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La sera di Sabato 18 Ottobre è una di quelle serate speciali che si trasformano in intime liturgie, dove cogli la potenza di ogni singola parola, l’intensità che ognuno dei presenti diversamente prova, emozione e commozione camminano a braccetto, sul palco un uomo accompagnato dalla su chitarra si spoglia di ogni sovrastruttura, racconta come ha dato vita alle canzoni, l’istinto o la scelta, che ha portato quelle singole parole nella sua mente sino a farle arrivare a noi.

Il live di Cristiano Godano si apre in modo trafelato, a causa di un inconveniente che ha fatto slittare l’orario di inizio, ma già dalle prime note di “Stammi Accanto” tratta dall’ultimo album solista omonimo, tutta la tensione svanisce.

Protagoniste della prima parte della serata sono una manciata di canzoni del nuovo lavoro, che spiccavano già per intensità e introspezione ma in versione acustica, brani come “Eppure so” e “Lode all’istante” travolgono emotivamente tracciando una linea delicata che li congiunge al primo album solista dell’artista, lo splendido “Mi ero perso il cuore” uscito nell’infausto 2020, da cui propone, tra le altre, la splendida “Sei sempre qui”e l’emozionante “Ti voglio dire”, dedicata all’amico scomparso Luca Bergia, che fanno breccia nell’animo dei presenti.

Come un viaggio a ritroso nella memoria del musicista, nella parte centrale del live, il cantautore cuneese omaggia alcuni degli artisti che hanno accompagnato la sua formazione musicale, tra i primi Neil Young con la cover di “Old man” proseguendo con i Radiohead, in un’intensa performance di “Karma Police”, dove le doti canore del leader dei Marlene Kuntz spiccano irruenti.

Nel finale è proprio la produzione del gruppo a far da padrona, splendide le versioni acustiche di “L’uscita di scena”, “L’esangue Deborah”, “Musa” e l’immancabile “Nuotando nell’aria” (dove scherzando, conteggerà le volte che l’ha suonata) con un intro liturgico che aggancia qualsiasi persona presente e la trasporta dentro i tormenti amorosi di Cristiano Godano cullandoci sino al liberatorio finale.

La conclusione di serata è lasciata a “Lieve” che congeda i presenti ricordandoci di superare il grado di sopportazione, i limiti imposti dalla convenienza, dopo un live di quasi due ore, senza risparmiarsi, tra canzoni, aneddoti e riflessioni capaci di imprimersi nell’anima ed accompagnare i pensieri futuri.

Succede con Nick Cave in un modo visceralmente fisico, paragonabile ai gospel, ma capita anche, soprattutto, in concerti piccoli, con un pubblico ristretto, spesso acustici dove l’artista è il “one man show”, ed eliminate tutte le sovrastrutture si apre al pubblico come autore ed oratore, dona e riceve in un fluire reciproco di preziose sensazioni.

Un intimissimo ed intimistico scambio di energia che lascia trasparire quanto Cristiano Godano sia un cantautore completo ed importante nell’odierno panorama musicale italiano.