Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.

IDLEWILD – “Idlewild”
[V2 Records]
indie-rock

Si ha immediatamente la sensazione di una band in movimento, il cui passato leggendario non è un freno ma uno stimolo. Le canzoni degli Idlewild offrono una serie di risposte convincenti: “Tutto contribuisce al momento presente, non è vero?” chiede Woomble. Gli Idlewild sono stati molte cose diverse. Erano una band punk adolescenziale, con riff taglienti e ritornelli pungenti, prima di diventare uno dei gruppi rock mainstream più avvincenti della loro generazione. Con “Interview Music” del 2019, hanno realizzato un art-pop tentacolare. In “Idlewild”, accolgono ciascuno di questi sé passati nella stanza. Il risultato è un documento essenziale e mirato: 10 brani che durano poco più di 30 minuti. La produzione riflette un approccio collaborativo e interno. “Ci siamo riferiti a noi stessi…rendendoci conto che avevamo un ‘suono’”, dice Woomble. Guardando avanti, non indietro, “Idlewild” cattura la bellezza, le sfumature e la chiarezza di tre decenni di suoni e sensazioni: spontanei, intenzionali e inconfondibilmente loro.

ASH – “Ad Astra”
[Fierce Panda]
indie-rock

Gli Ash pubblicano il loro nono album in studio, “Ad Astra”, con la Fierce Panda Records. Undici brani inediti, tra cui la loro versione del brano “Jump In The Line”, “Ad Astra” vede la partecipazione del chitarrista dei Blur Graham Coxon in due brani particolarmente audaci e coglie questi eroi del power pop in una forma particolarmente esplosiva.

ROCKET – “R is for Rocket”
[Trangressive]
indie-rock

“R is for Rocket”, il notevole album di debutto del quartetto, è un viaggio gioioso attraverso un terreno sonoro gloriosamente forte, anthemico, roboante e bellissimo, con canzoni immediatamente accattivanti che riescono nell’impresa rara di evocare nostalgia pur suonando completamente nuove. Il suono frastagliato e distorto della band ha antecedenti nelle band chitarristiche degli anni ’90 come Sonic Youth e My Bloody Valentine, ma i Rocket stanno facendo qualcosa di unico con questi punti di riferimento. Non c’è da stupirsi che siano ampiamente considerati una delle band chitarristiche più promettenti della loro generazione.

HARRISON STORM – “Empy Garden”
[Nettwerk Music Group]
indie-pop-folk

Secondo album di Harrison Storm, “Empty Garden” incanta sin dal primo istante, tra paesaggi sonori che spaziano dall’ipnotico pop al folk spettrale, per poi virare verso il rock, con arrangiamenti audaci, cori stratificati ed una strumentazione lussureggiante. Scritto alla fine della sua relazione, “Empy Garden” contiene10 tracce scritte dal cantautore indie-folk negli ultimi due anni, il frutto di una ricerca di aiuto interiore ed esteriore per elaborare il dolore.

TAYLOR SWIFT – “The Life of a Showgirl”
[Republic]
indie-pop

Dodicesimo album per la Swift. Attendiamo l’ennesimo successo di vendite. La Swift ha creato l’album durante le tappe europee dell’Eras Tour nel 2024, ispirandosi alla sua vita di artista. Lo ha descritto come un progetto vivace e dinamico, che si discosta dal lirismo cupo del suo predecessore, “The Tortured Poets Department” (2024).

MOTORPSYCHO – “Ahsol Caravan”
[Det Nordenfjeldske Grammofonselskab]
colonna sonora

Considerato un film perduto per quasi 50 anni, “Ahsol Caravan” di Theo Buhara può finalmente essere apprezzato come il capolavoro indipendente che è, e come una vera fenice cinematografica, con una colonna sonora spettacolare scritta dai Motorpsycho, la stessa band che ha composto la colonna sonora del suo neo-spaghetti western “The Tussler” nei primi anni ’90.

BLUE LAKE – “The Animal”
[Tonal Union]
jazz

Blue Lake presenta il suo album più ambizioso, in cui il visionario creatore Jason Dungan sfrutta l’alchimia collettiva della sua band, con dieci brani vivaci che risuonano con una potente immediatezza, evocando un legame ecologico con il mondo in generale.

GOOD NEIGHBOURS – “Blue Sky Mentality”
[Polydor]
indie-pop

“Blue Sky Mentality” è l’album di debutto dei Good Neighbours. Sulla scia del successo travolgente del loro singolo “Home”, l’album cattura lo slancio ascendente del duo con grandi ritornelli, energia nostalgica e una produzione esaltante. Riflettendo sulla speranza, sulla connessione e sul diventare adulti in tempi incerti, “Blue Sky Mentality” è un debutto audace ed emotivamente coinvolgente.

ALEX ORANGE DRINK – “Future 86”
[Million Stars]
power-pop

Il 3 ottobre segna l’uscita di “Future 86 LP” di Alex, il primo dei quattro album in arrivo. Questo album decisamente powerpop è una raccolta ad alto numero di ottani, arguta e febbrile. Veloce, duro e con una sana dose di follia, l’album costruisce abilmente una base solida su composizioni punk-mod-pop. Echi dei Kinks, dei Ramones e di Elvis Costello risuonano attraverso la lente della scrittura situazionale di Alex. Profondamente consapevole della mortalità, forse sotto l’effetto di farmaci, e sfacciato fino al midollo.

COBOL PONGIDE – “Kosmodrom”
[Dischi Durevoli Records]
synth-pop/post-punk

“Kosmodrom” è il simbolo di un’umanità in costante allenamento per la vita tra le stelle. Dai pesci sarcopterigi ai primi tetrapodi fino all’Homo sapiens, la traiettoria dell’evoluzione viene riletta come un lungo viaggio verso il cosmo, per aspera ad astra. In questo manifesto visionario si unisce scienza, immaginario cosmista e musica elettronica rétro-futurista: un’opera che si interroga sul destino dell’umanità come specie cosmica e sul pianeta Terra come “cosmonave” lanciata nello spazio profondo a 600 km al secondo. Con un’estetica sonora che il gruppo definisce “pop-cosmico-elettrico utopico” – o, più precisamente, “Cosmutopico (avantpop)” – i Cobol Pongide continuano la loro esplorazione musicale fatta di console vintage, home computer come il Commodore 64, tastierine giocattolo anni Ottanta e antiche macchine elettroniche integrate a synth obsoleti e batterie elettroniche traballanti. Il tutto al servizio di canzoni cantate in italiano che raccontano un’epopea cosmonautica operaia, dal profondo passato biologico dell’umanità al suo futuro extraterrestre.

DRINK THE SEA – “Drink The Sea II”
[Sunyata]
indie-rock

Drink The Sea è un nuovo supergruppo composto da musicisti di fama mondiale tra i quali troviamo Peter Buck, chitarrista e cantautore fondatore dei R.E.M., Duke Garwood, venerato cantautore e chitarrista britannico, Alain Johannes, produttore, polistrumentista e cantautore cileno-americano che ha fondato la band Eleven, Barrett Martin, produttore vincitore di un Grammy, batterista e cantautore della band di Seattle Screaming Trees e del supergruppo Mad Season e Lisette Garcia, percussionista messicano-americana che ha suonato in numerosi album in tutto il mondo. Prendendo il nome da un testo scritto da Duke, gli album (il primo è uscito a metà settembre) sono prodotti da Barrett e Alain e riflettono la vasta esperienza dei membri come cantautori, arrangiatori e cantanti. Mostrano anche una forte influenza della world music che permea la musica, perché, sebbene le canzoni siano costruite attorno alle tradizionali configurazioni di chitarra, basso e batteria, brillano anche dei suoni dell’oud arabo, del sitar indiano, dei gamelan indonesiani e di varie percussioni esotiche come il surdo brasiliano, il tamburo a cornice, il vibrafono, la marimba e la kalimba.

DEAF HAVANA – “We’re Never Getting Out”
[So Recordings]
alt-rock

I Deaf Havana tornano con il loro settimo album in studio, “We’re Never Getting Out”. Ogni ansia, ogni passo indietro, ogni strazio del cuore che deriva dal rendersi conto che la vita che pensavi di aver costruito sta crollando intorno a te è rappresentato con colori vividi in questo album, perchè la maggior parte delle canzoni sono state scritte mentre James era ancora nella sua casa coniugale, componendo ballate di separazione prima ancora che la rottura avvenisse.

MARTA & TRICKY – “Out The Way”
[False Idols]
elettronica

Il mese scorso Marta, cantante polacca, ha pubblicato un teaser track intitolato “Out The Way”, titolo del suo album che vede la collaborazione del suo storico collaboratore, musicista visionario e anticonformista Tricky. La sua voce ha una presenza inconfondibile nell’EP “Maxinquaye Reincarnated” di Tricky e nell’ultimo album di Lee Scratch Perry, “King Perry”. Nel quattordicesimo album in studio di Tricky, “Fall to Pieces”, Marta ha iniziato a ricevere il plauso della critica. Marta è cresciuta a P?ock, una piccola città fluviale in uno spazio toccato dalla cultura dell’Europa orientale all’interno dei confini di un paese dell’Europa centrale. Si è formata nel canto classico e jazz ascoltando un mix eclettico di R&B, soul, minimal techno e persino il metal più pesante. “Ero un po’ ovunque!“, ride.

AVA LUNA – “Ava Luna”
[Western Vinyl]
art-pop

L’album omonimo degli Ava Luna segna un’evoluzione concreta e introspettiva per il quartetto di Brooklyn. Ora composto da Carlos Hernandez, Julian Fader, Ethan Bassford e Felicia Douglass, il gruppo torna dopo una lunga pausa con un sound essenziale incentrato su batteria, basso e doppia voce. Questo approccio “back-to-basics”, in netto contrasto con l’atmosfera “cosmica” del precedente “Moon 2”, affonda le sue radici nelle esperienze condivise a New York e nei ritmi della vita quotidiana. Sebbene minimalista nella sua essenza, il suono dell’album è ricco e strutturato, arricchito dalle congas della leggenda del reggae Larry McDonald, dal pianoforte, dai campionamenti e dal rumore della chitarra. Canzoni come “Social Diving” e “My Walk” riflettono storie personali e urbane, mentre “Your Man” e “Fancy” parlano di resilienza e dignità. Il risultato è Ava Luna nella sua versione più onesta e raffinata: un ritratto di New York e di una band ancora in evoluzione, ancora urgente.

OvO – “Gemma”
[Artoffact Records]
electro-metal

“Gemma”, undicesimo album di studio degli OvO che celebra i loro venticinque anni di attività, è un manifesto di trasformazione. Come una semina che si fa promessa, “Gemma£ non è solo il titolo dell’album ma è infatti un invito a rigenerarsi, a riscoprire le potenzialità nascoste in ogni cosa. È una danza di esplorazione tra la natura umana, la materia e il mistero dell’esistenza, un viaggio che rifiuta la staticità. La musica degli OvO, già leggendari nel vasto panorama tra noise rock, industrial metal e avant-doom, prosegue nel segno delle perenne reinvenzione, cercando un’ulteriore sintesi tra elettronica e sperimentazione, riallacciandosi in questo ai coraggiosi e acclamati album immediatamente precedenti, cioè “Miasma” del 2020 e “Ignoto” del 2022. L’elettronica si amalgama sempre più alle chitarre di Stefania Pedretti (Alos) e alle percussioni di Bruno Dorella (Bachi da Pietra, Ronin, Sigillum S), forgiando una lega ancora più solida e coesa, in cui le sostanze di base si fondono e confondono, unite dalla voce unica e inconfondibile di Pedretti, che diventa la chiave che scioglie tutte le barriere, plasmando una lingua personale, un canto senza tempo.

TODAY IS THE DAY – “Never Give In”
[SuperNova Records]
metal

L’album è la prima parte di un progetto concettuale in due parti che esplora il declino sociale, la corruzione e le lotte personali durante la pandemia, con un sound che fonde metal, hardcore, noise rock ed elementi sperimentali. L’album contiene musica e artwork del fondatore Steve Austin, insieme a musicisti ospiti e contributi dei membri del tour.

ALPHA MALE TEA PARTY – “Reptilian Brain”
[Big Scary Monsters]
math rock

Dopo una pausa dai tour e dalle esibizioni, il trio di Liverpool Alpha Male Tea Party è tornato. Dopo “Infinity Stare” del 2020, ora tornano con “Reptilian Brain”, un nuovo album audace ed espansivo. Nota per la combinazione di arrangiamenti strumentali vasti e aggressivi, la band è da tempo all’avanguardia nella scena math e progressive rock del Regno Unito. Con “Reptilian Brain”, spingono la loro identità sonora in un territorio nuovo e sorprendente: per la prima volta, la voce e i testi giocano un ruolo centrale. Pur mantenendo il loro caratteristico mix di riff pesanti, groove poliritmici e complessità melodica, “Reptilian Brain” introduce una risonanza emotiva più diretta. L’inclusione della voce segna un significativo salto creativo, trasformando i loro arrangiamenti densi e guidati dalla chitarra in narrazioni che affrontano il dolore, la rabbia e la paura esistenziale con una vulnerabilità sorprendente.

SAY SHE SHE – “Cut and Rewind”
[Drink Sum WTR]
funk-soul

La band punk-chic e discodelic funk di New York Say She She torna con “Cut and Rewind”, il loro terzo album politicamente impegnato e adatto alle piste da ballo, nonché il primo con la loro nuova etichetta discografica. Guidato dal potente trio vocale composto da Piya Malik, Sabrina Mileo Cunningham e Nya Gazelle Brown, il gruppo si ispira a progenitori come Minnie Ripperton, Charles Stepney, Liquid Liquid e Raw Silk per creare un soundscape psichedelico e groovy, caratterizzato da ritmi disco pulsanti, toni celestiali e armonie a tre voci. “Cut and Rewind” è musica di protesta travestita da divertimento sudato, sensuale e stimolante.

PEEL DREAM MAGAZINE – “Taurus”
[Topshelf Records]
indie-pop

A un anno dall’uscita dell’acclamato album “Rose Main Reading Room”, i Peel Dream Magazine tornano con il nuovo mini album “Taurus”. Con otto brani inediti registrati originariamente per il loro ricco e accattivante album del 2024, “Taurus” offre uno sguardo più ampio sul processo creativo e sulla produzione artistica del cantautore Joseph Stevens durante quelle session. In “Taurus”, i Peel Dream Magazine continuano a esplorare, passando con disinvoltura da uno stile all’altro, dal twee indie pop del singolo “Venus In Nadir” ai vibrafoni accoglienti della title track, fino ai sintetizzatori spaziali frizzanti di “Seek and Destroy”.

ADULT LEISURE – “The Things You Don’t Know Yet”
[autoproduzione]
indie-pop

Album di debutto, composto da 10 tracce, registrato e mixato con il produttore di lunga data Ollie Searle agli Humm Studios e masterizzato dal celebre John Webber (David Bowie, Duran Duran, Coach Party). “The Things You Don’t Know Yet” è una raccolta di canzoni che parlano di persone, amore, perdita e dei sentimenti e delle esperienze che ci accompagnano nella vita. Ogni brano è immediatamente orecchiabile, con un’energia da discoteca, armonie calde, synth vibranti, linee di basso trascinanti, chitarre lussureggianti, arrangiamenti nitidi e testi sinceri. Il risultato sono 10 canzoni che camminano sul filo della contraddizione, la “musica felice per persone tristi“.


CREATIVE WRITING – “Baby Did This”
[Meritorio Records]
indie-rock

Creative Writing è l’ultima impresa musicale dei membri di Huevos II, Luxor Rentals, Sore Eros, Jeanines ed Estrogen Highs. Formatosi alla fine del 2023, il gruppo si basa sulle precedenti esperienze con canzoni che ronzano, ruggiscono e risuonano in modi che chiunque, di qualsiasi generazione – X o meno – con un orecchio per le chitarre indie non potrebbe non apprezzare. Il loro primo album completo, “Baby Did This”, presenta dieci brani che variano notevolmente per atmosfera e intensità, dalla traccia di apertura “I Love You”, un’ode alla solidarietà nei momenti bui, al lucido sogno di “Rain” che chiude l’album.


PYNCH – “Beautiful Noise”
[Chillburn Recordings]
indie-rock

Il singolo “Post-Punk / New Wave” secondo la band “cattura lo spirito giocoso del disco e in un certo senso racconta la storia della band attraverso i suoi testi. È una visione ironica ma sincera del fare musica fai-da-te nel mondo moderno e mi piace che sembri una canzone pop senza avere realmente un ritornello, come una band rock slacker in fuga“. Il nuovo disco vede la band rivolgere lo sguardo verso l’interno, affrontando temi come l’amore, la morte e il caos esistenziale che deriva dal fare arte in un mondo che sta cadendo a pezzi. E sì, è affascinante, caotico e consapevole proprio come sembra.

AGRICULTURE – “The Spiritual Sound”
[Flenser]
metal

C’è una sorta di violenza silenziosa nel modo in cui la musica viene consumata oggi: appiattita in un rumore di sottofondo, un profumo sonoro alimentato da algoritmi, venduto come stile di vita. È intrattenimento come anestesia. Suono senza peso. “The Spiritual Sound”, il nuovo album degli Agriculture di Los Angeles, rappresenta un netto rifiuto di questa condizione. Non è una playlist. Non è un’atmosfera. È una richiesta. Durante tutta la sua durata, “The Spiritual Sound” traccia un arco narrativo attraverso gli estremi: una catarsi bruciante e sconvolgente sul lato A; una corrente sotterranea lenta e devota sul lato B. L’album è in gran parte una fusione delle visioni dei suoi due principali autori, Dan Meyer e Leah Levinson: voci distinte, profondamente complementari. Meyer scrive come qualcuno che cerca di raggiungere il divino attraverso il rumore, canalizzando il buddismo zen, il collasso storico, il dolore estatico. Le canzoni di Levinson si muovono in modo diverso: radicate nella storia queer e nella letteratura dell’era dell’AIDS, in mezzo alla nebbia soffocante del presente, portano il peso della sopravvivenza come rituale quotidiano. “The Spiritual Sound” non è una mappa per uscire dal fuoco. Ciò che offre invece è la presenza: un confronto con il momento, per quanto insopportabile, per quanto divino.

UPCHUCK – “I’m Nice Now”
[Domino]
alternative, punk

Come dice KT, non c’è mai stato un momento in cui non provasse rabbia. Come cantante degli Upchuck, la band punk della Georgia la cui musica è tagliente come una falce, KT ha sentito una forte energia dentro di sé ben prima di avere la band come sfogo attraverso cui incanalarla. Il debutto degli Upchuck con la Domino è “I’m Nice Now”, registrato al Sonic Ranch Studio in Texas con il produttore Ty Segall. Ma non confondete la nuova gentilezza con la debolezza. È autoconservazione. “In questo mondo di continue distrazioni e fattori di stress, è importante mantenere la mente, il corpo e lo spirito abbastanza sani e saldi da poter continuare questa lotta apparentemente senza fine“, dice. Con “I’m Nice Now”, gli Upchuck incanalano la loro febbrilità in un album che, sì, è pieno di rabbia. Ma oltre ad essere una continuazione del loro esorcismo musicale, l’album offre una critica tagliente ai poteri forti, lamentando il fatto che debbano ancora essere loro a detenere il potere.

CALEB NICHOLS – “Stone Age Is Back”
[Royal Oakie]
indie-pop, alt-folk

“Stone Age Is Back”, il terzo album solista del cantautore e poeta Caleb Nichols, è un’aggiunta affascinante e urgente al suo catalogo in continua espansione. Come una tesi di dottorato sull’indie rock contemporaneo e l’alt-folk, l’album attinge da filoni disparati dell’universo di Nichols per formare un amalgama di ecologia queer, punk rustico, folk esistenziale, indie pop frenetico, spoken word, jazz sperimentale.

PREWN – “System”
[Exploding In Sound Records]
alt-rock

Se il nuovo album di Izzy Hagerup, “System”, sembra immediatamente intransigente, è perché in realtà non è mai stato pensato per il grande pubblico. Pubblicato con il suo pseudonimo Prewn, Hagerup descrive l’album come un “diario privato reso pubblico“. Attraverso nove nuove canzoni accattivanti, l’album racconta un viaggio profondamente personale attraverso l’oscurità della depressione, ma sempre mitigato da momenti di umorismo, egoismo e autoriflessione, un tira e molla che lo rende assolutamente unico. “System” vede Hagerup addentrarsi ancora più profondamente nelle fitte pieghe della notte. Scritto e registrato esclusivamente da Hagerup, per lo più durante lunghe sessioni in camera da letto che la vedevano lavorare fino alle prime ore del mattino, quando cominciava a sentire il canto degli uccelli, l’album fa i conti con molti dei pensieri che tendono a tormentarla in quel momento della notte: senso di colpa, vergogna e egocentrismo, oltre alle pressioni sociali che sono alla base di tali sentimenti.


ELI CARVAJAL – “Eyen Forever”
[Suburban Home]
cantautorato

Con il suo quinto album, “Eyen Forever”, il cantautore londinese Eli Carvajal completa una cronaca in due album sull’amore, la perdita e la rinascita tratta dal periodo trascorso in Giappone. Si tratta di un lavoro profondamente introspettivo che attinge alla poetica classica dei cantautori Bob Dylan e Joni Mitchell e all’intimità di Adrianne Lenker, Mount Eerie e Bill Callahan. Con abbellimenti minimi, queste canzoni contemplative si concentrano sulle melodie della chitarra e sulla voce calda e avvolgente di Carvajal. Musicalmente, il repertorio familiare ha una strana svolta che deriva dallo stile di esecuzione non ortodosso di Carvajal. Suona con la mano sinistra con una chitarra per destrimani capovolta, utilizzando esclusivamente accordature aperte.

THRICE – “Horizons / West”
[Epitaph]
indie-punk-rock

“Horizons/West” completa l’arco tematico iniziato con “Horizons/East” (2021), abbinando la riflessione personale a una travolgente ambizione sonora. Autoprodotto dalla band, “Horizons/ West” bilancia toni cinematografici con un’atmosfera spaziosa. Teranishi lo definisce “meno denso“, mentre il cantante Dustin Kensrue lo vede come il loro primo sequel: due metà di un panorama emotivo e politico più ampio. La band affina il proprio stile senza perdere sfumature. La voce di Kensrue passa dal sussurro al ruggito, ancorando meditazioni sulla percezione, la memoria e l’influenza sociale. “Horizons/West” guarda all’interno senza mai ignorare il mondo più ampio, esortando gli ascoltatori a non adottare credenze, ma a metterle in discussione. Dopo oltre due decenni, i Thrice continuano a costruire catarsi dal caos e chiarezza dal rumore.

ARTHUR BUCK – “Arthur Buck 2”
[Megaforce]
indie-rock

“Arthur Buck 2”: Joseph Arthur e Peter Buck tornano con il seguito dell’album di debutto del 2018. Il cantante e cantautore dalla voce graffiante Joseph Arthur e l’ex chitarrista dei REM Peter Buck erano amici e collaboratori occasionali da anni prima di unirsi per registrare un album con il nome Arthur Buck, questo è il seguito.

AFI – “Silver Bleeds the Black Sun…”
[Run For Cover Records]
indie-rock, post-punk

Da oltre trent’anni, gli AFI sono una band in costante evoluzione. Nessuno dei loro album è mai stato simile al precedente, a volte in modo davvero sorprendente. La band non si è mai adagiata su un unico genere né si è mai concessa di riposare sugli allori. È un approccio che ha regolarmente sfidato il loro pubblico, poiché la loro identità sonora ha cambiato direzione in modo imprevedibile e radicale ogni pochi anni. Ma nel loro dodicesimo album, “Silver Bleeds the Black Sun…”, i membri degli AFI sono riusciti a sorprendere persino se stessi. “Mi rendo conto che è qualcosa che diciamo da anni dei nostri dischi, ma questo album è nettamente diverso da ciò che abbiamo fatto in passato“, dice il frontman Davey Havok. L’obiettivo della band era quello di creare un album con un’atmosfera singolare, qualcosa di sognante ed etereo. “Abbiamo iniziato con qualcosa che suonava come Echo and the Bunnymen“, spiega il chitarrista Jade Puget, che ha curato la produzione dell’album. “Ma alla fine siamo arrivati a questo mix di death rock e post-punk. Tutta quella roba della fine degli anni ’70 e dei primi anni ’80 con cui siamo cresciuti, come Sisters of Mercy, Bauhaus e Siouxsie and the Banshees“.

THE DIASONICS – “Ornithology”
[Record Kicks]
funk

I visionari del funk cinematografico The Diasonics propongono un altro solido album di disco-funk psichedelico e cinematografico con influenze orientali, intitolato “Ornithology”, pubblicato dalla Record Kicks. Dopo il loro album di debutto “Origin of Forms” del 2022, il gruppo strumentale moscovita torna con un secondo album che spinge in avanti i loro confini sonori pur rimanendo fedele al loro stile inconfondibile. Registrato nel loro Studio 23, costruito su misura e ospitato in una fabbrica di lampade dell’era sovietica riconvertita, l’album cattura il risultato di due anni di intensa esplorazione creativa e sperimentazione.


SNOOPER – “Worldwide”
[Thid Man]
alt-rock

“Worldwide” ci introduce al nuovo capitolo della storia degli Snooper: più personale, più catartico, più incisivo, più audace, più accattivante. “Worldwide” è una dichiarazione d’intenti per il disco non solo dal punto di vista tematico, ma anche estetico, mettendo in mostra l’esplorazione stilistica degli Snooper. Ispirato dalla musica elettronica, il ritmo di “Worldwide” è inesorabile e meccanico, catturando il ritmo frenetico con cui si muovevano le vite degli Snooper, ma consentendo uno sfogo negli urli di Tramel e nelle pause chitarristiche sporche di Connor Cummins.C’è un punto di equilibrio“, dice Tramel dell’evoluzione che è scaturita dall’esperienza turbolenta degli Snooper negli ultimi anni. “Per un attimo, spinta e trazione creano questa bellissima danza“.

ERALDO BERNOCCHI, IGGOR CAVALERA, MERZBOW – “Nocturnal Rainforest”
[Pan]
experimental

Prima collaborazione tra il titano giapponese del noise Masami Akita, alias Merzbow, l’iconico batterista e produttore brasiliano Iggor Cavalera e il chitarrista e sound designer italiano Eraldo Bernocchi: “Nocturnal Rainforest” crea un paesaggio sonoro quasi opprimente per la sua densità e disorientante, ma mai aggressivo o caotico. È un’esperienza totalmente immersiva che ricontestualizza gli anni di lavoro del trio nella musica sperimentale estrema concentrandosi sulla trama, l’atmosfera e il sovraccarico sensoriale. Il rumore stesso è usato per provocare un livello raffinato di concentrazione; “Nocturnal Rainforest” è meditativo a modo suo, avvolgendo gli ascoltatori con onde di distorsione, ritmi fantasmatici senza metro e registrazioni sul campo elaborate e sconcertanti, ma non è pensato per un ascolto passivo. Realizzato utilizzando una fusione di tecniche personalizzate che il trio ha sviluppato nel corso di decenni, esiste in una zona liminale grezza e misteriosa tra il regno organico e il mondo digitale, un luogo troppo familiare per essere ignorato.

SIROM – “In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper”
[Glittebeat]
worldmusic, avant-folk

Il trio avant-folk sloveno Sirom torna con un quinto album ricco dal punto di vista sonoro e tematico, emozionante seguito del loro acclamato album del 2022 “The Liquified Throne of Simplicity”. Utilizzando quasi due dozzine di strumenti (alcuni dei quali realizzati a mano) e composizioni ipnotiche che spesso superano i dieci minuti di durata, Ana Kravanja, Iztok Koren e Samo Kutin corteggiano gli ascoltatori pazienti e attenti attraverso atmosfere, ritmi e sonorità intricatamente intrecciati. “In the Wind of Night, Hard-Fallen Incantations Whisper” è senza dubbio la più nitida evocazione del processo musicale altamente collettivo del gruppo, che avvolge un folklore melodico rustico, trame outernational, strutture musicali non lineari e dissonanze, e un’atmosfera vibrante che a volte può sembrare un rituale estatico.

SUBMEET – “codename ®”
[No Profit, Controcanti]
noise-rock

“codename ®”, un nome che racchiude il senso stesso del progetto. ® è più di un simbolo: è una dichiarazione. “R” come “are” in inglese, al plurale “siamo”. Il cerchio rappresenta l’insieme: noi, la nostra generazione. Un’identità collettiva fatta di corpi, esperienze, traumi condivisi. Siamo parte di qualcosa. E vogliamo dirlo. Dieci brani come dieci racconti, ispirati alla struttura del ‘Decameron’ di Boccaccio. Dieci novelle contemporanee per dare voce al disagio, alla tensione, al rumore che ci abita. Ogni traccia è una storia. Ogni storia, una ferita aperta. Il titolo richiama anche il linguaggio cifrato. I testi sono ricchi di figure retoriche, simboli, doppi livelli. Parole che nascondono, svelano, suggeriscono. Un modo per parlare d’altro, per dire senza dire, per lasciar esplodere il senso nel suono. Il noise, il punk, l’elettronica: non sono solo estetica. Sono linguaggio, sono codice.

NALA SINEPHRO – “The Smashing Machine OST”
[Warp]
elettronica

Mentre le composizioni di Sinephro sono fluide, i suoni di “The Smashing Machine (Original Motion Picture Soundtrack)” sono stati assemblati da Sinephro suonando sintetizzatori, arpa, sintetizzatori modulari e harmonium. La colonna sonora è stata composta, arrangiata, prodotta e mixata da Sinephro. Sebbene la musica di Sinephro – meditativa, eterea e vasta – possa sembrare una scelta paradossale per una storia su un lottatore, la storia di Mark ha risuonato molto con Sinephro, che ha colto le morbidezze e le emozioni nascoste all’interno della storia. La colonna sonora ha ancora il suono distintivo di Sinephro – spaziosa con un calore costante, splendidi arrangiamenti di archi, temi leggeri, arpa senza fretta – ma intensificata per adattarsi ai temi del film: pressione, paura di perdere, dipendenza, dolore, relazioni vulcaniche e sensazione di euforia.

IL MAESTRALE – “Le Maioliche”
[Spazio Dischi]
cantautorale

Un mix sonoro e narrativo che fonde cantautorato mediterraneo ed elettronica mitteleuropea che indaga le crepe dell’essere umano contemporaneo, visto e analizzato dalla prospettiva del Meridione italiano. “Le Maioliche” raccoglie frammenti di storie e tensioni emotive che si compongono come mosaici in cui ogni brano è parte di un disegno più ampio e sfaccettato. Anche a livello di genere, il lavoro risulta come un insieme composito di generi tra folk, cantautorato e pop elettronico. Il cuore concettuale di” Le Maioliche” è una ricerca dai tratti antropologici, rivendicata non come folclore, ma come appartenenza organica e fisiologica. Si avverte una tensione costante tra due polarità: da una parte l’intimità acustica e la solitudine contemplativa dell’individuo, dall’altra la marcia alienante dell’elettronica, simbolo di una presa di coscienza sociale, di disincanto collettivo. Questo dualismo attraversa ogni traccia, prendendo forma nel contrasto tra voce e macchina, calore e freddezza, presenza e distanza. Un suono stratificato che si rifiuta di essere contenuto dentro confini di genere, e che vive proprio nell’attrito tra elementi apparentemente inconciliabili.

EROTIC SECRETS OF POMPEII – “Pitchfork Libra”
[autoproduzione]
indie-rock, art-rock

“Pitchfork Libra” è un rituale mascherato da disco. È ironico, alchemico e rappresenta il nuovo capitolo del viaggio musicale della band. L’album si apre con l’estatica e irregolare “Ten Ton Delirium”, che prepara la scena per 35 minuti intrepidi. Da quel momento in poi, il caotico rock della band si trasforma in new wave, glam, grandi riff rock (“Bring Me Back from the Black Beyond”) e territori più atmosferici (“Zygote”, “We’ve All Been Cruel”). Il loro sound si è evoluto dal loro album di debutto, ma c’è ancora quell’oscurità, quella follia che è innegabilmente ESOP. “Pitchfork Libra” esplora il ciclo eterno di nascita, vita, morte e rinascita: una discesa e un’invocazione.

WHY BOTHER? – “Case Studies”
[Feel It]
garage-rock

Questi eccentrici artisti pop propongono una lezione magistrale di punk jangling e grande songwriting. I Why Bother? hanno affinato la loro produzione con tanti suoni accattivanti, cool e unici che rimandano a The Jam, Sharp Pins e i Cleaners From Venus con il loro garage più corale. Questo è un album speciale, pieno di mistero e risposte.

MOLLY NILSSON – “Amateur”
[Night School]
synth-pop

“Amateur” è il dodicesimo album in studio di Molly Nilsson. Nel pieno di una carriera che rischia di trasformarsi in qualcosa di simile a un “eredità”, Molly Nilsson festeggia con un album registrato istintivamente, rapidamente e ricco di momenti di brillantezza emotiva e chiarezza che potrebbero renderlo il suo migliore album di sempre. La sua è stata una carriera trascorsa a cercare il contatto con il pubblico, sempre potente nella sua sincerità, una guerriera ridicolmente indifesa e armata di una sincerità scintillante. Liberandosi dalle macchinazioni dell’industria musicale, registrando a casa, scrivendo direttamente al cuore. “Amateur” è un giubileo per i perdenti. Un trattato in 13 canzoni, “Amateur” afferma chiaramente che dovremmo vivere la nostra vita con eterna curiosità.

GLIMMER – “Get Weak”
[Abandon Everything Records]
shoegaze, indie-rock

La band grungegaze newyorkese Glimmer pubblica il suo LP di debutto, “Get Weak”, con 10 brani inediti che mescolano influenze alternative, grunge, shoegaze e dream-pop ispirate agli anni ’90 con un tocco moderno. Il sound dei Glimmer richiama alla mente icone dell’alt-rock anni ’90 come The Smashing Pumpkins, Nirvana e Foo Fighters, insieme a icone dello shoegaze come Swervedriver, My Bloody Valentine e Ride, e sicuramente soddisferà i fan dell’attuale scena shoegaze revival.

RAINWATER – “Yesturday & Tamarlow”
[autoproduzione]
indie-rock

Dare alla luce un nuovo essere umano è un’esperienza che suscita allo stesso tempo stupore e angoscia. In “Yesturday & Tamarlow”, i Rainwater di Seattle riescono a trovare il giusto equilibrio tra l’amore sconfinato e il terrore senza fondo che accompagna il diventare genitori in questi tempi incerti. Ispirato dalla nascita della prima figlia del cantautore Blake Luley, “Yesturday & Tamarlow” lo vede alle prese con nuove paure e ansie, ma anche alla ricerca di uno spazio per l’accettazione di sé e lo stupore reverenziale di fronte alla semplice bellezza di tutto ciò.

NAH… – “Snapshots EP”
[Platiruma]
indie-pop

Amano sorprendere Estella Rosa e Sebastian Voss e per il loro ritorno a nome NAH… abbandonano il sound super pop del precedente album per qualcosa di più sfumato, un taglio morbido, gentilmente ritmato, come se fossero tutte delle bossa-nova nello spazio. C’è quasi un taglio più onirico, a tratti notturno e quasi psichedelico, senza la ricerca del ritornello radiofonico, ma con la volontà di muoversi sinuosi e liquidi, per accompagnare i nostri sogni più delicati.

S. CAREY – “Watercress EP”
[Jagjaguwar]
indie-folk

“Watercress” è introdotta da un accordo fresco e pulito. Si nota immediatamente un cambiamento di atmosfera rispetto all’ultima volta che abbiamo incontrato S. Carey. Nel 2022, in “Break Me Open”, era abbattuto e in preda ai rimorsi dopo aver perso un grande amore. E così, “Watercress” ci accompagna con il suono di una speranza conquistata a fatica. Naturalmente, la musica di S. Carey avrà sempre un carattere malinconico. Ma qui si tratta di una malinconia simile a quella di una luminosa e frizzante mattina di ottobre.

SPARKS – “MADDER! EP”
[Transgressive]
new wave / post-punk

Dopo aver conquistato il mondo con il loro ventottesimo album in studio “MAD!”, i sempre creativi Ron e Russell Mael pubblicano il primo EP della loro illustre carriera. “Non volendo che la follia di MAD! finisse e incoraggiati dalla fenomenale reazione al disco, ci siamo ritirati in studio per registrare un EP, una novità assoluta per gli Sparks“, afferma la band. “MADDER!, un lavoro di quattro brani che accompagna l’album, è dedicato a tutti coloro che non sono ancora abbastanza MAD! Speriamo che queste nuove canzoni vi portino in un luogo ancora più MAD!

EVERYTHING IS RECORDED – “No Ends No Beginnings EP”
[XL Recordings]
elettronica

Il progetto collaborativo di Richard Russell, Everything Is Recorded, pubblica un nuovo EP, “No Ends No Beginnings”, via XL Recordings. Nel corso delle quattro tracce, Russell è affiancato da collaboratori di lunga data e nuove voci, tra cui Sampha, Florence + The Machine, Danielle Ponder, Jah Wobble, Roses Gabor e Jack Peñate. Il disco spazia dall’anima cruda e spezzata del recente singolo “Wear and Tear” al folk spettrale di “Welcome to the Meadows”, incorniciati dai paesaggi sonori meditativi e parlati di “Washaway” e della title track.