Ho sempre seguito negli anni con un costante interesse Umberto Maria Giardini restando sempre colpito dai suoi lavori e anche dal fatto, secondo me incomprensibile, di come i suoi ottimi album restassero un fenomeno solo per i suoi fedeli ascoltatori, di come in fondo il suo valore artistico non ricevesse il riconoscimento che merita.

Credit: Nicola Santoro

Quando qualche tempo fa ho avuto una chiacchierata particolarmente sincera con Umberto sono rimasto colpito da come mi ha fatto capire le difficoltà di un artista in questo nuovo mercato aberrante della musica, un mercato che non lascia più spazio a chi nelle sue canzoni mette la sua idea di arte cercando sempre di dare il massimo sotto tutti i punti di vista.

Umberto non è un semplice artigiano della musica ma un autore che studia e prepara il suo album con una cura particolare e meticolosa attenzione, tale che ogni suo lavoro esprime una cristallina e limpida produzione capace di illuminarne ogni aspetto, dal più semplice degli arrangiamenti, dall’ inserimento inaspettato dei fiati fino alla sua voce che ti stringe il cuore.

Questo nuovo lavoro continua un viaggio nel mondo di Umberto e aggiunge un nuovo gioiello alla sua produzione grazie a nuovi brani di grande bellezza nei quali si esprime con sincerità, a partire dalla title track “Olimpo Diverso” dove la chitarra acustica si offre a un testo personale e diretto che in fondo rappresenta una nuova scrittura davvero interessante, seguita da “Frustapopolo” che ha contenuti di critica sociale, musicalmente intenso e completo tendente verso il prog è un brano che assolutamente dovrà avere una sua vita live.

C’è poi un brano in particolare che mi ha decisamente colpito ed è “Vipera Blu”, con la chitarra acustica e la bellissima interpretazione di Umberto, un pezzo delicato ed emozionante forse rivolto a qualcuno ma che in modo universale, o nelle interpretazioni personali, mostra come si possa provare affetto o empatia anche con chi no lo meriterebbe finendo addirittura nel riconoscersi ” ..nel tormento del tuo io mi vedo anch’io…”, una dimensione malinconica che con l’ingresso dei fiati commuove.

Se Vipera Blu rappresenta il momento più intimo e delicato dell’album non mancano momenti più rock come “Energia”, inserimenti elettronici come in “Topazia” che danno una espressione particolare al brano, coraggiose sperimentazioni riuscite come “Capire prima che accada” elettronico, sperimentale e teso fino alla conclusione con pianoforte e sax che rappresentano un arrivo e una resa allo stesso tempo.

La conclusione dell’album è con “Acquaforte” dall’andamento dark ma fatto brillare nell’oscurità da una magnifica costruzione nella quale la voce di Umberto splende, un finale che mostra come questo nuovo lavoro sia anche una nuova espressione e scelta di stile che rappresenta una interessante e riuscita novità nella sua produzione.

“Olimpo Diverso” è un album nel quale ritroviamo il nostro Umberto Maria Giardini che conosciamo ma, allo stesso tempo, nel quale troviamo tante scelte nuove che arricchiscono ogni brano grazie anche alla band che lo ha accompagnato in questo nuovo lavoro.

Umberto ha questa caratteristica di non deludere mai, di non essere mai banale, di essere coerente ed esigente per primo con se stesso, di regalare emozioni, qualità rare che spesso (soprattutto oggi) non pagano più.