“Kiss Unltd.” segna il ritorno dei Laminate dopo quattro anni di silenzio discografico. Il secondo album della band di Seattle, pubblicato dalle piccole etichette indipendenti Den Tapes e Sifter Grim, rappresenta il frutto di un lunghissimo processo creativo che ha attraversato cambi di formazione, tournée e anni di perfezionamento.

Il gruppo ci propone un alternative rock decisamente rumoroso ma dal cuore melodico, seppur sepolto sotto strati di feedback e distorsioni. Si attinge a piene mani da noise, grunge, post-hardcore e shoegaze, creando un sound che sa essere al contempo nostalgico e moderno. I riferimenti agli anni ’90 sono evidenti ma non mancano elementi di contemporaneità, legati soprattutto alla volontà della band di superare le convenzioni con strutture e arrangiamenti non sempre in linea con i canoni del genere.
Il disco, presentato come una “lettera d’amore all’estetica DIY punk”, è caratterizzato da un suono potente, grezzo ed essenzialmente lo-fi. Le chitarre cariche di effetti e feedback si librano sopra una sezione ritmica incalzante, garantendo quella “botta” capace di colpirti sin dal primo ascolto. Questi “spigoli” sonori conferiscono personalità ai brani, rendendo tangibile l’identità artistica del gruppo.
L’impressione generale è quella di una band che, pur mostrando talento e capacità di spaziare tra generi diversi – evidente nelle frequenti alternanze tra momenti di quiete e esplosioni caotiche – non sempre riesce a distinguersi completamente dalla “massa”. L’originalità, seppur presente, non emerge ancora con la forza che ci si aspetterebbe.
Ciò che convince maggiormente è l’attitudine di chi non sembra disposto a scendere a compromessi commerciali, mantenendo un approccio autentico e diretto. Il risultato è un album non indimenticabile ma solido, che scorre piacevolmente nei suoi quaranta minuti circa di durata, sostenuto da brani efficaci come “No Bedtime”, “No. 5”, “Destruction”, “Lizzy” e “Caterpillar”.













