Indie Label


Label: MELODIC
Location: Manchester, England
Since: 1998
Music Style: INDIE ROCK, ELECTRONIC

Artists: HARRISONS - WINDMILL - DEPARTMENT OF EAGLES - THE LONGCUT - WORKING FOR A NUCLEAR FREE CITY - THE ISLES - MINOTAUR SHOCK - OUTPUTMESSAGE - ARMS - PEDRO - BAIKONOUR

L’indie label di questo mese muove da Oriente ad Occidente, dal Giappone all’Inghilterra. Manchester, per la precisione. Nella città che diede i natali a Smiths, Joy Division e Stone Roses, nonché alla storica label Factory, David Cooper ha creato nel 1999 una coraggiosa etichetta indipendente, la Melodic, un serbatoio musicale piuttosto prolifico ( sono già ben cinquanta le release all’attivo ) che ama tingersi di colori bizzarri e sperimentali e romanticismi pop, bagliori elettronici e cantautorato di qualità sublime.
La prima produzione dell’etichetta – nata nel 1998 – è l’ep di James Rutledge aka Pedro, autore di un’elettronica venata di sonorità retrò-futuristiche e breakbeat jazzistici tra Tortoise, To Rococ Rot e Jim O’ Rourke, che nel 2003 pubblicherà, sempre su Melodic, l’omonimo album d’esordio.
L’elettronica deviata di Pedro – attivo anche con il progetto parallelo Minotaur Shock – e altre produzioni simili ( Empire State, Topo Gigio, Outputmessage, Baikonour per alcuni aspetti ) tracciano buona parte delle prime uscite della label, fino al debutto dell’ormai ex Arab Strap Aidan Moffat con il moniker L.Pierre. “ Hypnagogia “ ( melo 013 ) inaugura l’oscuro viaggio insonne di Moffat che, parallelamente agli Arab Strap, traghetterà lo scozzese fino all’ultimo sei tracce “ Dip “ ( melo 045 ), sorta di etereo “ concept album “ in bilico tra echi di rock liquido e bagliori elettronici.
Alla miscela obliqua firmata L.Pierre ed all’ elettronica onnivora di Pedro e soci, David Cooper aggiungerà di lì a poco un inaspettato colpo basso: “ For The Lonely Heart Of Cosmos “ ( melo 031 ) di Baikonour, appassionato shoegazer nativo di Versailles ma inglese d’adozione . Packaging ed artwork ultracurato come per tutte le release dell’etichetta ( il motivo di questa scelta ce l’ha spiegato lo stesso David nell’intervista che leggerete poco sotto ), sonorità che abbracciano tanto il krautrock di Neu! e Ash Ra Temple quanto le metronomie degli Stereolab, ritmiche orientaleggianti e dancey alla maniera di Alex Gopher e Chemical Brothers orchestrate attraverso un innato senso pop fanno di quest’album un’opera talmente originale e sopra le righe da non poter non essere amata.
Dal caleidoscopio di Baikonour ai newyorkesi Department Of Eagles di Daniel Rossen ( già voce degli stupendi Grizzly Bear ) e Fred Nicolaus. “ The Cold Nose “ ( melo 034 ), che esce nel novembre del 2005, mette a segno un altro successo per l’etichetta. Le zuccherine melodie folk-pop di Grizzly Bear qui si allargano verso orizzonti “ electro-eclectic “ che portano all’incisione di mezzi capolavori tra Warp e Beck come “ Romo Goth “ e “ Spring Break “, a delicate ballate per voce e scarna drum machine come “ Sailing By Night “ fino ad episodi di pop para-sinfo-elettronico come “ The Curious Butterfly Realizes… “. Se vi siete abbandonati perdutamente a “ Yellow House “ oppure se semplicemente amate certe malinconie pop non convenzionali, “ The Cold Nose “ deve essere il vostro prossimo acquisto…
Recensiti qualche tempo fa dal sottoscritto su IFB e anch’essi attivi nella grande mela, gli Isles rappresentano la scelta più smaccatamente e deliziosamente Pop tra le produzioni Melodic. Pop solare colorato alla maniera di Smiths e Housemartins e lucide schegge di Echo & The Bunnymen e Interpol si rincorrono continuamente in “ Perfumed Lands “ ( melo 039 ), uno dei migliori Lp usciti lo scorso anno. Brani come “ Flying Under Cheap Kite “, “ Summer Loans “ sono semplicemente perfette pop song, mentre la superba “ Eve Of The Battle “ ci ricorda che “che quando si è dotati di un così grande talento pop non si fa nessuna fatica a far indossare agli Interpol le collane di gladioli del Moz “…
Suono smithsiano di matrice newyorkese per gli Isles, suono mad-chesteriano per una band – finalmente! - di Manchester, i Working For A Free Nuclear City.
Combo in grado di alternare pezzi pop a groove elettronici, suite sperimentali a chitarre rock, i WFAFNC riportano alla luce i tesori nascosti della gloriosa ed immortale scena baggy. Gli idiomi cittadini vengono sciorinati dai Nostri senza timore reverenziale né stucchevoli tentazioni di plagio ( gli Stone Roses di “ Dead Finger Walking “ e i Chemical Brothers di “ Over “ ), così come pezzi quali “ Innocence “ e “ England” si avviano a sfidare apertamente le creazioni sintetiche dei Broadcast. E poi ancora vortici shoegaze ( “ So “ ) e Kraut-pop d’alta scuola ( “ Forever “ ), il tutto imbevuto da una brumosa vena psichedelica. Splendido e dannatamente groovey!
Debutterà il 23 aprile con “ Puddle City Racing LightsWindmill, moniker scelto dal 23enne cantautore Matthew Dillon. Noi di IFB gli abbiamo assegnato quattro stelle e mezzo, vale a dire quasi il massimo. A ragion veduta. Vi basterà ascoltare poche tracce per capire che l’Inghilterra, grazie a Dio, non sforna solo i The View e i Mumm-Ra ( ??? ) di turno, ma anche e soprattutto misconosciuti artisti dotati di un talento nettamente al di sopra della media, che guardano oltreoceano per raccogliere tanto l’eredità del compianto Elliot Smith, quanto la vena creativa dei Mercury Rev e dei Flaming Lips per trasfigurarli in una incantevole soluzione folk-pop come se ne trovano raramente. Un successo annunciato. Se amate la musica e non gli hype, s’intende.
Sfortunatamente motivi di spazio mi costringono a non poter dare ulteriore spazio alle prossime release dell’etichetta. Pure non posso tacere su alcuni nomi di cui si sentirà certamente parlare in futuro: Arms, Harrisons e i redivi Longcut.
Melodie elettroniche, sperimentazione baggy, pop floreale, rock obliquo, cantautorato di qualità: si può chiedere qualcosa di più ad una label?
Ad una label no, ma al suo proprietario e principale manager, si.

Ciao David, che si dice a Manchester? Vorrei partire dall’inizio: come e quando è nata la Melodic Records? Che ruolo hai al suo interno?
A Manchester il tempo è bello e soleggiato (tanto per cambiare). Melodic Records è nata quando, lavorando per un’azienda PR chiamata Pomona, ebbi occasione di parlare con un giornalista che voleva scrivere un articolo su Rae & Christian per i quali al tempo stavo facendo della pubblicità. Ci siamo sentiti al telefono e abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulla musica in generale. Questo tipo mi disse che suonava nei Dakota Oak Trio, che io avevo visto a Manchester proprio alcuni giorni prima di supporto a Badly Drawn Boy. Comunque, James Rutledge ( Pedro, n.d.r. ) mi mandò un demo della sua roba solista e volle il caso che mi trovassi in ufficio presto quel giorno. Lo ascoltai e dei brividi mi corsero lungo la spina dorsale; quindi lo chiamai dicendo che volevo dare vita ad una label, con il 6 tracce che mi aveva mandato come prima release. Tutto registrato su una cassetta a 4 tracce.

Quale è il concetto o l’idea che sta dietro questo progetto? Quali sono i tuoi piani futuri? Quando cominciasti, pensavi di concentrare le produzioni Melodic Records su un suono particolare o sei sempre stato aperto a differenti influenze?
Credo che il nome Melodic sia importante, dato che amo la melodia…sia che si tratti di Miles Davis, Deerhoof or Kraftwerk. Anche l’etichetta Factory ha esercitato su di me una grande influenza, così come la Blue Note. Musica grandiosa spalleggiata da un incredibile artwork. Penso che noi, come label, abbiamo sempre fatto le nostre cose. Abbiamo iniziato mettendo insieme la musica strumentale che ci piaceva e della strana roba sinistroide, perché era quella con cui mi trovavo coinvolto al momento, ma più di recente mi sono buttato di nuovo sulle guitar bands. Mi piace soprattutto il fatto che abbiamo artisti statunitensi che hanno firmato per la label così come artisti francesi ed inglesi. Mi piacerebbe avere più band di Manchester in qualche modo, ma sono molto esigente, la band deve essere perfetta. Mi piacerebbe raggiungere le 100 releases…stiamo per arrivare alla nostra 50°. Ho sempre detto che fin quando avrò abbastanza denaro per far uscire un disco, andrò avanti.

Parliamo degli album che sono usciti qualche anno fa. I più interessanti sembrano essere Baikonour, Pedro e, più di recente, Department Of Eagles. In particolare, il più ambizioso sembra essere questo Baikonour, completamente strumentale, basato su un forte mix tra suoni elettronici, krautrock e vibrazioni orientali. Che cosa ci puoi dire di queste band?
- Sarebbe meglio che parlassi direttamente con queste persone a proposito dei loro album…( e non è detto che non lo faremo infatti…n.d.r. ) Ma sì, Baikonour è un grande esempio di qualcuno davvero originale. La sua musica mi ricorda Neu! che incrociano gli Stereolab. Ha una grande collezione di dischi. La prima volta che l’incontrai, non ci fu bisogno che suonasse la roba shoegaze che amava, come MBV e Cocteau, ma aveva degli album reggae e dub davvero grandiosi. Mi piacque davvero il fatto che fosse aperto a diversi generi musicali. L’album dei Department Of Eagles mi piace perché è pieno di un’innocente esuberanza. Il loro nuovo album, che dovrebbe uscire il prossimo anno, è vicino a quello che Daniel fa con l’altra sua band Grizzly Bear – suona come se Brian Wilson fosse coinvolto! È molto serio e davvero speciale, ma mi piace ancora il primo album perché loro praticamente andarono in studio con alcune canzoni finite ed altre da completare e vennero fuori con uno dei miei album favoriti di tutti i tempi.

Per quanto mi riguarda, siamo venuti in contatto con le produzioni Melodic ascoltando l’incredibile album di debutto di Working For A Nuclear Free City. Mi ricordano moltissimo la scena baggy di Manchester dei primi ’90…come li hai scoperti? Sono semplicemente eccezionali!
Mi fa piacere che la pensiate così e sì, queste sono proprio le ragioni per le quali li ho ingaggiati. Loro hanno qualcosa di Stone Roses, Primal Scream, Spacemen 3 e Beta band. Una combinazione incredibile…sono stanco di tutte queste band che suonano tutte come i The View che suonano come i Libertines che suonano come i Clash. Il mio amico Graham, che organizza delle grandi serate chiamate Blowout nei club di Manchester, mi diede un loro demo un paio di anni fa ed è stato il miglior demo che abbia mai avuto! La cosa che mi piace di più dei WFANFC è che, per quanto riguarda la label, si sposano alla perfezione con Pedro, Outputmessage e L. Pierre – possono fare musica strumentale eccellente e d’atmosfera ed essere creativi e sperimentali, ma possono anche scrivere grandiosi tunes. Il loro prossimo singolo dopo “Sarah Dreams Of Summer” è proprio una perfetta pop song. Mi piace il fatto che migliorano col tempo e diventano dei songwriting sempre migliori. Inoltre, sembrano sempre alla ricerca del modo migliore per superare i limiti. Sono molto ambiziosi nella musica che fanno.

Un altra band che amo moltissimo sono gli Isles. Mi è parso curioso che una label di Manchester produca un album così fortemente influenzato dagli Smiths, fatto da un gruppo di ragazzi americani…
Sì, loro sono una splendida band newyorkese che suona romantiche pop song… E poi gli Smiths…di recente ho deciso che sono la mia band preferita di tutti i tempi. Sono sempre stato indeciso tra New Order / Joy Division, Clash e Smiths…

Come pensate di promuovere il vostro roster fuori dalla Gran Bretagna? Sappiamo che stai lavorando a dei concerti di Windmill in Italia nei prossimi mesi…allo stesso modo, ci piacerebbe veder suonare nel nostro paese altre band come WFANFC, Isles…c’è qualche possibilità nel prossimo futuro?
È difficile come piccola etichetta auto-promuoverci per il mondo così come vorremmo. Ma avendo fatto uscire quelli che pensiamo essere dischi sempre migliori, ci sembra che le cose stiano andando sempre meglio per la label. Anche noi speriamo che Department Of Eagles, WFANFC, Isles possano suonare in Italia i loro nuovi album e sembra che Windmill lo farà prima o poi. Fateci conoscere qualche buon agente o promotore e cercheremo di far suonare più band nel vostro paese! ( l’invito è aperto, su…n.d.r.! )

In tutta sincerità, che cosa pensi dell’attuale scena rock inglese? Forse mi sbaglio, ma leggendo giornali come NME, mi sono fatto l’idea che molte band stiano ricevendo più attenzioni di quanto ne meritino. Scarsa qualità, pochi suoni nuovi e validi e troppo hype. Al momento, per grandi artisti come Windimill, sembra essere difficile avere una vetrina più ampia…
Credimi, è stancante. Mi fa sentire vecchio! Siamo una società molto disponibile economicamente al momento e tutto deve essere fresco e nuovo. Questo è in parte dovuto ad internet, la gente vuole avere informazioni nel modo più veloce possibile. La prima vera band che ho amato, quando avevo 11 anni, furono gli Specials, che ancora mi piacciono. Ai giorni nostri, le nuove generazioni sembrano amare una band per 3-6 mesi circa e quindi passare ad un’altra. Ho un figlio di 17 anni che è più o meno così. Allo stesso tempo però è grandioso che le band ed i giovani dettino le mode, ecc., hanno un potere più grande che mai. È curioso che venga menzionato l’NME…non si occupano molto della nostra musica (sarei preoccupato se lo facessero!). Credo che si sia arrivati al punto che l’NME non sappia più che cosa cerchi. Kerrang aveva solo Gallows in copertina e la nuova band che l’ NME aveva in copertina erano i Twang e so riconoscere quale delle due è la più importante ed entusiasmante. È curioso inoltre perché Kerrang sta ora vendendo decisamente più copie dell’NME. Questo deve aspettare e vedere cosa piace ai ragazzi e quante myspace hits possono avere. I loro giornalisti non hanno più la capacità di allungare il collo per scovare bands. Ma, hey, la sto prendendo troppo seriamente. Quello che dovete ricordare è che il NME è “the Heat of the music magazine world”. Deve essere immediato e spiccio per i giovani. La mia band preferita al momento sono i Besnard Lakes e sia Uncut che Mojo hanno scritto di loro di recente. Se volete leggere a proposito di musica di alta qualità, è meglio non mollare Mojo, Word o Uncut. Anche Pitchfork è molto buono e tremendamente influente. Mi piacerebbe che ci fosse qualcosa come Pitchfork nel Regno Unito…

Parlaci delle nuove band che hanno firmato per Melodic: Longcut, Arms, Harrisons, Outputmessage…
Longcut è un “one-off single”, credo. Una band di Manchester che ho sempre amato e con cui è stato grandioso fare un singolo. Gli Arms mi entusiasmano molto. Come Windmill, Arms è un songwriter con una voce incredibile. Todd (Arms) e Matt (Windmill) hanno promesso di registrare con noi un duetto per un singolo di Natale. L’idea mi entusiasma molto! L’album di debutto di Harrisons è incredibilmente valido e come il debutto di Windmill non c’è una traccia debole.

Cosa pensi dei software “peer to peer”? Credi possano danneggiare in particolar modo una indie-label come Melodic?
Avrei desiderato avere una label negli anni ’70 o ’80, quando venivano venduti soltanto vinili. È per questo che le label facevano un sacco di soldi. Ai giorni nostri, è difficile fare soldi. Penso che l’industria musicale si trovi in un momento particolare: riduce i prezzi dei cd per cercare di invogliare la gente a comprarli piuttosto che scaricarli illegalmente. A meno che non venga creato un nuovo tipo di formato che non possa essere condiviso a copiato, molte aziende andranno in fallimento. Negli Stati Uniti, la gente viene multata per il download illegale e questo dovrebbe accadere anche da noi. Sono abbastanza sicuro che la maggior parte del nostro catalogo venga scaricato illegalmente piuttosto che comprato. Dall’altro lato, dobbiamo cercare di far uscire special records con ottime confezioni per assicurarci che la gente vada a comprarli piuttosto che copiarli o scaricarli illegalmente.

Menzionaci una band o un artista del passato e uno dei nostri tempi che ti piacerebbe avere nella Melodi e, ovviamente, spiegacene il motivo…
Mi piacerebbe aver avuto una label negli anni ‘70/ ’80 per ragioni puramente finanziarie, come ho detto prima. C’è una band di Manchester che si chiama Polytechnic. Mi sarebbe piaciuto metterli sotto contratto e mi piace molto l’album di Beirut. Il mio amico Ben, che gestisce la Ba Da Bing di New York, lo ha scoperto, così almeno è una consolazione…!

Ok grazie David e complimenti per quello che ci fai ascoltare!
Grazie a voi e se passate da Manchester dovete assolutamente venirci a trovare nei nostri uffici!

Thanx to PaMeLlO per la traduzione dell’intervista

Link:
Official Site
Catalog
Shop On-line

Mp3:
Wei’s Way - L Pierre (from the album “Dip”)
Tokyo Moon - Windmill (from the album “Puddle City Racing Lights”)
Major Arcana - The Isles (from the album “Perfumed Islands”)
Vigo Bay - Minotaur Shock (from the album “Maritime”)
No One Does It Like You - Department Of Eagle (from the album “The Cold Nose”)
Hoku To Shin Ken - Baikonour (from the album “For The Lonely Hearts Of The Cosmos”)
Sommeil (WFANFC Remix) - Outputmessage (from the EP “Sommeil”)
You Got The Love (Shadow Dancer Remix) - The Longcut (from the single “Idiot Check”)
Troubled Son - Working For A Nuclear Free City (from the album “Working For A Nuclear Free City”)
All Things Rendered - Pedro (from the album “Pedro”)

Label: NOBLE
Location: Tokyo, Japan
Since: 2001
Music Style: ELECTRONIC MUSIC

Artists: WORLD’S END GIRLFRIEND - CINQ - TENNISCOATS - NATSUME - GUTEVOLK - EISI - KAZUMASA HASHIMOTO - YASUSHI YOSHIDA - MIDORI HIRANO

La giapponese Noble Label inaugura su IFB una nuova rubrica dedicata alla presentazione di etichette discografiche indipendenti provenienti da tutto il mondo. Come di consueto, IFB si propone di trattare sonorità eterogenee, senza alcuna restrizione di sorta che non sia quella di promuovere musica di qualità.

Il Giappone è una terra singolare, una nazione in cui convivono elementi più disparati in perfetta armonia. La stereotipata ossessione per il lavoro, che si traduce in ritmi professionali impensabili per gli occidentali, viene bilanciata dalla tranquilla meditazione zen, mutuata intorno al 1600 dalla Cina; agli skyscrapers delle grandi città corrispondono i templi religiosi immersi nella quiete di rigogliose e millenarie foreste; alla presunta ed ingenua idea di omologazione culturale dei cittadini si oppone una visione – specie da parte dei giovani, ma non solo – assai aperta delle diverse sfere dell’universo artistico contemporaneo ( restando nell’ambito musicale più recente, basti pensare alle riflessioni minimaliste di Ryoji Ikeda, ai divertissment dei Pizzicato 5 e alla lisergia epica dei Ghost ).
In questo contesto multiforme, negli ultimi cinque anni la Noble Label di Junji Kubo è divenuta principale espressione di una luminosa ed intensa “ musica per la vita quotidiana “, modellata su strutture pop “ da camera “ ed influenze classiche, field recordings e tenui afflati elettronici. Una musica fortemente evocativa e profondamente emotiva nella sua commovente delicatezza, un’attitudine intima che si rispecchia tanto nelle produzioni quanto nell’esile artwork che riveste, elegantemente, ogni album. Tutto il concept che c’è dietro all’etichetta lo ritroviamo nelle sue ultime deliziose uscite: “ Secret Figures “ di Yasushi Yoshida, “ Lush Rush “ di Midori Hirano e “ Gllia “ di Kazumasa Hashimoto.
L’album di Yoshida, 28enne compositore di Osaka, è un acquerello tipicamente orientale pieno di sereno pathos cinematico, che delinea paesaggi malinconici attraverso l’uso misurato del violino e del pianoforte, a cui si aggiungono rarefatti samples e gentili beats elettronici. L’intero lavoro è pervaso da un’agrodolce visione della realtà che spesso sfocia nelle sofferte armonie che rendono struggenti brani come “ Chair Father “ e “ Silent Park “, colorando invece di vivaci glitch pastello pezzi come la lunga suite “ Pictures Of Three Life “.
Midori Hirano è una giovane pianista di Kyoto che, laureatasi in pianoforte presso l’Università della sua città, ha iniziato a comporre musica unendo al suo background classico le possibilità offerte dai computer e dai samples. Dopo tre anni di concerti in tutto il mondo, Europa compresa, approda alla Noble, che nel 2006 pubblica il suo album d’esordio “ Lush Rush “. Pur mantenendo fede al pop cameristico della Noble, la Hirano è forse l’artista che meglio interpreta il concetto di “ music for daily life “ propugnato dall’etichetta. Nei solchi di “ Lush Rush “ si percepiscono non solo le tenui atomosfere zen che abbiamo incontrato nel lavoro di Yoshida, ma una più ampia apertura alla contemporaneità, che in Europa come in Giappone, vuol dire anche sottile inquietudine. Ecco allora il climax post rock vicino ai Sigur Ros di “ Ancient story in the Room “, le distese oscure infettate da screzi elettronici di “ Night Wish “ e il tunnel minaccioso ma, in fondo, pieno di speranza rappresentato dalla toccante bellezza pianistica di “ Leaving “, che chiude l’esordio di un’artista che a poco più di 27 anni sembra aver già raggiunto la propria maturità.
L’opera più accessibile e più ricca di spunti popular in senso classico è senza dubbio “ Gllia “ di Kazumasa Hashimoto. Compositore dotato di qualità superiori alla media, pianista “ insignito “ dell’onore di aprire alcuni concerti per Ryuichi Sakamoto e per alcune bands della Morr Music durante il loro tour nipponico, Hashimoto approda alla Noble per licenziare il suo terzo album in tre anni ( altrettanto convincenti furono peraltro “ yupi “ nel 2004 ed “ epitaph “ l’anno successivo ).
Gllia “ è un raffinato dolcificante alle amarezze della vita, un album in cui glockenspiel, violini, vibrafoni e marimbe dialogano gioiosamente con trombe, clarinetti e pianoforti. “ Gllia “ è un pomeriggio di fresco sole primaverile ( “ Mr. Gleam “ ). “ Gllia “ è un malinconico e inatteso addio sotto una fitta pioggerellina di glitch e piano ( “ Ruinruin “ ). “ Gllia “ è una insperata e commovente retrouvailles ( “ Drama “ ). “ Gllia “ è un album prezioso, che usa la musica per parlare al cuore, senza mezze misure ma in modo discreto. “ Gllia “ è un piccolo, misconosciuto, gioiellino pop.

Dopo questa breve e doverosa introduzione al mondo della Noble, facciamo quattro chiacchiere con Junjii Kubo, il manager che l’ha fortemente voluta e che ne gestisce quotidianamente i programmi.

Allora Junji, parliamo della Noble Records. Com’è nata l’etichetta, qual’è il concetto principale che c’è dietro al vostro progetto?
La Noble è una divisione di una compagnia giapponese chiamata MIDI creative, la quale produce principalmente pop music giapponese. Io sono entrato nella MIDI come direttore parecchi anni fa. La mia intenzione è sempre stata però quella di produrre musica alternative, abstract ed experimental caratterizzata da un innato senso pop, così ho deciso di iniziare l’avventura della Noble. Amo definire i nostri dischi semplicemente “ music for daily life “.

Artisti come Midori Hirano e Kazumasa Hashimoto hanno un background musicale contraddistinto da una formazione decisamente “ classica “ ( studi di pianoforte, conservatorio ) ma nello stesso tempo la loro musica si arricchisce frequentemente di elementi elettronici. Cosa ti ha portato a decidere di produrne gli album?
Si, entrambi hanno un’educazione musicale di alto livello, ma sia per Midori che per Kazumasa la musica non è solo teoria, classica e non, ma anche e soprattutto improvvisazione, field recordings e molta elettronica. Per loro ognuna di queste componenti ha un valore equivalente rispetto alle altre. Personalmente apprezzo molto quest’equilibrio sonoro e per questo motivo, dopo aver ascoltato i loro lavori, ho deciso di produrre la loro musica.

Che tipo di risposte hai avuto dal pubblico asiatico e, in generale, nel resto del mondo?
Beh, in questi cinque anni i nostri artisti hanno suonato sia in Asia che in Europa e posso dire che ci sono state delle risposte molto positive in ogni città. Ho percepito molto interesse intorno alla nostra musica. Questo per me è stato uno stimolo in più a continuare a lavorare sodo per far conoscere sempre di più il nostro progetto sonoro.

Ogni album targato Noble possiede un artwork delicato, basato su colori tenui e fragili disegni, che a volte ricordano certo astrattismo pittorico ( penso specialmente alla copertina di “ Secret Figures “ di Yoshida, che mi ricorda alcuni lavori di Mark Rothko ).
Parlaci delle motivazioni che si sono dietro questa precisa scelta.

Penso che l’artwork sia un elemento centrale delle nostre produzioni, tanto che io curo questo aspetto con la stessa meticolosità con cui mi interesso del lato musicale. La scelta grafica comunque non è mai definitiva e varia da caso a caso. Ci sono situazioni – come quelle degli album di Hashimoto e di Yoshida – in cui decidiamo di affidarci ad un disegnatore scelto dalla Noble; in altri casi – come per Midori Hirano – è l’artista stesso a scegliere il disegnatore o il fotografo che curerà l’aspetto grafico della release. Ciò che ritengo essenziale è che l’artwork rimandi sempre alle stesse atmosfere evocate nella musica contenuta nel cd.

Per descrivere la musica di “ Secret Figures “ è stata usata l’espressione “ New Impressionist Music “. Trovi che questa definizione esprima correttamente il lavoro di Yasushi Yoshida?
Si assolutamente. Io stesso mi sento di dare questa definizione “ catchy “ all’album, poichè a mio avviso Yasushi è riuscito ad esprimere le impercettibile emozioni evocate dalla vita, a dipingere quelle atmosfere di “ travolgente quiete “ che ne caratterizzano l’aspetto più intimo.

Molti dei vostri artisti – in particolare Hashimoto – mi ricordano alcune bands della tedesca Morr Music. Pensi che la Noble abbia realmente dei punti di contatto con l’etichetta europea?
Non ho mai badato troppo a quello che faceva la Morr, non ispirandomi ad essa direttamente almeno, ma devo dire che alcune loro produzioni mi piacciono molto. Probabilmente ciò che abbiamo in comune è l’interesse per la buona musica in generale e per la melodia in particolare.

Cosa ci dici delle prossime produzioni della Noble? Continueranno a seguire il concetto di “ music for daily life “ o si apriranno anche a nuove ed inedite direzioni musicali?
La nostra prossima produzione uscirà nel febbraio 2007 e sarà il nuovo album di Gutevolk. Poi nella mia agenda è in programma la realizzazione di un dvd d’animazione; anch’esso, “ of course “ resterà fedele al concetto di “ music for daily life “.

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere per il pubblico italiano?
Mi piacerebbe molto venire in Italia con i miei artisti in un futuro che, spero, sia il più prossimo possibile. Nel frattempo “ keep having interest in our music “!

Link:
Official Site
Catalog
Shop On-line

Mp3:
Monochrome Prome - Kazumasa Hashimoto (from the album “Gllia”)
Dim - Midori Hirano (from the album “LushRush”)
Portable Rain - Gutevolk (from the album “Tiny People Singing Over The Rainbow”)
Picture Of Three Life - Yasushi Yoshida (from the album “Secret Figure”)
We Are The Massacre - World’s End Girlfriend (from the album “The Lie Lay Land”)
Soshite Hossuru - Taylor Deupree + Eisi (from the album “Every Still Day”)
Warm Days - Nastume (from the album “Marakesi No Hama”)
In My Blood River - Tenniscoats (from the album “The Ending Theme”)
Lefty - Cinq (from the album “Sketch”)
Voice Or Vice - Eisi (from the album “Awaawa”)

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.