“Maladjusted” è un album che divide i fan di Morrissey, alcuni lo adorano e lo considerano uno dei suoi migliori, altri, e io sono tra questi, lo hanno sempre considerato un disco minore, con qualche buon pezzo ma nulla di più.

Nonostante il singolo “Alma Matters”, che anticipò l’album, venne tutto sommato ben accolto, il lavoro non ebbe il successo che tutti si aspettavano. Morrissey non era in un periodo facile, il 1996 si era concluso con la sconfitta nella causa con Mike Joyce  e sia lui che Johnny Marr furono costretti a riconoscergli i diritti per i brani degli Smiths. Il buon Moz non la prese bene e in seguito farà  di tutto per non pagare quanto dovuto a differenza di Marr che accettò con filosofia, a questo si aggiungeva poi una stampa sempre più ostile nei suoi confronti, stampa che non perdeva occasione per attaccarlo, deriderlo e cercare notizie e opinioni negative su di lui.

In questa situazione difficile la scelta di “Alma Matters” come singolo fu abbastanza scontata, su musiche di Alain White il pezzo suona come una classica canzone alla Morrissey, forse cantata con eccessiva quantità  di miele ma che comunque fu uno dei suoi singoli di maggior successo.
Se “Alma Matters” aveva una certa spinta, gli altri singoli sono abbastanza dimenticabili. “Satan Rejected My Soul” scritto con Boz Boorer è un pezzo che forse sarebbe stato bene come B-side,   mentre “Roy’s Keen”, qui invece musica di Alain White, forse è la dimostrazione più evidente che questo è un lavoro senza un’idea precisa, slegato e con poche melodie capaci di catturarti.

C’è chi considera “Maladjusted” cantato meravigliosamente: posso essere d’accordo, ma questa eccellenza vocale l’ho sempre vista come un metodo per risollevare le sorti e rendere più convincente un lavoro modesto, abbastanza mediocre anche nei testi. Emblematico è il brano “Sorrow Will Come in the End”: qui ci troviamo di fronte ad uno dei brani peggiori della sua carrier,a che non meritava sicuramente di far parte di un album. Se poi aggiungiamo il testo, una confusa accusa abbastanza evidente nei confronti di Mike Joyce che secondo lui lo aveva depredato, grazie alla connivenza di avvocati bugiardi e giudici incompetenti, la frittata è fatta..
Un testo rabbioso ma allo stesso tempo patetico e senza ironia, “…Un uomo che taglia gole ha il tempo dalla sua parte e ti prenderò, quindi non chiudere gli occhi…..“, Joyce ancora trema di paura, tra una risata e l’altra.

Il Morrissey che mi piace meno qui, in questa canzone, è al suo massimo e giustamente la casa discografica non pubblicò il singolo nella versione inglese dell’album per paura di una causa legale da parte di Joyce. ma il caro Mike è un simpaticone e mai avrebbe potuto infierire ulteriormente, aveva già  avuto la sua colossale vittoria.

Dopo “Maladjusted” il caro Moz si prenderà  una lunga pausa che durerà  ben sette anni, per poi tornare nel 2004 con l’ottimo “You Are the Quarry”, una stressante attesa che però ripagherà  i tanti fan che avevano perso ogni speranza.

Oggi stiamo rivivendo una situazione simile per “Bonfire of Teenager” ma qui l’album è pronto senza che nessuna etichetta tiri fuori i soldi, che ne dite la facciamo una bella colletta per il buon vecchio Moz?

Pubblicazione: 11 agosto 1997
Durata: 43:00
Dischi:  1
Tracce:  11
Genere: Rock alternativo
Etichetta: Island Records
Produttore: Steve Lillywhite

Tracklist:
1. Maladjusted
2. Alma Matters
3. Ambitious Outsiders
4. Trouble Loves Me
5. Papa Jack
6. Ammunition
7. Wide to Receive
8. Roy’s Keen
9. He Cried
10. Sorrow Will Come in the End
11. Satan Rejected My Soul