OGGI “FAKE CAN BE JUST AS GOOD” DEI BLONDE REDHEAD COMPIE 25 ANNI

 
11 Marzo 2022
 

Orizzonti no-wave, bassi maniacali, l’impellente necessità di rivendicare la propria originalità – anche alla luce del titolo scelto per l’album – a causa delle frequenti critiche, spesso gratuite, che la band riceveva a quei tempi; era, infatti, ritenuta, da molti critici e molti addetti ai lavori, troppo sfacciata nel voler seguire il percorso creativo ed espressivo seguito dai Sonic Youth. Ma la risposta non si fece attendere ed è, appunto rappresentata da questo disco. Il falso può anche avere un’anima, può anche avere una dignità e risultare, alla fine, altrettanto buono, rispetto all’opera che esso intendeva idolatrare, augurandosi, nel frattempo, proprio per rimarcare e sottolineare, ancora di più, la morbosa vicinanza alla band di Kim Gordon e Thurston Moore la morte sonica dei propri eroi: kill yr idols, no?

Al di là, di quelle che restano, comunque, solamente delle ipotesi, le atmosfere eccentriche e dissonanti di “Kazuality”, l’incipit del disco, segnano l’ingresso in una dimensione accattivante e forse ancora acerba di sonorità indie-rock, post-punk e noise-rock sincopate e accattivanti, mentre il brano successivo, “Symphony Of Treble”, è cupo e cattivo, con il farsetto spettrale di Kazu Makino che tenta di incunearsi dentro di noi, superare i sigilli sociali e giungere a toccare le nostre manie, prima che “Ego Maniac Kid”, con le sue vibrazioni sfuggenti, ci mostri come, in effetti, i confini tra ciò che è reale e ciò che appare sono, sempre, estremamente labili.

Qual è, dunque, la verità e quale è, invece, la menzogna? Dove finiscono le influenze ed inizia il plagio peccaminoso? Siamo sicuri di essere davvero noi stessi? O si tratta dell’ennesima copia, dell’ennesimo schema, dell’ennesimo modello?

Le architetture sonore della band italo-nipponica sono caratterizzate da un insofferente alternarsi di elementi armonici e rumoristici e da una fatale attrazione per  le atmosfere musicali dolenti ed ipnotiche, per quelle fratture emozionali che, come in “Bipolar” o in “Pier Paolo”, si trasformano in preziose ed inebrianti sorgenti espressive; sorgenti che sono in grado di plasmare cantilene torbide e claustrofobiche, abbaglianti sferzate noise, suggestioni post-wave alla Velvet Underground, morbide colorazioni melodiche dal sapore mediterraneo, linee ritmiche crude, minimali e taglienti che feriscono, fanno male e sanguinano ma che, allo stesso tempo, curano. Sì, curano, perché, tutto sommato, anche quello che riteniamo sbagliato, difettato o fasullo può risultare buono e piacevole.

Pubblicazione: 11 marzo 1997
Durata: 36:45
Dischi: 1
Tracce: 8
Genere: Indie Rock, Noise-Rock
Etichetta: Touch And Go
Produttore: John Goodmanson, Blonde Redhead
Registrazione: ottobre 1996

Tracklist:
1. Kazuality
2. Symphony of Treble
3. Water
4. Ego Maniac Kid
5. Bipolar
6. Pier Paolo
7. Oh James
8. Futurism vs. Passéism

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