Prova in studio numero tre per l’artista londinese Shura (alzi la mano chi, come il sottoscritto, considera “Nothing’s Real” dell’oramai lontano 2016 uno dei dischi più interessanti degli anni Dieci del Duemila). “I Got Too Sad For My Friends” è un album che esplora la vulnerabilità emotiva in modo intimo e senza fronzoli, girando intorno a undici brani che continuano ad ampliare il tessuto sonoro della Nostra. La cantante e producer britannica, infatti, è riuscita a creare un lavoro che unisce sonorità pop, elettroniche e indie, ma con una forte componente emotiva che traspare in quasi ogni traccia. Il disco, del resto, è un invito ad entrare in una sorta di diario sonoro in cui Shura affronta temi come solitudine, incertezze sentimentali e introspezione, ma lo fa con una delicatezza che, paradossalmente, rende la tristezza un’esperienza quasi liberatoria.

Credit: Charlotte Croft

Dal punto di vista musicale, l’album è avvolgente e sognante. Scandagliando le sue pieghe più recondite, possiamo trovare tracce che si tuffano in territori più oscuri e malinconici (“Tokyo”, “Online”) rispetto al passato. Shura mescola pop psichedelico e synthwave con una produzione che spesso è eterea ma anche maledettamente coraggiosa nei suoi momenti più audaci. Non si limita mai ad un’unica estetica sonora, ma riesce a mescolare vari stili in modo fluido, creando un contrasto interessante tra la dolcezza delle melodie e la profondità dei testi. Le canzoni parlano di relazioni, ma anche di perdita e auto-scoperta, spesso esplorando la sensazione di sentirsi “fuori posto” o incapaci di connettersi con gli altri. La cantautrice inglese è riuscita a tradurre il proprio disagio emotivo in melodie che, pur essendo tristi, offrono una sorta di consapevolezza catartica. Il brano “Richardson” – che vede l’ottimo featuring di Cassandra Jenkins – è un esempio perfetto di questa tensione emotiva: parla di indecisioni e di una relazione che potrebbe andare in frantumi, ma lo fa con una leggerezza sonora che nasconde la profondità dei sentimenti.

Detto questo, “I Got Too Sad For My Friends” è un album che dimostra la maturità artistica raggiunta da Shura, ma che non regala particolari sorprese. Certo, è un lavoro che sa come toccare le corde emotive di chi ascolta (senza mai cadere nel melodramma), riuscendo a mantenere pure una certa leggerezza e freschezza, ma non siamo ai livelli del sunnominato disco d’esordio. Ad ogni modo, ci troviamo al cospetto di un viaggio sonoro che, pur essendo segnato dalla tristezza e pur non brillando in quanto ad originalità e sfumature epiche, riesce a lasciare un senso di bellezza e catarsi. In soldoni, si tratta di un’opera dignitosissima. Nulla di più.