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Vicky e Cristina, due giovani americane a Barcelona per l’estate, si invaghiscono del pittore Juan Antonio, ma se una lo respinge perchè alla vigilia delle nozze, l’altra si concede un’intensa parentesi d’amore, fino all’arrivo dell’ex moglie di lui, la possessiva e tormentata Maria Elena”…

Perdersi in una città  straniera può essere dolce e disturbante come smarrirsi nei tortuosi e (s)conosciuti meandri dell’amore, eternamente sospesi tra ragione e desiderio. Così un soggiorno a Barcelona si trasforma per Vicky e Cristina ben presto in un delicato apprendistato sentimentale, alla fine del quale ognuna avrà  imparato a tenere a mente le profonde ed imperscrutabili ragioni del proprio cuore Al suo quarto film fuori dal suolo newyorchese e americano, Allen si lascia tentare ancora una volta da dilemmi esistenziali e sentimentali, ma sembra aver soprattutto costruito un saggio su come gli americani guardano all’Europa, attraverso mille romantici clichè. Sembra scontato che in Spagna, ma lo stesso varrebbe per l’Italia, la gente trascorra la sua vita in città  bellissime, sorseggiando vino al lume di candela, nutrendosi di arte, capace di amare solo di “‘amour fou’, estremo, che intreccia indissolubilmente eros e thanatos, e di tentare con le donne gli approcci più diretti e ridicoli del mondo. La Barcelona descritta nel film è infatti un luogo luminoso e vitale, quasi magico, irreale, lo sfondo ideale per un’esistenza piena di ardore e di bellezza, di strani ed arditi triangoli amorosi, conditi di corse in bicicletta, di pic nic sull’erba, neanche fossimo dalle parti di “Jules et Jim”, di incontri e scontri indimenticabili.

Le protagoniste del film si aggirano in questo sogno romantico e anzi si lasciano travolgere da esso, senza risparmiarsi neppure gli aspetti più amari: amiche, che più diverse non potrebbero essere, si innamorano dello stesso uomo, un audace pittore spagnolo, Juan Antonio (Javier Bardem), che non nasconde di volersele portare a letto entrambe, anche durante lo stesso incontro. Le due donne si lasciano sedurre dalle sue parole, dalla sua aura di artista, dalle atmosfere che una gita ad Oviedo riesce ad evocare, ma se la prudente e spigolosa, Vicky (Rebecca Hall), alla vigilia delle nozze si fa tentare, con grandi sensi di colpa prima e rimpianti poi, una volta soltanto (con una scena d’amore fuori campo, appena suggerita da un ralenti e congelata in un fermo immagine che ne conserva mistero e pudore), l’irrequieta ed istintiva Cristina (Scarlett Johansson) si getta a capofitto nelle furie del sentimento, con la strana convinzione di aver trovato finalmente il tanto agognato “amore fuori dagli schemi”. Ma, ecco che, dopo essere stata ampiamente annunciata nelle parole del marito che l’hanno invocata, raccontata a più riprese, durante tutto il film, si materializza nel menage di Cristina e Juan Antonio, la terribile ex moglie Maria Elena (Penelope Crùz), che ha appena tentato il suicidio. Il suo arrivo crea una deflagrazione inarrestabile in grado di mutare profondamente la natura dei rapporti, di scuoterne gli equilibri e di crearne di nuovi, imprevisti, impensati.

Se nella prima parte il film è dominato dai toni di una commedia brillante e nonostante qualche eccesso di stereotipo – a partire da una colonna sonora un po’ troppo scontata con chitarre e flamenco a non finire – riuscita, nella seconda il film ha una grande capacità  di raccontare con delicatezza i moti dell’anima dei suoi protagonisti, indecisi tra ansia di assoluto e le ragioni della morale piccolo borghese. Su tutto incanta la prova di Penelope Cruz: le basta un solo sguardo torvo, la sigaretta stretta tra le labbra per incarnare quella dose di geniale sfrontatezza che la sua parte esige, quando la vediamo dipingere in canotta ha la stessa sensualità  ferina di una novella Frida Kahlo, ed è finalmente depurata da tutti gli artifici almodovariani. I suoi litigi in spagnolo con il tenebroso Bardem sono forse i momenti più intensi ed autentici del film, mettono in ombra persino la presenza radiosa della Johansson, e raggiungono il parossismo nella scena della pistola, in cui Allen rispolvera l’umorismo grottesco degli esordi, in un film altrimenti leggero e intrigante. E dello scandalo montato dai giornalisti alla presentazione del film a Cannes per il bacio saffico tra Penelope e Scarlett che cosa rimane? Una scena pudica, che il film non enfatizza e che dura i pochi istanti di un flash-back.

Locandina
Titolo originale: Vicky Cristina Barcelona
Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Javier Aguirresarobe
Montaggio: Alisa Lepselter
Interpreti: Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Javier Bardem, Rebecca Hall, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Chris Messina, Julio Perillán,
Nazione: USA/Spagna
Anno: 2008
Durata: 96 minuti
Distribuzione: Medusa

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