Quinto disco per i Sally Shapiro, duo elettro pop svedese che vede il produttore Johan Agebjörn affiancato da Sally Shapiro, nome d’arte scelto dalla misteriosa voce femminile. Ormai giunti al secondo album per Italians Do It Better, il mixaggio di questi brani è proprio di Johnny Jewel, confermano di saper creare melodie accattivanti.

Credit: Mika Stjärnglinder

Le sognanti atmosfere indie pop di “Disco Romance” (era il 2007) si sono via via trasformate in sonorità più sexy e complesse, quelle di “My Guilty Pleasure” e “Somewhere Else” fino al più recente “Sad Cities”, con le forti reminescenze anni ottanta e italo – disco che caratterizzano anche “Ready To Live A Lie”.

Tastiere subito protagoniste nel synth pop avvolgente di “The Other Days” che sembra proprio voler lanciare uno sguardo al passato più ingenuo e romantico degli esordi come la super pop “Hard To Love” e la cover di “Rent” dei Pet Shop Boys mentre il ritmo diventa martellante in “Purple Colored Sky” senza perdere una certa innocenza.

Le cose cambiano in “Happier Somewhere Else” ballata elettronica in un clima soffuso e nostalgico, che si tinge di noir nella tempestosa, ritmata “Guarding Shell” e diventa dolcemente malinconico in “Hospital”. “Did You Call Tonight” e “Oh Carrie” tra disco, funk, electro breakbeat  e dance trasportano verso un finale riflessivo affidato a “He’s Not You” e alla vulnerabilità del pianoforte di “Rain”.

Viviamo in un’epoca di bugie, inganniamo noi stessi attraverso la realtà parallela dei social ma a volte ne abbiamo bisogno per andare avanti e superare la solitudine, questa è la filosofia dei Sally Shapiro che pur senza inventare nulla con “Ready To Live A Lie” lanciano una piccola deliziosa freccia avvelenata dritta al cuore.