JOYCUT
TheBluWave

[ PillowCase - 2022 ]
8
 
Genere: Elettronica, post rock
Tags:
 
13 Giugno 2022
 

Il ritorno dei JoyCut è stato annunciato da molte parole, infinite immagini e la data d’uscita che si stagliava gigantesca sul loro sito (05 June 2022, Giornata Mondiale dell’Ambiente) preceduta da una frase, solo apparentemente misteriosa: “Blu is our Blue”. Nove anni dopo “PiecesOfUsWereLeftOnTheGround” e a undici da “GhostTreesWhereToDisappear” questi tre cittadini del mondo presentano quello che ad oggi è il loro progetto più ampio, circolare, ricco di sfumature, ambientalista nei fatti (packaging, vinili, carta riciclata, trasporto sostenibile) non con frasi ad effetto.

Settantasei minuti divisi in quattro atti (“THE BLUWAVE”, “TIMESWHENSILENCEISAPOEM”, “THEICEHASMELTED”, “ANDBLEEDINGGLACIERSFORMOURTEARS”) dove la presenza della natura è fisica, prepotente, impossibile da ignorare. Il colore blu e l’immagine dell’onda legano tredici brani che fermano su disco un decennio di vita e scoperte, spina dorsale di un lavoro pensato per essere sperimentato nella sua totalità.

Molto Oriente, tanta Africa, elettronica e orchestrazioni, sintetizzatori e melodie che trasformano le note di “TheFirstSong” in un omaggio a New Order e Cure. Scorrono libere le percussioni di “Darwin”, le atmosfere new wave di “Ungaretti”, l’elettro pop viscerale e ritmato di “SAUN” in quota Depeche Mode, il pianoforte di “Novembre 13” e le sue velate armonie che si sporcano di effetti, il tenace notturno cittadino di “BluTokyo” con meravigliosi inserti orchestrali, la tenue allegria quasi infantile di “ThePlasticWhale”.

“Komorebi” è la chiave di volta, uno stato d’animo di soddisfazione e attesa, quello che “si coglie quando la luce del sole filtra attraverso le foglie degli alberi”, delicato e vicinissimo alla felicità ma tremendamente fragile, anima cangiante che rompe gli indugi e trascina verso la parte finale inaugurata dalla distorta, minimale e intensa “Francis&Violet”. Una ballad classica come “Lisantrope” solo piano e voce colpisce per la sua sincera semplicità, così diversa dal dinamismo sonoro che caratterizza le furiose “Siberia [BeforeTheFlood]” e “Antropocene”.

Figlio della Biennale di Venezia e dell’esibizione al Meltdown Festival curato da Robert Smith, “The BluWave” è un coraggioso elogio del viaggio, dell’imprevisto, intriso di una forza leggera che lo rende maestoso e accattivante. Opera mastodontica solo apparentemente, scivola via con grazia e vitalità. Un quarto album vivido e vivace che mescola arte e musica con pennellate ora dolci ora violente, attraverso passaggi ritmici lievi e bruschi che confluiscono in “Plato / SHIRAKABA [TheSmileOfTheSun]” e contribuiscono a formare un personalissimo grido di rivolta.

Credit Foto: Margherita Caprilli

Tracklist
1. TheFirstSong
2. Darwin
3. Ungaretti
4. SAUN
5.Novembre13
6. BluTokyo
7. ThePlasticWhale
8. Komorebi
9. Francis&Violet
10. Lisantrope
11. Siberia [BeforeTheFlood]
12. Antropocene
13. Plato / SHIRAKABA [TheSmileOfTheSun]
 

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

Danger Mouse & Black Thought ...

Sodalizio di lunga data quello tra Tariq Trotter / Black Thought e Brian Burton / Danger Mouse visto che risale al lontano 2005 / 2006 ma il ...

Sylvan Esso – No Rules Sandy

Dieci anni di carriera, anniversario importante per i Sylvan Esso che celebrano l’arrivo in doppia cifra con un nuovo album, “No Rules ...

Jamie T – The Theory Of ...

Il suo quarto album, “Trick”, era uscito a settembre 2016: da allora Jamie T aveva preparato ben 180 canzoni, scrivendole e ...

Hater – Sincere

Dopo quasi quattro anni dall’uscita di “Siesta”, a maggio gli Hater sono tornati con questa loro opera terza, pubblicata ancora ...

Dune Rats – Real Rare Whale

Tornano a farsi sentire i Dune Rats con questo loro quarto album, che arriva a due anni e mezzo di distanza dal precedente, “Hurry Up And ...

Recent Comments