OGGI “WAREHOUSE: SONGS AND STORIES” DEGLI HUSKER DU COMPIE 35 ANNI

 
19 Gennaio 2022
 

Trentacinque anni dall’uscita di “Warehouse: Songs And Stories”, ovvero il canto del cigno degli Hüsker Dü. Un anniversario che celebriamo con piacere ma anche con un pizzico di amarezza, consapevoli del fatto che le venti tracce contenute in questo monumentale doppio LP furono scritte e registrate in un periodo particolarmente agitato per quanto riguarda i rapporti tra Bob Mould e Grant Hart. Due grandissimi autori e musicisti, ma anche due teste calde non particolarmente propense al dialogo.

All’epoca Mould, già pienamente a suo agio nel ruolo di frontman, puntava a ottenere il totale controllo creativo della band; ma Grant, che di canzoni memorabili ne ha sempre scritte a bizzeffe, giustamente scalpitava per avere più spazio. Fortunatamente, per il loro ultimo lavoro insieme, decisero di posare le armi e stringere un accordo che potremmo definire alla pari – ma quasi da separati in casa, come fosse un triste presagio di un futuro in realtà già scritto: undici brani portano la firma di Mould, mentre gli altri nove sono farina del sacco del compianto Hart.

Nessun contributo da parte di Greg Norton – il baffutissimo bassista che, qualche anno dopo lo scioglimento degli Hüsker Dü, si reinventò gestore di ristoranti. Non che abbia molta importanza farlo notare; d’altronde, le menti dietro il trio di Saint Paul sono sempre state quelle dei due artisti di cui ho già ampiamente parlato. Le teste e i cuori pulsanti dell’opera sono di Bob Mould e Grant Hart, che si divisero in parti più o meno eguali i settanta minuti di “Warehouse: Songs And Stories”.

Un testamento bifronte del miglior alternative rock degli anni ’80, lontano anni luce dalla violenza hardcore degli esordi ma ancora incredibilmente coinvolgente poiché maturo, pieno di energia, ricco di influenze diverse e soprattutto moderno (nonostante i suoni un po’ antiquati che, al giorno d’oggi, potrebbero far storcere il naso agli ascoltatori abitati a produzioni decisamente più “pompate”).

Gli sforzi creativi dei due padroni di casa sono a dir poco strabilianti. L’album ci presenta due songwriter abili e versatili, perfettamente a proprio agio con stili, linguaggi e umori sempre differenti. La vera forza di “Warehouse: Songs And Stories” è nella melodia: nelle mani di Mould e Hart, il pop diventa una materia plasmabile con cui dar voce alla malinconia (“Back From Somewhere”, “Bed Of Nails”, “Too Much Spice”, “Up In The Air”, una “She Floated Away” dai tempi dispari e dai toni folk), alla rabbia (le martellanti “Charity, Chastity, Prudence, And Hope” e “You’re A Soldier”, la bellissima ed emozionante “Ice Cold Ice”) e a qualcosa di assai vicino alla gioia – da intendersi in una chiave quasi catartica o proto-emo.

A questa ultima categoria appartengono dei veri e propri gioielli del power pop più grezzo e punkeggiante: “These Important Years”, “Standing In The Rain”, “Could You Be The One?”, “It’s Not Peculiar”, “She’s A Woman (And Now He Is A Man)” e la lunga e caotica “You Can Live At Home” posta in chiusura. Mi fermo qui perché, se continuassi, mi limiterei a fare un noioso e inutile elenco di titoli di tracce praticamente prive di difetti. Cos’altro potrei dire per convincervi a recuperare un capolavoro come “Warehouse: Songs And Stories”? Amatelo per quello che è nel senso più letterale possibile: non l’ultimo chiodo sulla bara dei maestri Hüsker Dü, ma un magazzino colmo di canzoni e storie indimenticabili.

Data di pubblicazione: 19 gennaio 1987
Tracce: 20
Lunghezza: 68:35
Etichetta: Warner Bros.
Produttori: Bob Mould e Grant Hart

Tracklist:
1. These Important Years
2. Charity, Chastity, Prudence, And Hope
3. Standing In The Rain
4. Back From Somewhere
5. Ice Cold Ice
6. You’re A Soldier
7. Could You Be The One?
8. Too Much Spice
9. Friend, You’ve Got To Fall
10. Visionary
11. She Floated Away
12. Bed Of Nails
13. Tell You Why Tomorrow
14. It’s Not Peculiar
15. Actual Condition
16. No Reservations
17. Turn It Around
18. She’s A Woman (And Now He Is A Man)
19. Up In The Air
20. You Can Live At Home

 

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