OMR
Superheroes Crash

[ Uncivilized World - 2006 ]
7
 
Genere: elettronica, pop
Tags:
 
25 Dicembre 2006
 

Vedere tutto insieme e non vedere niente. Qualcosa come il perdere la messa a fuoco quando involontariamente si rimane a fissare un particolare, un oggetto, un paesaggio in questo caso sicuramente urbano. Sicuramente notturno, fatto di simmetrie luminose speculari su un asfalto nero e bagnato di pioggia.

Costellazioni asincrone di neon e fari lontani animati con la stessa metrica stanca e rigida con cui le luci delle auto si spostano nel traffico. Cosa avviene nell’universo sensoriale quando si cade in quello stato di ottundimento, mentre la mente vaga fuori dal tempo ed è come se i nervi ottici smettessero di trasmettere al cervello cosciente? Dissociazione dalla realtà esaminando la realtà è un bel paradosso. Se avesse anche un suono credo che sarebbe il suono di “Superheroes Crash”. In un certo senso controcorrente questa nuova prova del duo francese: in un anno dove la glitch-indie-tronica dei suoni umani ha preso il sopravvento quantitativo, l’algido distacco degli OMR coglie quasi in contropiede. Interessante notare che è una ricerca sonora estremamente lucida e precisa quella di Virginie Krupa and Alexandre Bovelli, dove tutto sembra coerentemente e costantemente sostenuto da un alito di gelo che spira dalle drum machine ai sintetizzatori fino a ibernare anche voce, chitarra e basso. Ipotermia emozionale.

C’è la mano illustre di Mario Thaler (Lali Puna e The Notwist) a garanzia di un sound indubbiamente allo stato dell’arte. Il problema è che il distacco inumano di suoni e parole è un arma a doppio taglio per gli OMR, se lasciarsi avvolgere nel morbido gelo di “Superheroes Crash” può essere piacevolmente alienante al momento giusto e nel giusto stato d’animo, è altrettanto vero che sulla distanza si rischia la ripetitività e si perde coinvolgimento.Peccato perchè nelle intenzioni e nei tempi un disco del genere poteva portare gli OMR su delle atmosfere a metà tra Portishead e Depeche Mode. Una bella ricetta che però per lo più rimane solo sulla carta stavolta.

Tracklist
1. Captive In The Height Of Summer
2. Superheroes Crash
3. Stood The Tes Of Time
4. Immobilized
5. Dancers
6. Ten Minutes To Six
7. Clean And Tidy
8. Silvery
9. I Don't Know
10. So And So
11. To The Train
 

11 Comments

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

sottoscrivo le tre stelle e la definizione di “ipotermia emozionale”, rende perfettamente l’idea del disco. sono stato diverse volte sul punto di trasmetterli, perchè mi sembrava un disco fatto bene, poi però ho sempre preferito passare altro.

Li ho scaricati e li ho ascoltati attentamente.
Hai 100% ragione nel tuo giudizio Giàst.
Un’opera incompiuta, assolutamente,
Alcune sonorità sarebbero interessanti, ma qui si rimane pedissequamente attaccati alla Morr ( e ai Ms John Soda secondo me ) quando invece si percepisce che sotto sotto ci sono delle buone idee personali.
Peccato, un’occasione perduta.

P.S. Colder sta 10 mila miglia distanti ai gruppetti Morr e secondo me, fin’ora, pure ai Lali Puna, pensa che ti dico…

Eh si, è un disco che disorienta all’ascolto: avrebbe tutti i numeri giusti e te ne accorgi, ma poi di fatto lo senti che non decolla mai sul serio.

Sono d’accordo Helmuth sulla ctua considerazione riguardo Colder. La cosa che mi intrigava nel citarli tra i riferimenti, è che in effetti a parità di mezzi espressivi (elettronica dilatata e strumenti convenzionali) con intenzioni diverse OMR e Colder raggiungono risultati diametralmente opposti.
Dove i Colder sono caldi, sulfurei e perfino claustrofobici a tratti, in paragone gli OMR suonano siderali, gelidi e lontani.
Diciamo geossomodo la differenza tra vapori sulfurei e ghiaccio secco…sempre fumo ma… 😉

e di un “BUON NATALE A TUTTI !!!!!” che ne dite ?!?!?!?!?!?

…ah già è natale…AUGURI!
Beh in realtà gli auguri io li avevo lasciati nel post Tommy…

complimenti per l’ottima recensione: è sempre difficile trovare le parole per definire un ascolto; ma – come ricorda tommy – ipotermia emozionale non è da tutti (e non è la sola espressione degna di nota…come sono buono! è natale!). devo aggiungere che il panorama urbano-esistenziale perseguita anche me, che pure abito in una cittadina di 30mila abitanti…

ma che bravi questi coniglietti, che tra l’abbacchio e il capitone passano dalla cameretta a lasciare un commento. siete fantastici…

ciao ragazzi.
Auguroni anche da parte mia… .
Per me non è proprio quello che si potrebbe definire esattamente un bel periodo però è pur sempre Natale quindi vi faccio i miei più sentiti auguri.
Peace.

Io più che fantastico mi sento un tantinello sul ubriaco-rincitrullito…per l’occasione nella perplessità generale ho dato fondo alle mia gran riserva di birre d’abbazia…non è che fosse proprio previsto dall’etichetta natalizia stappare birre semiartigianali ma mi si consenta il francesismo…sticazzi dell’etichetta…

Comunque grazie a todos è una bella cosa che sta rece abbia smosso un po ste giornate di festa fin troppo convenzionali…

Giov…come si dice a Roma: tieni botta!
Anzi, come si diceva nel vecchio west, ” good things comes to those who waits”…

Ultiamamente dispenso proverbi anglofoni…deve essere il sintomo di qualcosa di grave statene certi…

ragazzi mi mancate assaje…..ma appena posso vi leggo

questo è proprio un disco alla just comunque.

 

First Aid Kit – Palomino

È passato davvero tantissimo tempo – quasi cinque anni – da quando le First Aid Kit hanno pubblicato il loro quarto LP, ...

Carla dal Forno – Come Around

Carla dal Forno continua a interrogarsi sul senso misterioso della realtà circostante, imprimendo un consolidamento  del suo approccio ...

Nuju – Clessidra

Il primo assaggio di “Clessidra” nuovo album dei Nuju, calabresi che da tempo hanno trovato casa a Bologna, è arrivato circa due anni ...

Ásgeir – Time On My Hands

Dopo il breve antipasto dell’anno scorso, con l’Ep “The Sky Is Painted Gray Today” a mitigare una discreta attesa, torna con un ...

The Wombats – Is This What It ...

Mai titolo fu più lungo ed esasperante dal punto di vista concettuale come questo. Il che è un ossimoro: perché se il titolo del nuovo ...

Recent Comments