
I Black Country, New Road gli avevamo già visti un paio di volte in passato, l’ultima delle quali in una caldissima serata di metà luglio di due anni fa al DumBo di Bologna, rimanendo incredibilmente affascinati dal talento e dalla classe della band britannica.
Nel frattempo lo scorso aprile i sei ragazzi originari di Cambridge, che nel 2022 hanno perso il loro frontman Isaac Wood per problemi legati alla sua salute mentale, hanno realizzato, sempre attraverso la Ninja Tune, il loro ottimo terzo LP, “Forever Howlong“.
Oggi ci troviamo a Soliera in provincia di Modena per la quarta serata dell’Arti Vive Festival, che anche quest’anno ha saputo mettere in risalto questo piccolo angolo della pianura Padana con una rassegna importante che ha ospitato gente come Deadletter, Giorgio Poi ed Emma Nolde.
Nonostante il meteo imprevedibile (durante l’ora di concerto pioverà in più di un’occasione) le presenze sono piuttosto numerose in piazza Lusvardi, che come sempre ospita la rassegna modenese e, come avevamo potuto già notare anche in terra bolognese, i fan dei Black Country, New Road sono di tutte le età, segno che la loro qualità è apprezzata da chiunque.
E, visto che delle capacità della band di Cambridge non abbiamo dubbio alcuno, ci aspettiamo ancora una volta un ottimo live: gli inglesi in questo tour propongono quasi esclusivamente le canzoni del loro lavoro più recente e questo è sicuramente un piacere, vista la bellezza del disco in questione.
E’ “Is This It” degli Strokes a introdurli sul palco, quando l’orologio ha da poco passato le dieci e un quarto: “For The Cold Country” si apre con un cantato corale per poi svilupparsi, progredire e aprirsi verso territori nostalgici e raffinati con il violino tra i grandi protagonisti del pezzo insieme a un drumming in continua crescita, mentre la voce Tyler Hyde regala sempre maggiori emozioni con quella sua incredibile dolcezza.
La perfezione di “Mary” subito dopo è caratterizzata da arpeggi gentili accompagnati dal piano di May Kershaw, trasportandoci verso territori folky che sembrano prendere ispirazione dalla musica di alcuni secoli fa, mentre nel finale è il flauto Lewis Evans ad aggiungere un’ulteriore ciliegina sulla torta e a impreziosire il tutto.
Dopo un lungo intro strumentale, ecco “Socks” che sfiora sensazioni jazzy con quei suoi ritmi bassi e rilassati e quel sax, suonato sempre da Evans, che aumenta l’eleganza: il brano cresce e si fa più euforico ed eccitante prima di ritornare ancora una volta molto soft e gentile.
Altro pezzo e altre meraviglie come i tocchi orientaleggianti presenti su “Besties”, preziosi, raffinati, unici e irrepetibili, mentre “Goodbye (Don’t Tell Me)” gode di atmosfere folk, ottime armonie e di una delicatezza rara, lasciando sempre un clima di totale tranquillità.
“Two Horses”, nonostante la grandezza della piazza che ospita il concerto stasera e le numerose presenze davanti al palco, gode di una grandissima intimità tra arpeggi di chitarra, un sax rilassato e sensazioni dolci-amare che sembrano riportarci all’interno di un film francese in bianco e nero di qualche decennio fa.
Se dobbiamo trovare l’highlight della serata in mezzo a tanto splendore non possiamo certo fare a meno di citare di “The Big Spin”, un susseguirsi di delicate emozioni disegnate solemente con due flauti e il sax, regalando un momento di assoluto valore.
Tyler ci lascia con un discorso a supporto della Palestina, cercando di convincere tutti i presenti di fare il proprio per far sentire la voce e difendere il martoriato popolo mediorientale, che da ormai troppo tempo sta subendo le barbarie da parte di Israele, mentre è “Happy Birthday” a chiudere la serata tra voci angeliche e una strumentazione che si fa sempre più intensa fino a lasciare ancora spazio ad atmosfere uniche e rilassate.
Sono quasi le undici e venti quando la serata giunge al termine e, sebbene la pioggia continui a scendere a tratti, seppure in maniera non particolarmente violenta, non possiamo che ringraziare ancora una volte Arti Vive per averci regalato l’ennesima meravigliosa serata: i Black Country, New Road anche oggi hanno confermato la loro qualità attraverso questi suoni dai sapori barocchi sempre eleganti e mai banali o semplici, donando allo stesso tempo emozioni e intimità ai fan emiliani presenti stasera a Soliera. Pura magia!













