L’artista siciliano Luca Di Martino, dopo una lunga militanza nei Vorianova e alcune incursioni soliste con album incentrati sulla chitarra classica, da qualche anno ha iniziato una nuova appagante vita da cantautore.

Credit: Giacomo Bennardo

In questa veste ha dato forma a un primo album compiuto con propri testi e musiche nel 2024, intitolato “Non importa la meta”, che ne metteva in luce una certa sensibilità e una delicatezza insita nelle scelte musicali, nel solco di una convincente canzone d’autore.

A distanza di poco più di un anno, anticipata dall’intensa “Novi misi” (dedicata all’arrivo dell’amato pargoletto), Di Martino torna sulle scene con un’opera che non solo conferma le buone premesse della precedente ma che denota al contempo un salto in avanti evidente dal punto di vista qualitativo.

Interamente interpretato nel bellissimo dialetto della sua Regione, con “U pisu di nenti” Luca Di Martino punta su una più varia gamma di arrangiamenti che ne fanno emergere via via le differenti anime musicali.
Segno di eclettismo certo, ma anche di una predisposizione naturale a non omologarsi, cercando quindi una strada personale e riconoscibile.

Nelle dieci nuove tracce che compongono questo disco (significativo sin dal curioso titolo), tutte di indubbio valore, il cantautore originario di Isnello modella un convincente ibrido dove la matrice cantautorale si innesta in un felice apparato pop (sin dall’iniziale “U me riparu”, per non dire dell’elegante “Paci di sira”), senza sdegnare alcune divagazioni elettroniche, come nel caso di “Antùra”.

Il risultato è un album estremamente fresco, godibile, raffinato, in cui il dialetto siciliano diviene elemento fondante (oltre che decisivo) per rendere al meglio e più credibili le storie raccontate, tutte fortemente radicate nel territorio.

Le liriche sanno essere talvolta ironiche ma più spesso evocative (valga come riuscito esempio “Spaisati”) e invitano l’ascoltatore a prendersi il proprio tempo, staccando per un po’ la spina lontano dalle frenesie quotidiane per godere appieno delle canzoni. Ma il background di musicista emerge comunque fragrante e assicura una resa finale che ci fa propendere per qualcosa che è molto di più di un buon voto di incoraggiamento.