Continua a dare buoni frutti la collaborazione tra Marianne Mirage e Marquis, che dopo aver creato insieme la colonna sonora della serie “I Leoni di Sicilia” di Paolo Genovese, tratta dal fortunato romanzo di Stefania Auci, si mettono all’opera sul nuovo album della musicista e cantautrice. Nove brani eleganti, scritti e interpretati con voce intima e sensuale da Mirage.

Marquis oltre a produrre suona tastiere, organi, sintetizzatori, drum machine e percussioni, con Giovanni Doneda e Francesco Giampaoli al basso, Pietro Gregori alla batteria, Ferruccio Perrone e la stessa Marianne Mirage alle chitarre a creare una squadra affiatata per raccontare storie di donne in situazioni difficili come quelle descritte in “Chiudi Gli Occhi”.
Un sound molto raffinato che s’ispira al cantautorato italiano e ad atmosfere anni sessanta con largo uso di Farfisa, Korg, Mellotron, Wurlitzer e Hammond a far da contrappunto in canzoni che passano agilmente dalla spiritualità di “Cielo” all’intensità d’altri tempi di “Baci”, con la forza gentile di “Tramontana” che unisce gusto pop di ieri e di oggi.
Ascoltando testi e arrangiamenti ricercati come quelli di “Venere”, “Senza Ridere” e “Iride” si capisce facilmente perché Patty Pravo abbia chiesto a Marianne Mirage di scrivere un brano del suo prossimo disco. Sono accomunate dalla stessa voglia di osare, come già s’intuiva nel singolo “Due Anime”, ode mistica e celebrativa al sesso inteso come forma di libertà, che anticipava alcuni dei temi sviluppati in un album che nel finale ritrova l’intimità delle chitarre acustiche de “La Canzone Del Vampiro”.
Non nuova a incursioni nel mondo del cinema (Pupi Avati ha inserito “Corri” ne “Il fulgore di Dony”, Paolo Genovese stesso le ha affidato “The Place” per il film omonimo) Marianne Mirage calca il palcoscenico con sensibilità dando vita a un “Teatro” di classe.












