
Curtis Harding è la prova vivente della magia che può nascere dall’incontro tra talento musicale e immaginazione sfrenata. Oggi il cantautore di Atlanta annuncia il suo quarto album in studio, nato come riflessione personale e in seguito trasformato in un vero e proprio concept album su un pilota disperso nello spazio. “Departures & Arrivals: Adventures of Captain Curt”, in uscita il 5 settembre, mescola l’epica di un’opera spaziale con l’intensità emotiva del soul classico, esaltando ancor di più il suo stile eclettico.
«Dato che sono spesso lontano da casa, molte di queste canzoni nascono da un senso di smarrimento e dal desiderio di tornare da chi amo», racconta. «Così ho iniziato a immaginare questo personaggio che parte per un viaggio, si perde nello spazio e finisce per attraversare galassie e dimensioni diverse nel tentativo di tornare a casa.»
Insieme all’annuncio, Harding ha condiviso il singolo “True Love Can’t Be Blind”, un brano gioioso che parla di un amore capace di resistere alla distanza, espresso attraverso pianoforti radiosi e armonie travolgenti.
L’immaginario ricco del disco ha influenzato molte delle scelte produttive, come l’uso abbondante di archi sinfonici curati da Steve Hackman (compositore che ha collaborato con artisti come Doja Cat e Andrew Bird). «Ho sempre usato gli archi nei miei dischi, ma mai in questo modo: tutto ciò che ha creato Steve mi ha portato in un altro mondo.»
Prodotto dallo stesso Harding presso gli Electric Deluxe Recorders (lo studio di Austin di proprietà di Adrian Quesada dei Black Pumas), “Departures & Arrivals” è il seguito di “If Words Were Flowers” (2021). Harding ha deciso di occuparsi in prima persona della produzione per perseguire senza compromessi la propria visione artistica. Registrato in gran parte dal vivo con una band al completo, il disco spazia dal funk spaziale al baroque pop fino al psych-rock ultraterreno, mettendo sempre al centro la voce intensa e le chitarre incandescenti dell’artista.
«Ho prodotto anche il mio primo album quindi è stato un ritorno alle origini, ma stavolta con più consapevolezza e capacità di arrivare esattamente dove volevo», spiega. «Mi piace costruire mondi in studio, seguire l’istinto e sperimentare nuovi suoni invece di ripetere le stesse formule.»
Occhio alle tre date italiane di ottobre:
21 Ottobre – Bologna @ TPO
23 Ottobre – Roma @ Monk
24 Ottobre – Milano @ Santeria Toscana 31













