Il titolo del nuovo disco dei Creeper parla chiaro: “Sanguivore II: Mistress Of Death” è, a tutti gli effetti, il seguito diretto del precedente “Sanguivore”. Si tratta di un concept album che racconta le peripezie di una band di vampiri in tour negli anni ’80, inseguita da qualcuno intenzionato a eliminarli (probabilmente un professor Van Helsing con il mullet).

Credit: Harry Steel

La band britannica intreccia la trama di questa storia in dodici brani di gustoso gothic rock, sempre in equilibrio tra glam e pop – con venature synth-pop nel caso di “Prey For The Night”. L’influenza dei Ghost emerge in modo evidente, e non potrebbe essere altrimenti: alla produzione c’è Tom Dalgety, già al lavoro con la creatura di Tobias Forge per l’album “Prequelle” del 2018.

Del punk che caratterizzava l’esordio “Eternity, In Your Arms” del 2017 non resta traccia: i Creeper di oggi guardano al lato oscuro del rock, mantenendo però una spiccata sensibilità melodica che si fa sentire soprattutto nei ritornelli, sempre straordinariamente orecchiabili. In un’altra epoca, brani come “Mistress Of Death” e “Blood Magick (It’s A Ritual)” – che cita apertamente “Heaven Is A Place On Earth” di Belinda Carlisle – sarebbero probabilmente diventati successi radiofonici.

Ma gli anni ’80 sono finiti, e questa eccentrica (ma neanche troppo) forma di hard rock “mutante”, che mescola elementi di Meat Loaf, Bon Jovi, Judas Priest e Type O Negative, difficilmente riceverà l’attenzione che merita. Peccato, perché “Sanguivore II: Mistress Of Death” è un album curato, coinvolgente e capace di conquistare non solo gli amanti del gotico, ma anche chi apprezza il rock radio-friendly meno banale e più accattivante. Un po’ paraculo, forse, ma decisamente divertente.