
Decisamente interessante l’EP di debutto di Carlie Hanson, producer e polistrumentista alternative-pop statunitense. “Too Late To Cry”, infatti, gira intorno a sette brani che si muovono su delle coordinate gustosamente indie-pop e che nel recente passato sono riusciti a catalizzare anche l’attenzione di una certa Taylor Swift (che ha prontamente inserito un pezzo della musicista classe ‘2000 all’interno di una delle sue playlist).
La title-track, per esempio, è un piccolo inno esistenziale che mette in evidenza tutto il talento della cantante a stelle e strisce, mentre “How Many Hours” è una ballata che si affaccia proprio dalle parti della sunnominata Taylor.
Perdita, resilienza, smarrimento, sono alcuni fra i temi trattati all’interno di “Too Late To Cry”. La traccia finale “Nutshell”, invece, va a concludere – attraverso delle note quasi alt-folk – un extended play che probabilmente rappresenterà il (meritato) trampolino di lancio di un artista estremamente eclettica. E che non si dica che non vi avevamo avvisati.
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