Tempo di sfide e conferme per Cristiana Verardo che giunta al terzo album dopo “La Mia Voce” e “Maledetti Ritornelli” si avventura in un percorso di scoperta e ri – scoperta musical – personale guidata dal produttore RafQu in arrangiamenti versatili sospesi tra tradizione e modernità.

Trenta minuti intensi quelli de “L’Avversaria” che a basso, batteria, chitarre acustiche ed elettriche, sintetizzatori e piano affianca strumenti come flauto traverso e flicorno per creare un sound eclettico e misurato tra cantautorato e pop d’autore. “Innamorarsi Piano” per “amarsi forte” in ballate eleganti come “Amore Neve” dall’indole contemporanea e un delizioso gusto anni sessanta.
La frenetica “Tu Sei Qui” nasconde ricordi dolorosi in un crescendo sognante ed etereo, “Addio” riscopre la melodia in un duetto sensuale con Carmine Tundo che ha ospitato Cristiana Verardo nella resident band del programma musicale “Tonica” su Rai Due qualche anno fa.
Storie d’estate che finiscono quelle di “Andiamo A Casa” dal ritmo cadenzato e un po’ nostalgico. Sentimento che torna in chiave invernale in “Una Notte Senza Dire Niente” con Rita Marcotulli, piccola ode alle storie possibili, immaginate forse sognate che non hanno avuto tempo e modo di diventare vere.
Emozioni sfuggenti che nella canzone che dà il titolo all’album diventano concrete in un necessario confronto con se stessi che coinvolge anche “Carissimo Oppressore” lettera dura e aperta a chi ha smesso di sognare che chiude una buona prova sia dal punto di vista vocale che compositivo.













