
Da qualche anno ormai il venerdì è il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all’imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?
I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi…buon ascolto.
JULIE’S HAIRCUT – “Radiance Opposition”
[Superlove / Weird Beard]
psychedelic rock
“Radiance Opposition” è il decimo album dei Julie’s Haircut, uno dei gruppi musicali indipendenti più longevi d’Italia. Nel corso degli anni, la band ha costruito un catalogo sonoro davvero unico che risuona ben oltre i confini del proprio Paese. Con questo disco, il loro primo album completo dal 2019, compiono un passo coraggioso verso il rinnovamento, spingendo il loro sound in nuove ed entusiasmanti direzioni.
LEATHERETTE – “Ritmo Lento”
[bronson]
post-punk
“Ritmo Lento” è il nuovo e terzo album dei Leatherette. Un nuovo sorprendente capitolo per la band emiliana, che grazie ai lavori precedenti si è affermata come una delle realtà più interessanti e internazionali della nuova scena indie italiana. Dopo anni di tour abbiamo scelto di rallentare e riportare al centro la musica e le canzoni, occupandoci in prima persona anche della produzione, per costruire un mondo sonoro tutto nostro. Raccontano i Leatherette. Con “Lovers, Drifters, Foreigners” volevamo catturare la tensione tra caos e quiete: è un brano che si apre, si deforma e si ricompone, anticipando l’universo ambiguo e situazionista di “Ritmo Lento”.
TULPA – “Monster Of The Week”
[Skep Wax Records]
indie-pop-rock
Lo scopo della band è creare un’intera serie di canzoni pop rumorose, orecchiabili e perfettamente realizzate, che vogliono entrare a far parte della tua vita. La voce solista ipermelodica di Josie è fresca e cristallina, ma i testi sono caldi ed empatici. Le chitarre creano una rete sonora, una trama che intrappola, E sì, sotto la superficie si nasconde qualcosa di più spaventoso. Di tanto in tanto le chitarre si fanno strada con forza, furibonde e intense. E a volte quei testi non sono così innocenti come sembrano a prima vista. Il pericolo, appena sotto la superficie delle canzoni, è forse ciò che rende questo album così avvincente.
THE SAINTS – “Long March Through the Jazz Age”
[Fire Records]
alt-rock
“Long March Through the Jazz Age” è l’ultimo album di Chris Bailey e dei The Saints. È un commovente addio, una testimonianza di un artista irrequieto e senza compromessi che ha sempre guardato avanti, uno dei più grandi parolieri e iconoclasti del rock. Registrato alla fine del 2018 ai Church Street Studios di Sydney, Bailey e il batterista dei Saints Pete Wilkinson sono volati dall’Europa per ricongiungersi con il chitarrista/tecnico Sean Carey, che in precedenza aveva girato e registrato con la band. A loro si sono uniti Davey Lane (You Am I) alla chitarra e un ensemble selezionato con cura tra i più interessanti giovani musicisti di Sydney che suonano fiati, archi e tastiere. Dai demo grezzi di Bailey, “Long March Through the Jazz Age” è diventato un’istantanea profondamente umana dei tempi moderni. Ci sono momenti di maestosità alla Dylan, con chitarre e archi che ampliano la scala panoramica, mentre la title track ha un’intensità poetica e inquietante, con un break di tromba malinconico da brivido. “Long March Through the Jazz Age” segna la fine del notevole viaggio di Chris Bailey e dei The Saints: oltre quattro decenni di musica e di sfida alle regole.
MARIA RODES – “Lo Que Me Pasa”
[Elefant]
indie-pop
“Lo Que Me Pasa” di Maria Rodés è un’esplorazione dell’amour fou, l’amore folle in cui passione, fede e dolore si intrecciano. Ispirato a Lidia de Cadaqués, una donna segnata dall’ossessione, l’album oscilla tra devozione romantica e libertà creativa. Rodés dissolve i confini di genere con grazia disarmante, fondendo flamenco, rumba, reggaeton, bachata, synthpop e bossa nova in una narrazione intima ed emotiva. Ogni brano rispecchia una fase dell’amore, dalla gioia pura di “Primera Vez” alla mitica conclusione di “Monte Perdido”. Con luminosa sincerità, Rodés rivendica la voce delle donne un tempo condannate per aver amato troppo profondamente, trasformando il dolore in bellezza, la devozione in arte e l’emozione in verità.
CESARE AUGUSTO GIORGINI – “Mondovecchio”
[autoproduzione]
cantautore
L’album, frutto di 3 anni di intenso lavoro, è esso stesso costellato di piccoli incontri con altri musicisti e cantautori “sommersi”, come Yassmine Jabrane (che ha collaborato anche alla produzione), Etio, il Befolko e il rapper SZ, un progetto che racchiude una coralità, il canto di una generazione cresciuta con un sogno e diventata abbastanza grande da vederlo diventare una chimera. Il linguaggio musicale del disco vuole essere altrettanto personale, una commistione fra musica elettronica e cantautorato, dove Cesare Augusto Giorgini (che ha curato anche la produzione) manifesta la consapevolezza di tutto il percorso artistico fatto finora.
““Mondovecchio” è un viaggio alla ricerca della propria identità, che parte dall’accettazione delle proprie radici, lasciando prevalere ciò che sono di fronte a ciò che avrei voluto essere. Ho dedicato gli ultimi anni della mia vita ad inseguire un sogno diventato ossessione, a lottare con lui, fino a rimanere paralizzato, come Ulisse ad Ogigia. L’Odissea è l’archetipo perfetto del sogno che non si realizza mai e dell’eterna insoddisfazione, ho voluto prendere spunto dal poema per raccontare il mio rapporto con la musica, con la società e con la vita in generale“.
FATTORE RURALE – “Emilia Cowboy”
[altodischi]
contry/blues
Un’opera che affronta il tema del dualismo tra bene e male, creando un confine sottile tra le due parti che non viene mai valicato, ma piuttosto permette ai due sentimenti di fondersi. Questo approccio consente all’essere umano di essere completamente vivo sia nella luce che nelle tenebre, accettando la complessità della natura umana. Il tema dell’eterno ritorno, una filosofia che si concentra sull’idea che ogni momento della vita si ripeterà all’infinito, è ancora una volta al centro dell’album. Questo concetto è strettamente legato al motto “Morte Amore Desolazione”, che sembra riflettere la visione del mondo dell’artista. L’album sembra essere un viaggio attraverso le profondità dell’anima umana, esplorando i contrasti e le contraddizioni che definiscono l’esistenza. La musica potrebbe essere caratterizzata da atmosfere intense e suggestive, con testi che riflettono sulla condizione umana e sulla ricerca di significato. Un album che invita l’ascoltatore a riflettere sulla complessità della vita e sulla natura umana, esplorando i temi dell’amore, della morte e della desolazione in un contesto di eterno ritorno. La musica dei Fattore Rurale è un mix di country/blues americano e verità distorta delle campagne piacentine, con influenze da artisti come Johnny Cash, Robben Ford e Bruce Springsteen.
GIORGIO CICCARELLI – “A Luci Spente”
[Vrec]
indie-rock, cantautore
“A luci spente” è il quarto album solista di Giorgio Ciccarelli, figura cardine della musica alternativa italiana (ex Carnival of Fools, Sux! e 15 anni di militanza negli Afterhours). Si rinnova anche nel suo nuovo disco la collaborazione con Tito Faraci (sceneggiatore di fumetti, romanziere e molto altro…) che ha scritto i testi dell’album “A luci spente”. Il disco include i singoli “Peccati”, “Dovunque sia, ovunque vada” e la title track “A luci spente”. Ciccarelli dà prova di grande intensità emotiva e lirica tramite con un disco schietto e introspettivo. I testi scritti da Faraci sono in totale sintonia coi pensieri e le emozioni di Giorgio, diventando un tutt’uno con la musica, sostenendosi a vicenda in un percorso attraverso tematiche dolorose da cui si trova, malgrado tutto e tutti, una via d’uscita, una salvezza, nella condivisione.
NEVECIECA – “Vacuità”
[Ada Music]
indie-rock
“Vacuità” è il debutto discografico dei Nevecieca, progetto nato nella provincia di Varese. Questo album rappresenta un nuovo inizio per la band, che sceglie di rimettere al centro l’urgenza di suonare dal vivo e di fare musica in modo autentico, lontano dalla corsa a numeri, algoritmi e strategie da playlist. “Vacuità” è un manifesto generazionale e un lavoro che riaccende un sentimento quasi adolescenziale verso la musica: sincero, istintivo, necessario. Il tema ricorrente è la “crisi del quarto di secolo”, ovvero quella fase tra i 20 e i 30 anni che segna l’inevitabile ingresso al mondo adulto con tutte le sue incertezze e speranze per quello che avverrà. La vita non sembra più semplice come un tempo e si ha la sensazione che il tempo che resta per concretizzarsi e scegliere una strada “quasi” definitiva stia terminando inesorabilmente.
INCA BABIES – “Reincarnation”
[Black Laggon]
post-punk
L’iconica band post-punk di Manchester Inca Babies presenta il suo album “Reincarnation”, una fantastica raccolta di classici selezionati dal catalogo storico che sono stati registrati nuovamente, reinventati e reincarnati. Guidati da Harry Stafford, gli Inca Babies sono stati una parte vivace della scena post-punk / death-rock britannica dei primi anni, accumulando un seguito costante attraverso cinque intensi anni di tour, sei singoli e quattro album, tutti entrati nelle classifiche indie del Regno Unito. Dopo quattro sessioni alla BBC John Peel tra il 1984 e il 1988, la band si sciolse, per poi riformarsi nel 2007. “Un tempo, la musica era sia una melodia alla radio che un prodotto fisico. Alla fine, tutte le canzoni trasmesse alla radio venivano pubblicate su vinile e collezionate da una cultura giovanile affamata. Per molti, la musica definiva la loro identità culturale e possedere le canzoni dava loro un senso di appartenenza a quella cultura…guardando il nostro catalogo storico, mi è venuto in mente che c’erano brani che avrebbero dovuto essere resi nuovamente disponibili in qualche modo e altri che avrebbero tratto beneficio da una reinvenzione.“, dice Harry Stafford.
THE MELANCHOLOGY KINGS – “Her Favorite Disguise”
[Magic Door Record Label]
indie-rock
I rocker del New Jersey The Melancholy Kings presentano il loro secondo album “Her Favorite Disguise”, l’atteso seguito del loro omonimo album di debutto del 2019, un omaggio senza compromessi alla spensieratezza grezza dell’alternative rock pre-grunge degli anni ’80. Dopo una pausa causata dalla pandemia seguita al loro album di debutto, “Her Favorite Disguise” attinge ancora una volta alle vicissitudini della vita nelle ombre di Gotham. Se vi mancano i giorni dei Dinosaur Jr. su 120 Minutes e dei Feelies alla radio del college, e se siete convinti che i R.E.M. fossero al loro meglio quando non si riusciva a capire il testo delle canzoni, i Melancholy Kings sono qui. “Va tutto bene, gli aiuti sono arrivati“.
CLEMENTINE MARCH – “Powder Keg”
[Prah Recordings]
indie-pop
La cantante, polistrumentista e compositrice francese residente a Londra pubblica il suo nuovo album “Powder Keg”. Arricchito da influenze jazz, folk e brasiliane, “After The Solstice” è l’assaggio, inizialmente ispirato da un periodo trascorso in tour nel Regno Unito con l’acclamata cantante folk Naima Bock. Dalla vita on the road, dalla ricorrenza quotidiana e dalla retrospettiva contemplativa, Clémentine crea un inno profondamente ipnotico in “After The Solstice”, allo stesso tempo morbido e fervido. Evocando artisti come Stereolab, The Raincoats e Cate Le Bon, è un brano ipnotico da cantare insieme, con graziosi intonazioni vocali e una musicalità equilibrata, in cui ogni elemento si muove in una bellissima armonia. “Powder Keg”, segue il ricco eclettismo internazionale del suo album di debutto “Le Continent” e le seducenti intimità del suo secondo LP “Songs of Resilience”.
SCISSORGUN – “Scream If You Wanna Go Faster”
[Dimple Discs]
elettronica
Il gruppo elettronico britannico Scissorgun presenta il suo album “Scream If You Wanna Go Faster”, pubblicato dalla Dimple Discs. Un must per i collezionisti della Factory Records, questi pionieri mescolano elettronica urbana con chitarra fuzz e wah-wah, presentando una solida raccolta di canzoni, brani dance e paesaggi sonori astratti. Il vinile include sette brani, mentre le versioni digitali e CD includono tre brani bonus.
ASHINOA – “Un’altra forma”
[Fuzz]
krautrock
“Un’altra Forma” è il terzo album del progetto krautrock francese Ashinoa. Pur rimanendo fedele ai ritmi motorik sintetizzati e all’elettronica sperimentale di “L’Orée” del 2022, Ashinoa si spinge in un territorio nuovo e onirico, assumendo “un’altra forma”, come suggerisce il titolo. Qui, Matteo Fabbri, Stefan Chamolt e Mathias Chirpaz reclutano un cast di musicisti tra Lione, Venezia e Beaujeu e ampliano la tavolozza degli Ashinoa con clarinetto, sassofono, flauto e pianoforte, intrecciando sfumature nebulose di jazz psichedelico ed echi della musica brasiliana degli anni ’60 e breakbeat lo-fi. Il risultato è un disco che bilancia l’elettronica più pesante e i momenti di spensierata beatitudine downtempo. “Un’altra forma si riferisce a ciò che differisce dal conosciuto“, dice Fabbri, “ed è un omaggio alla rassicurante confusione che si può provare quando si scopre che qualcosa che si pensava fosse definito o finito può assumere un’altra forma“.
SUPERVULKAN – “VOLUME”
[Kosmica Dischi]
alt-rock
Con “VOLUME”, i Supervulkan firmano un debutto dirompente, un concentrato di energia e intensità che cattura fin dal primo ascolto. L’album esplora l’impatto fisico del suono attraverso ritmiche travolgenti, chitarre sature e muri sonori imponenti, fondendo melodia e rumore, caos ed emozione in un equilibrio istintivo e viscerale. I Supervulkan intrecciano la malinconia e le atmosfere sospese dell’emo, shoegaze e alt rock italiano anni ’90 con doom, noise e post-metal, dando vita a un linguaggio personale e riconoscibile. ‘”Volume” è un’esplosione di suoni e sensazioni che afferma con forza l’identità della band, proiettandola tra le nuove realtà più interessanti della scena alternativa italiana.
JESSE SYKES & THE SWEET HEREAFTER – “Forever, Ive Been Being Born”
[Southern Lord]
cantautorale
Questo album è il nostro tentativo di creare un folk elegante e, a volte, irregolare, con interpretazioni cosmiche piene di elogi e lamenti. Il nostro sound rimane abbastanza familiare, ma a volte irriconoscibile: siamo diventati più vecchi e più stanchi, la musica è più fragile. Registrato a singhiozzo, ha assunto una vita propria. Credo che l’anima vada e venga di sua spontanea volontà e questo disco ne è la prova. Quando abbiamo iniziato a registrare, ricordo di aver detto: “Suonate le canzoni come se il bordo di un’ala di farfalla vi sfiorasse la guancia al buio, mentre tenete in braccio un bambino piccolo”. Volevo evocare la tenerezza e uno stato di grazia sulla scia della risoluzione, rendendo omaggio alla consapevolezza di un sottofondo minaccioso presente nella psiche collettiva che potevo percepire manifestarsi nel momento in cui abbiamo scritto le canzoni. Penso che il ritardo nella pubblicazione di questo disco sia stato una benedizione, poiché ora i testi mi sembrano più toccanti, dato che il mondo sta vivendo una crisi collettiva.
JERKCURB – “Night Fishing On A Calm Lake”
[Handsome Dad]
alternative
Jerkcurb, alias Jacob Read, originario del sud di Londra, è tornato con “Night Fishing On A Calm Lake”, che segue “Air Con Eden” del 2019. Dopo il successo di quell’album, Read aveva pianificato di espandere Jerkcurb in una band completa, quando suo padre, pittore come lui e fonte di ispirazione creativa, è venuto a mancare. Invece di realizzare il suo progetto di espandere il gruppo, Read è tornato a casa e ha riesaminato il materiale per il nuovo album, che è diventato un lavoro di riflessione, dolore e redenzione. Non è difficile individuare chiare influenze musicali nell’album: Prefab Sprout, Talk Talk e The Blue Nile, album in cui i momenti di silenzio sono prolungati.
EMANUELE COGGIOLA – “Absentia Essentia”
[Atomo World]
cantautorato
“Absentia Essentia” – la “mancanza di essenza” – è un richiamo urgente a tornare al cuore delle cose, a non disperdersi nell’effimero ma a cogliere la linfa nascosta di ciò che ci circonda. La natura, il fragile equilibrio tra mente e corpo, la trama sottile delle relazioni, la complessità del mondo: tutto diventa specchio in cui ritrovare lo spirito e l’essenza. Da un lato emergono i racconti di un presente duro e difficile – le guerre, le migrazioni – dall’altro le grandi domande esistenziali: la paura di invecchiare, la consapevolezza del tempo che scorre, la necessità di non rimandare ciò che può dare senso alla vita. Ogni istante, ogni evento della vita lascia una traccia, un segno inciso che ci rende ciò che siamo, che diventa tassello della nostra ricerca di un significato più profondo. Il climax arriva quando si accetta l’ineluttabilità della morte: non più come fine, ma come passaggio naturale, fondamentale, verso la riconnessione con l’universo e con il tutto. Non più paura, ma accettazione luminosa ad abbracciare il mistero della vita in tutta la sua completezza.
VARIOUS ARTISTS – “Metal Machine Music: Power to Consume, Vol. 1”
[Rca/Legacy]
indie-rock, sperimentale
Ispirata alla rivoluzionaria opera noise di Lou Reed del 1975, “Metal Machine Music”, questa raccolta riunisce una formidabile schiera di provocatori sonori – Aaron Dilloway, Drew McDowall, Thurston Moore, Pharmakon, The Rita e Mark Solotroff – per esplorare i confini estremi della distorsione, del feedback e della texture elettronica grezza. Ogni artista canalizza lo spirito del manifesto originale di Reed contro la musica, spingendo i propri confini attraverso la sintesi modulare, la manipolazione dei nastri, il rumore aspro e il decadimento industriale. Il risultato è un’esperienza viscerale e coinvolgente che celebra il caos, affronta la struttura e ridefinisce ciò che la musica può essere. 2100 copie in tutto il mondo.
RED IVORY – “Please Leave, I Need To Wake Up Now EP”
[autoproduzione]
indie-rock
I Red Ivory sono un quartetto del sud di Londra il cui arrivo sembra urgente e inevitabile. Il loro nuovo EP, Please Leave, I Need To Wake Up Now, registrato agli Strongroom Studios con la produttrice Adele Phillips, è una dichiarazione d’intenti audace, catartica e sinceramente onesta. La cantante Eiliyah, il bassista Berry, la chitarrista Frida e la batterista Ivy si sono incontrati nelle aule di musica della loro scuola secondaria e hanno iniziato a scrivere insieme quasi immediatamente. Quello che era iniziato come un gruppo di quattro amici che sperimentavano riff e testi si è poi evoluto in una band con un’identità ben definita e un repertorio di canzoni che raccontano le loro esperienze condivise di adolescenza, cambiamento e incertezza. Ogni brano è scritto in collaborazione, ogni membro modella il suono in modo che rifletta le loro diverse influenze: dalla crudezza del grunge degli anni ’90 ai contorni spigolosi del post-punk e alla sensibilità melodica dell’indie rock.
MADONNA – “Bedtime Stories – The Untold Chapter EP”
[Universal]
pop
Un EP di otto tracce per celebrare il 30° anniversario di “Bedtime Stories” di Madonna. La raccolta include demo iniziali, versioni alternative e rarità che ripercorrono l’evoluzione del sound influenzato dall’R&B di “Bedtime Stories”. Madonna ha collaborato con Stuart Price, produttore di “Confessions on a Dance Floor”, per dare forma a questo EP, modificando e mixando diverse versioni in un nuovo capitolo coerente. L’artwork presenta immagini inedite tratte da uno shooting del 1994 di Paolo Roversi, le cui foto sono state utilizzate anche per il singolo “Bedtime Story”. Sempre il 28 novembre, l’album originale “Bedtime Stories” verrà ristampato in vinile argentato.













