi dischi, è stato un grande momento per poter ascoltare la musica. La mia speranza è che la gente sia felice di avere della nuova musica da ascoltare e forse ricorderà loro un po’ della musica che hanno ascoltato negli ultimi due anni.

Quanto hanno influenzato il tuo nuovo disco il Coronavirus, i lockdown e tutte le limitazioni?
L’isolamento, l’essere a casa, il camminare per gli stessi sentieri nei boschi ogni giorno, il fare lo stesso cibo per i bambini più e più volte, ha sicuramente influenzato il nuovo disco. Per non parlare dei dischi che stavo ascoltando durante l’isolamento.

Questa volta hai provato a sperimentare con i synth e con un tipo di musica abbastanza lontano da quello che fai di solito con i Superchunk: quali sono state le tue maggiori influenze musicali per il tuo nuovo disco solista?
Penso che alcune delle influenze principali siano state le collaborazioni che ho fatto negli ultimi anni con l’arpista Mary Lattimore, alcuni dischi che ho comprato in Giappone quando ci siamo andati in tour nel 2019, dischi ambient della fine degli anni ’70 e ’80 e sono sempre influenzato da altri artisti della Merge.

Su “The Sound Of Yourself” ci sono molte collaborazioni. Yo La Tengo, Telekinesis, Torres, Mary Lattimore e altri: come sono nate? Quanto ti hanno aiutato gli altri artisti per questo nuovo progetto?
Una cosa incredibile della tecnologia e di internet – che generalmente non amo – è la capacità che abbiamo ora di collaborare a distanza con altri musicisti. Così mentre stavo lavorando al disco (che ho scritto e registrato a casa nel gennaio di quest’anno), mentre una canzone si avvicinava a essere finita, pensavo a cosa mancasse per renderla completa e spesso era un altro artista. Sono molto fortunato che così tanti grandi musicisti abbiano detto sì quando ho chiesto loro di cantare o suonare sull’album!

“The Sound Of Yourself” è un titolo interessante: il tuo nuovo album solista è un disco personale? Di cosa parlano i tuoi testi?
È un disco personale, gran parte di esso riguarda l’aver passato troppo tempo con te stesso e i tuoi pensieri negli ultimi due anni. Ma il titolo viene da qualcosa di cui parla Amy Rigby nel suo libro “Girl: To City”, ovvero la prima volta che senti la tua voce uscire da un altoparlante sul palco o in uno studio e quanto sia terribile. Ma è la tua voce, quindi ti ci devi abituare!

La tua opening-track, “Moss Light”, è un brano ambient con synth e arpa. È molto rilassante e non è l’unico del tuo disco che mi dà questa sensazione: era tua intenzione rallentare un po’ le cose?
Sì, volevo che il ritmo del disco fosse intenzionale – non affrettato – e che la gente si abituasse al mix di tracce strumentali e vocali. Mio fratello Matt suona anche le percussioni su quel brano, oltre naturalmente all’arpa di Mary Lattimore.

Posso chiederti della Merge Records? Come avete deciso tu e Laura di avere la vostra etichetta nel 1989? Quali sono state le vostre più grandi soddisfazioni in questi oltre 30 anni?
Volevamo solo avere un’etichetta come quelle da cui ci piaceva comprare dischi a quel tempo – K, Teen Beat, Dischord, Sub Pop. Penso che la più grande soddisfazione sia vedere il mondo scoprire artisti che amiamo come Lambchop o Waxahatchee o Torres o Caribou o Arcade Fire o molti degli artisti minori che fanno dischi altrettanto grandi.

Un’ultima domanda: puoi scegliere una delle tue canzoni, vecchie o nuove, per fare da colonna sonora a questa intervista? Grazie mille.
Direi “Moss Light”!

Photo Credit: Oona McCaughan

 

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