Continua l’ascesa degli Erotic Secrets Of Pompeii che avevamo già avuto modo di apprezzare con il primo album “Mondo Maleficum” e il gran numero di singoli pubblicati nell’ultimo anno e mezzo. L’atteso secondo disco “Pitchfork Libra” è un rito pagano dinamico, ruvido, scatenato, con un lato intellettuale e uno imprevedibile (QUI l’intervista che ci hanno gentilmente concesso).

Ispirato in parti uguali da oscuri personaggi come Robert Anton Wilson (scrittore saggista e sceneggiatore statunitense) e Jack Parsons (ingegnere americano specializzato nel campo della missilistica, appassionato di riti magici nonché seguace di Aleister Crowley) resta continuamente in equilibrio tra realtà parallele e quel magnetismo che gli Erotic Secrets Of Pompeii hanno ampiamente dimostrato di possedere.
Musicalmente mantengono la loro aura dark e dionisiaca ma aumenta sensibilmente la presenza di sonorità new wave e art rock (dai Gang Of Four ai Talking Heads) tra incursioni psichedeliche e riff potenti, con l’inserimento di archi e sassofono che rivelano quanto gli ESOP siano una band dalla creatività inusuale e priva di compromessi.
“Ten Ton Delirium” graffiante e ritmata apre le danze con la grinta giusta, l’istrionico Thomas Hawtin sempre più impetuoso Joker al microfono e nei testi, le chitarre di “Ossuary Kisses” sono incalzanti in una cavalcata trasgressiva tra cambi di ritmo e di velocità prima di “Bring Me Back from the Black Beyond” furioso meltin’ pot di sintetizzatori, rock, elettronica.
Non mancano brani teatrali e d’atmosfera come “Zygote”, mentre il singolo “Moving Sidewards into Lightning” tra Tropical Fuck Storm e A Certain Ratio viaggia tra le dimensioni sonore, onirico e scattante, perfetta rappresentazione del sound di un album che va oltre le classificazioni di genere.
Confini che in “Speak Medieval” sono ancora più indefiniti, tra tensione e un clima sinistro, che in “The Dawn Is Not Your Enemy” diventa melodico, psichedelico e allucinato come in “The Hand That Did The Deed” mentre in “We’ve All Been Cruel” l’atmosfera è gotica e spettrale con gli archi usati in modo non convenzionale.
Trentacinque minuti di rock spigoloso e tentacolare (“Count To Ten With Nobody” docet) che punge con frequenze inaspettate, geometrico e fuori da ogni schema. Non si ripetono gli Erotic Secrets Of Pompeii, guardano ancora avanti in una divertente, sfrenata odissea sonora che mette alla prova l’ascoltatore e per questo vanno visti, sentiti, apprezzati.













