Il loro punk rock o similare continua a piacere, su questo non c’è dubbio, e, durante una carriera ormai più che decennale, i Pissed Jeans hanno coltivato un cospicuo numero di fan che non si perdono un loro show. “Why Love Now” è il quarto lavoro con la Sup Pop; la produzione è stata affidata a una certa Lydia Lunch, la figlia prediletta della no wave newyorkese di inizio anni Ottanta, che a Arthur Rizk, produttore di gente come Title Fight, Prurient, e Inquisition.

In “Why Love Now” si vomitano parolacce e slogan misogini in una sorta di autoironia malsana e autodistruttiva. Questi ragazzotti di Allentown, Pennsylvania, con la faccia pulita di nerd adulti che non sono mai stati invitati al ballo di fine anno delle loro high school, hanno poco da dimostrare qualcosa a qualcuno; il loro sound è un bel frullatone di punk rock, Black Sabbath, Jesus Lizard e Motörhead e non è roba che si decifra con difficoltà . Un bel monolite partorito direttamente dagli anni Novanta da ingoiare tutto intero, come quando si è costretti a prendere uno sciroppo per il mal di gola non proprio di buon sapore ma che dopo ci fa sentire meglio.

“Why Love Now” è aggressivo e violento in sintonia con tutta la produzione dei Pissed Jeans, e sfodera tutta l’energia che la band di Matt Korvette, Randy Huth, Sean McGuinness e Bradley Fry sa sprigionare. Il disco è una sorta di “riflessione” sul rapporto tra uomo e donna, la cultura dell’immagine e le provocazioni che siamo abituati a subire facilmente nell’era social; il tutto ovviamente in chiave ironica e divertita. “Waiting On My Horrible Warning” che apre “Why Love Now”, viene “cantata” da Korvette come se volesse imitare Lemmy o David Yow sotto un riff catartico che mette subito in chiaro le aspettative che seguiranno. “The Bar Is Low” è il singolo che ha anticipato l’album e da cui è stato girato uno spassoso video clip con i nostri alle prese con attrezzi ginnici di una palestra, una chiave di lettura sul quello che oggi l’uomo, tutto selfie e cura di sè. Si passa poi ai muri noise di “Ignorecam” e “Cold Whip Cream” (ma come gli vengono questi titoli!) che sono il succo stilistico dei Pissed Jeans. “I’m A Man” è una sorta di spoken word song con la voce della scrittrice Lindsey Hunter, che in pochi minuti concentra uno dei sui racconti di horror story quotidiana. La catarsi ha termine con “Not Even Married”, un pensierino dedicato alla generazione più giovane con velleità  artistoide, che dopo aver fatto progetti con la propria ragazza tipo avere figli, una casa e una vita tranquilla insieme, mandano la relazione a puttane perchè spunta fuori il Ian Curtis che c’e in loro.

“Why Love Now” è divertente e poderoso, grezzo ed essenziale, l’ennesimo schiaffone sonoro che ormai siamo abituati a prendere ad ogni loro uscita.