A-HA
La TOP 10 Brani

 
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11 Luglio 2022
 

Era il lontano 1982 quando, ad Oslo, Paul Waaktaar-Savoy, Magne Furuholmen e Morten Harket danno il via agli a-ha. Nel 2022, 40 anni dopo, siamo ancora qui che parliamo di loro. E scusatemi se è poco. Il terzetto nordico è in procinto di pubblicare un nuovo album e, complici anche i 40 anni di carriera, ci facciamo volentieri un giro in una carriera che non si è certo fermata al synth-pop degli esordi.

Bonus Track – Take On Me
1985, da “Hunting High and Low”

Bonus Track? Si certo, perchè questa canzone va oltre il concetto di a-ha, qui siamo nel mondo dei classici del pop, di quelle canzoni che hanno segnato gli anni ’80 in maniera indelebile e ovviamente sarebbe stato doveroso metterla al primo posto per valore non solo qualitativo, ma realmente generazionale, quindi mi gioco il jolly bonus track e piazziamo qui questa immensità, entrata nella storia anche grazie a un video memorabile.

The Sun Always Shines on T.V.
1985, da “Hunting High And Low”

Singolone bomba tratto dall’album d’esordio, oscurato forse solo dall’immensità di “Take On Me”, ma in realtà dal tiro micidiale. Ritmica che picchia solida e arrangiamenti incalzanti che, melodicamente, fanno letteralmente volare il brano, che ha anche un suo piglio rock.

Hunting High and Low
1985, da “Hunting High and Low”

Il brano che da il titolo all’album d’esordio è una ballata ricca di pathos e suggestione, anche grazie a questi arrangiamenti più che cinematografici. Bellissimo lo stacco centrale, con il brano che sembra “rilassarsi” e poi ecco che s’impenna con i violini che la fanno da padrone.

I’ve Been Losing You
1986, da “Scoundrel Days”

Battono il ferro finchè è caldo i ragazzi norvegesi e già nel 1986 arriva “Scoundrel Days”, che non delude. “I’ve Been Losing You” è ancora un pezzone, con questo piglio aggressivo, sempre un po’ rock oriented e synth che fanno il loro ottimo lavoro. Morten Harket gioca su un sacco di sfumature vocali nel brano, che, a mio avviso, ha davvero un ritornello d’altissima scuola.

The Living Daylights
1987, da “The Living Daylights (Original Soundtrack)”

Quando ti chiamano per interpretare la canzone simbolo di un film di James Bond vuol dire che le cose stanno andando molto bene. E la cosa tocca anche ai nostri a-ha che dicono la loro nella colonna sonora di “007 – Zona Pericolo”. Il brano è perfetto per un film di questo tipo, sapore “bondiano”, arrangiamenti grassi e cinematografici. Missione compiuta Bond…ehm…a-ha.

Stay on These Roads
1988, da “Stay on These Roads”

Vabbè, cominciare un disco con una canzone simile è un colpo al cuore. Cercasi fazzoletti dispertamente. Una ballata synth-pop emozionante e toccante, con Morten che nel ritornello vola altissimo e noi col batticuore…

Early Morning
1990, da “East of the Sun, West of the Moon”

Lo so, lo so, come si fa a non mettere “Crying in the Rain”? Ok, flagellatemi. Ho scelto la malinconica e agrodolce “Early Morning” (che adoro, sia chiaro) per rappresentare “East of the Sun, West of the Moon” (disco che comincia a mostrare i primi segnali di maturità importante da parte della band, con una lavoro più introspettivo e molto meno da synth-pop band sbarazzina) giusto perché in realtà “Crying” è una cover, che poi faccia piangere anche i sassi questo è risaputo.

Dark Is The Night For All
1993, da “Memorial Beach”

Il quinto album degli a-ha venne giudicato (all’epoca) un loro avvicinamento a sonorità tipicamente U2 o Simple Minds (non quelli degli esordi, ma del successo) con maggior attenzione alle chitarre e alla ritmica a discapito delle tastiere. Sicuramente la cosa non è una bestemmia. Il disco a mio modo di vedere è delizioso, pur scostandosi nettamente dal sound dei primi album. Questa “Dark is the Night for All” è semplicemente toccante e di una morbidezza struggente e, ancora una volta, Morten ci porta in paradiso con la sua voce. Nel video poi lui è di una bellezza che lascia senza fiato, giuro: un dio greco. Ammetto che mi spiace molto lasciar fuori la ballata “Angel”.

Velvet
2000, da “Minor Earth Major Sky”

Dopo una pausa di ben 7 anni gli a-ha tornano in pista e il loro album “Minor Earth Major Sky”, che si dimostra solido e ispirato,  non delude. La ballata “Velvet” è di una delicatezza incredibile…

There’s A Reason For It
2002, da “Lifelines”

Perchè “There’s A Reason For It” non sia uscita come singolo resterà un mistero a cui non mi darò mai risposta. Una canzone perfetta, costruita con assoluta eleganza, con questo ritornello micidiale. Il disco è, a mio avviso, uno dei migliori in assoluto della band, e questo brano svetta per maturità e gentilezza.

Nothing Is Keeping You Here
2009, da “Foot of the Mountain”

“Foot Of The Mountain” è un ritorno, in forma matura e curata, a suoni più vicini al synth pop, dopo che “Analogue” del 2005 continuava su una forma pop-rock più classica ma non così incisiva. La band ha una scrittura sopraffina e ancora è capace, come in questa magistrale “Nothing Is Keeping You Here”, di tirar fuori dei veri e propri gioiellini pop.

Bonus Track 2 – I’m In
2022, da “True North”

E chiudiamo con una seconda bonus track. Se la prima era per il super classico del passato questa non può che essere per quello che, a mio avviso, è destinato a essere un super classico del presente e del futuro. “I’m In” anticipa “True North”, album in arrivo nei prossimi mesi. A mio avviso (ma parlo da fanatico della band) uno dei loro pezzi migliori di sempre e probabilmente uno dei singoli più belli del 2022 in generale. La canzone è struggente, ispiratissima, toccante e coinvolgente. Niente synth-pop, ma una favola pop-rock emozionante, arrangiata in modo superbo e con un ritornello splendido. La voce di Morten Harket, dopo tutti questi anni, ancora ci fa venire la pelle d’oca.

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