Originari di Winnipeg, graziosa città di fiumi e grandi laghi, i canadesi Crash Test Dummies ottennero un enorme riscontro commerciale all’altezza dell’uscita di “God Shuffled His Feet”, secondo album pubblicato il 15 ottobre del 1993.
Accompagnato da una suggestiva copertina con rimandi religiosi e allegorici, in un’epoca dominata dal grunge, il disco all’urgenza delle chitarre elettriche preferiva affidarsi principalmente a sonorità acustiche ed eleganti.

Sono trascorsi trent’anni da allora, il gruppo capitanato dalla calda voce baritonale di Brad Roberts ha realizzato altri sei lavori con buona cadenza, anche se l’ultimo risale ormai al 2010.
Per quanto risultino ancora attivi sul versante live, il loro nome viene più spesso associato a un’epoca passata, e volendo restringere di più il cerchio, se tuttora sono celebri lo è soprattutto grazie allo straordinario successo di una canzone in particolare.

Già, anche per coloro a cui magari il nome della band potrà dire poco o nulla, siamo certi però che mettendosi all’ascolto di “Mmm Mmm Mmm Mmm” lo troverà quantomeno familiare.
Quel singolo, vero traino dell’affermazione su scala mondiale del gruppo, al di là del curioso titolo onomatopeico, si rivelava essere davvero un gioiello pop, capace di arrivare al cuore delle persone certamente non ammiccando ad esse, visto che non si può definire un episodio commerciale nel senso più bieco del termine.

Funzionava però eccome per la sua struttura, la felice progressione di accordi, la sua melodia ariosa e ovviamente per la voce di Roberts molto espressiva, fino al ritornello che, anziché liberarsi, si chiude in se stesso affidando come detto il suo significato a un lungo mugugno, come se il protagonista stesse riflettendo su quanto enunciato nelle strofe.
Frasi che, giusto dirlo, mostrano un’innata capacità narrativa da parte del leader, e una certa originalità nel delineare situazioni limite sapendo alternare bene ironia e crudezza, goliardia e profondità. Non è in fondo prerogativa dei più grandi scrittori?

Vista a posteriori la carriera dei Crash Test Dummies, si potrebbe pensare che l’apice toccato da “Mmm Mmm Mmm Mmm” fosse un caso isolato, invece occorre dire che all’interno dell’album figurano altre chicche che ci pare doveroso andare a ripescare.

“God Shuffled His Feet” – a proposito di immagini curiose e bizzarre proposte da Roberts – contiene 12 brani che si muovono agilmente in un contesto pop, però di quello raffinato a livello musicale, grazie ad arrangiamenti ricchi che rendono ariose le atmosfere e con almeno altri due titoli che godettero di buon successo. Alludo nella fattispecie ad “Afternoons & Coffeespoons” e a “Swimming in Your Ocean”, in cui la matrice melodica è in primo piano.

Altrove la band si concede momenti più intimi (si ascolti ad esempio “The Psychic”), con un’anima cantautorale che si fa strada in mezzo a suggestioni folk. Perchè, diciamolo, l’impronta acustica rimane visibile, nonostante siano stati smussati gli estremi riscontrati all’epoca del debutto avvenuto nel 1991 con “The Ghosts That Haunt Me”. Se là affioravano infatti rumorose e vivaci le sonorità irish, con fisarmoniche e violini a contornare il tutto e le voci di Brad ed Ellen Reid che si rincorrevano e si intrecciavano, qui la scena se la prende quasi tutta il primo, con la seconda relegata, si fa per dire (visto il suo indubbio talento musicale) alle tastiere e ai cori, oltre che occasionalmente ancora alla fisarmonica.

Buona anche la sezione ritmica (al basso troviamo Dan Roberts, fratello di Brad), ficcante e sciolta nella vibrante sequenza di “I Think I’ll Disappear Now” e “How Does a Duck Now?”, e validissimo il contributo di Benjamin Darvill che colora l’apparato sonoro con strumenti quali armonica e mandolino.

A distanza di tanti anni “God Shuffled His Feet” riesce ancora a colpire, soprattutto in quegli elementi meno in vista, dettagli sonori minimali, come quei particolari che qua e là fanno capolino e che donano alla canzone inedite sfumature, predisponendo al meglio chi ascolta.
Poi, chiaro, avere in organico un vocalist che potrebbe emozionare anche leggendo l’elenco telefonico certamente aiuta, ma è proprio nell’insieme che il gruppo funzionava, nel suo saper divertire, coinvolgere ma allo stesso tempo fare pensare.

I Crash Test Dummies nell’immaginario comune rimarranno sempre quelli degli anni ‘90, ma c’è da dire che nel loro piccolo riuscirono essi stessi a costruirlo quell’immaginario, regalando inequivocabilmente un istant classic. Sarebbe ingeneroso però definirli meteore, perché dopo il boom inaspettato quanto meritato di questo album, continuarono sulla falsariga (seppur con meno ispirazione) a proporre lavori sempre piacevoli e ben fatti.

Data di pubblicazione: 26 ottobre 1993
Registrato: presso gli studi “DV Productions” di Milwaukee (Wisconsin) e “Music Head Recording” di Lake Geneva (Wisconsin) nel 1993 “Ocean Way Studio” e “Image Studios” di Hollywood nel novembre 1988 e marzo 1989
Tracce: 12
Lunghezza: 44:45
Etichetta: BMG/Arista
Produttore: Jerry Harrison, Crash Test Dummies

Tracklist:
1. God Shuffled His Feet
2. Afternoons & Coffeespoons
3. Mmm Mmm Mmm Mmm
4. In the Days of the Caveman
5. Swimming in Your Ocean
6. Here I Stand Before Me
7. I Think I’ll Disappear Now
8. How Does a Duck Know?
9. When I Go Out with the Artists
10. The Psychic
11. Two Knights and Maidens
12. Untitled