“AVERE QUALCOSA SU CUI LAVORARE E CONCENTRARCI CI HA DATO LEGGEREZZA”. I TOGETHER PANGEA CI PARLANO DEL LORO QUINTO ALBUM

 
8 Novembre 2021
 

Pochi giorni fa i Together Pangea hanno pubblicato, via Nettwerk, il loro quinto album, “Dye”. Scritto e registrato durante la pandemia, il disco della band garage-rock californiana è puro e irrefrenabile divertimento accompagnato da fantastiche melodie che si appiccicano alla mente sin dal primo ascolto. Noi di Indieforbunnies abbiamo approfittato di questa release per contattare via e-mail il gruppo statunitense e farci raccontare qualche dettaglio sul loro nuovo lavoro. Ecco cosa ci hanno detto:

Ciao ragazzi, come state? Come stanno andando le cose con il Coronavirus in California?
Ciao a tutti! Stiamo andando bene. Le cose si sono riaperte a Los Angeles e gli spettacoli sono ricominciati. Ci si sente bene!

I concerti stanno lentamente tornando. Ne avete già tenuti alcuni e ne avrete anche uno al Trobadour a West Hollywood il 23 ottobre dopo l’uscita del vostro nuovo disco: siete contenti di poter suonare di nuovo dal vivo e vedere i vostri fan negli occhi dopo tutti questi mesi?
Sì! Abbiamo fatto un breve tour circa un mese fa ed è stato fantastico tornare a suonare di nuovo. Non c’è davvero niente come suonare le nostre canzoni dal vivo e avere la gente che canta insieme a noi e cose del genere. È una sensazione fantastica.

Ho visto che avete in programma alcuni concerti europei per la prossima estate (come opening per Jimmy Eat World): c’è qualche possibilità di vedervi dal vivo anche qui in Italia?
Stiamo ancora organizzando il nostro tour in Europa nel 2022, ma speriamo davvero di suonare qualche concerto in Italia!

Il vostro quinto disco, “Dye”, uscirà tra pochi giorni: come vi sentite? Qual è il significato del titolo?
Tutti noi sentiamo che questo è il nostro miglior disco. Abbiamo appena ricevuto le stampe di prova dallo ditta che li ha prodotti e l’abbiamo ascoltato per la prima volta su vinile. Suona benissimo, ne siamo davvero orgogliosi. Il titolo è più una scelta estetica che qualcosa che ha un significato specifico.

Sono passati quattro anni dall’uscita di “Bulls And Roosters”: cosa è successo durante questo periodo di tempo? Secondo voi quali sono i maggiori cambiamenti tra “Dye” e “Bulls And Roosters”?
Un sacco di cose sono successe dal 2017 sia per noi come persone, sia per il mondo in generale, sia per noi musicalmente. Abbiamo registrato e pubblicato un paio di EP che ci hanno permesso di sperimentare stili e suoni diversi. Siamo tutti invecchiati di 20 anni durante la pandemia. Tempi folli. Questo nuovo album mi sembra un mix di “Badillac” e “Bulls and roosters”. Si inserisce da qualche parte nel mezzo di questi due. È rumoroso come “Badillac”, ma ha più della forza del songwriting di “Bulls and Roosters”.

“Dye” è stato scritto l’anno scorso durante la pandemia: quanto ha influenzato il vostro songwriting? Scrivere è stata una sorta di terapia per “sopravvivere” al folle momento che tutto il mondo che sta vivendo ora?
Abbiamo registrato l’album nel mezzo della pandemia e penso che ci abbia davvero aiutato a rimanere sani di mente. Avere qualcosa su cui lavorare e su cui concentrarci ci ha dato un po’ di leggerezza di cui avevamo bisogno. Ci ha anche dato qualcosa per cui guardare avanti quando tutto sembrava davvero incerto.

Come è stato il vostro processo creativo e di registrazione questa volta? Avete avuto la possibilità di lavorare insieme nella stessa stanza o avete dovuto lavorare da remoto?
Facevamo il test per il Covid una volta alla settimana e poi provavamo di persona. Abbiamo fatto la registrazione allo stesso modo. Lo studio era l’unico posto dove ognuno di noi andava, quindi sentivamo che eravamo al sicuro.

Quali sono state le vostre maggiori influenze musicali per il vostro nuovo album? Di cosa parlano i vostri testi?
Penso che molto dell’album sia influenzato dall’alt-rock degli anni ’90. Eravamo tutti ragazzi negli anni ’90 e forse c’era qualcosa di confortante nel suonare quel tipo di musica in un mondo che sembra molto più complicato e incasinato. Mi piace lasciare che la gente tragga il proprio significato dai testi che scrivo.

Il vostro recente singolo “Rapture” parla del cambiamento climatico e dei problemi che esso causa. Gli incendi stanno purtroppo ancora bruciando la California mentre sto scrivendo queste domande: qual è la vostra opinione su questa importante questione per l’umanità? 
Sì, sembra che la California sia sempre in fiamme ora. Il cambiamento climatico è il più grande problema del mondo in questo momento. Stiamo appena iniziando a vedere che tipo di danni farà. Mi aspetto che peggiori molto. Non credo che i cambiamenti personali nel comportamento lo fermeranno, dobbiamo eleggere dei leader che mettano dei limiti alle emissioni industriali, specialmente per le industrie della carne e dell’energia.

Siete sotto contratto con la Nettwerk: come vi sentite a lavorare con un’etichetta così cool?
Amiamo la nostra etichetta, non hanno fatto altro che sostenerci e aiutarci. Potrebbe sembrare sarcastico ma non lo è. Siamo molto felici di lavorare con loro!

Avete qualche nuova band/artista interessante da suggerire ai nostri lettori?
Ascoltate Reckling, Slaughterhouse, il nuovo disco dei Lala Lala, Twin Peaks.

Un’ultima domanda: per favore potete scegliere una delle vostre canzoni, vecchie o nuove, da usare come colonna sonora di questa intervista? Grazie mille.
“Rapture”. Grazie a te per l’interesse.

Photo Credit: Derek Perlman

 

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