Sarah Klang, due Grammis (storici premi musicali)  vinti nella natia Svezia, arriva al quinto album dopo “Love In The Milky Way”  (2018) “Creamy Blue” (2019) “VIRGO” del 2021 e “Mercedes” (2023) con la voglia di cambiare strada, di realizzare un disco più ambizioso, dal sound “spudoratamente pop“.

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Si è spostata a Los Angeles per registrare con Eric D. Johnson (Bonny Light Horseman, Fruit Bats, The Shins) affiancata da una band creata per l’occasione con Josh Adams alla batteria, Josh Mease al basso, Jarvis Taverniere al mixer e Heba Kabry al mastering.

Dieci brani fortemente autobiografici che raccontano la femminilità da diverse prospettive con numerosi riferimenti alla cultura anni novanta tanto elogiata ma non immune da critiche. Un album incentrato sull’imbarazzo di crescere in un mondo dove essere magre come Britney Spears e Kate Moss, essere carine per finire su MTV o VH1 era la cosa più importante.

Atmosfere sensuali, intime e raccolte quelle propiziate dalla title track, piano voce e anima pop che mette in luce la vocalità potente e espressiva di Sarah Klang. Non mancano momenti più leggeri a partire dalla speranzosa “Go To The Sun” o dal ritornello di “Haze”. Delicata è invece “Last Forever” con il sound caldo delle chitarre bluegrass.

“Other Girls” riflette sui rapporti tra donne, “All I Want” esplora territori country pop, “Happier” torna al sound  di “Go To The Sun” con buoni risultati.  Sembra aver fatto pace con sé stessa Sarah Klang, come dimostra “Childhood”. Ammaliante in  “Jackson Browne”, trascinante in “I Have Everything” realizza un disco vivace, sofisticato e godibile.