THE GREAT INFERNO
All The While White Collides With Black

[ Kandinsky Records /A1 – 2022 ]
8.5
 
Genere: Alt rock
 
17 Gennaio 2022
 

La storia di “All The While White Collides With Black” dei The Great Inferno comincia in uno studio, Le Klubhaus, creato con spirito visionario da Paul Mellory (Paolo Comini) Ronnie Amighetti e Paolo Blodio Fappani all’interno della Latteria Molloy di Brescia e ben presto riempito di amplificatori, chitarre, pedali, batteria, divani, tavoli, un cane e un orologio fermo alle dieci e zero cinque.

Mura amiche testimoni di una metamorfosi: prima c’erano infatti i magnetici e sfrenati Seddy Mellory, rocker veloci e pungenti dalle cui ceneri sono nati i The Great Inferno coi loro ritmi dilatati, le mille influenze rock, new wave ma anche psichedeliche. Un progetto che con l’ingresso di Michele «Michi» Bertoli a fianco di Mellory, Amighetti e Blodio sembrava aver trovato giuste vibrazioni e rinvigorito entusiasmo fino a un brutto giorno, quel dieci gennaio del 2019 e l’inaspettata scomparsa di Paul Mellory che ha gettato nello sconforto un’intera comunità.

L’anno dopo la serata tributo a lui dedicata a Brescia è stata luogo e contesto per presentare la prima stesura di “All The While White Collides With Black” con un nutrito gruppo di amici e sodali: Kika Negroni, Fidel Fogaroli, Omar Pedrini, Dario Bertolotti e Giovanni Battagliola dei Don Turbolento, Pietro Berselli, Simone Piccinelli (Plan De Fuga), Luisa Pangrazio e Gigi Ancellotti degli Ovolov, Cristian Barbieri (Hyper Evel), Gabriele Tura (Endrigo), Cris Lavoro, Nikki Lavoro, Emiliano Milanesi (Lunar), Umberto Ottonelli (IoBestia).

Un album che ora è realtà, lucidissimo testamento rock n roll in cui la voce di Mellory è centrale, non solo evocata ma presente in brani come “’Let Me Kiss Your Throat From The Inside”, “Baby Dope” con le sue melodie sognanti e la cascata di chitarre o la bowiana “Junk Blackstar”. Il resto lo fanno le ruvide e dense emozioni dei compagni di una vita.

L’impeto tenace di “You Steal My Rock N Roll”, la grinta rabbiosa di “Eve – o – lution”, la furia punk di “Sympathy For My Fuck Out”, le distorsioni desert rock e il basso di “Oxy Oxy Oxy”. “Russian Roulette” dei The Lords Of The New Church abilmente modificata, riletta con la giusta impertinenza e la carezza finale, “When I Die I’ll Be A Ghost” dei The Senders rallentata, soffusa e soffertissima, quasi nuda, che mostra il petto e le ferite dopo tanto viaggiare. Solchi neri come occhiaie, profondi come rughe, un ricordo doloroso ma necessario.

Tracklist
1. Let Me Kiss Your Throat From The Inside
2. Junk Blackstar
3. Baby Dope
4. Fuck On The Floor Breaking Shit
5. Russian Roulette
6. Oxy Oxy Oxy
7. You Steal My Rock N Roll
8. Eve – o – lution
9. Sympathy For My Fuck Out
10. When I Die I’ll Be A Ghost
 
 

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