Non poteva esserci momento migliore per l’uscita di una raccolta del genere. In un periodo di instabilità geopolitica ed estrema debolezza da queste parti del mondo – segnato dagli orrori delle destre radicali, vassalle dell’amministrazione Trump, e dalla tracotanza imperiale degli USA – e nel decimo anniversario del referendum sulla Brexit, la Cherry Red Records ci lancia un piccolo messaggio di speranza rimettendo la nostra Europa continentale al centro della mappa. Lo fa con “So High I’ve Been – A European Rock Anthology 1967-1973″, un corposo box set di 3 CD che ripercorre il miglior rock prodotto nel cuore del vecchio continente tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, con un occhio di riguardo per psichedelia e progressive.

La storica etichetta londinese, da sempre attenta alla musica scritta e registrata al di fuori dell’asse angloamericano, esplora le gesta di artisti eterogenei per provenienza e stile. È un viaggio in cinquantasette tappe che tocca Paesi Bassi, Francia, Germania, Svizzera, Spagna e Scandinavia, fino a un’Italia ben rappresentata da nomi come P.F.M., Acqua Fragile, Le Stelle di Mario Schifano, Equipe 84, Analogy, Il Balletto di Bronzo, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme, Osanna e Circus 2000. Molte di queste realtà furono scoperte e lanciate nel Regno Unito da John Peel, il leggendario disc jockey della BBC che ebbe un ruolo cruciale nella promozione di avanguardie sonore allora sconosciute.

Purtroppo, gli ascoltatori britannici dell’epoca non sempre accolsero con entusiasmo questi suggerimenti. Ciononostante, diversi brani inclusi nella raccolta lasciarono un segno profondo in tutti quei giovani musicisti che, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, avrebbero poi rielaborato e inserito le intuizioni mitteleuropee del Krautrock nelle sonorità punk e post-punk. Questa compilation non è quindi solo un documento del prestigio delle sottovalutate produzioni europee, ma un necessario promemoria dell’influenza esercitata da artisti spesso dimenticati sulle avanguardie musicali inglesi, soprattutto quelle figlie delle scuole progressive d’Italia, Francia e Germania. Di seguito, dieci tra le migliori tracce estratte dalla compilation:

GROEP 1850
Mother No-Head

Psichedelia “spaziale” proveniente dall’Olanda. Una carriera breve ma segnata da un discreto successo in patria, dove questo singolo riuscì anche a conquistarsi un dignitoso 24° posto in classifica.

TAGES
Halcyon Days

Una bella canzone di pop psichedelico, spensierata e frizzantina, prodotta da una band svedese nata a Gothenburg nel pieno dell’esplosione Beat.

BRAINBOX
Dark Rose

Torniamo in Olanda, uno dei paesi più rappresentanti all’interno della compilation, con questo rock psichedelico molto grezzo e potente, contraddistinto da venature blues e da un flauto alla Jethro Tull.

ORIENTAL SUNSHINE
Across Your Life

Nel nome stesso di questa misteriosa band norvegese c’è l’essenza della loro musica. Folk suggestivo e delicato, come la luce del sole che bacia l’acqua dei fiordi in una giornata serena, caratterizzato da atmosfere orientaleggianti.

WIGWAM
Tombstone Valentine

Un brano di inizio anni ’70 che si pone a metà strada fra la leggerezza del pop psichedelico meno “lisergico” e la ricchezza di un progressive con note sinfoniche. A produrlo fu una band finlandese che venne apprezzata persino dal guru della critica rock per antonomasia, ovvero Lester Bangs.

TASAVALLAN PRESIDENTTI
Weather Brightly

Restiamo in Finlandia con questo bel pezzo di hard/prog rock psichedelico contraddistinto da influenze jazz e da una bell’alternanza fra momenti di quiete e improvvise esplosioni di energia.

BLAST FURNACE
Long Distance

Dalla Danimarca, un altro brano di hard/prog rock psichedelico che deve molto ai Jethro Tull di Ian Anderson.

INTER-GROUPIE PSYCHOTHERAPEUTIC ELASTIC BAND
Floating

Dopo la fine dei suoi Aphrodite’s Child, il tastierista greco Vangelis si recò a Londra per una serie di esperimenti “psichedelici” condotti con l’aiuto di uno sparuto gruppo di collaboratori. Questo delizioso brano semi-strumentale fu registrato proprio in Inghilterra nella primavera del 1971, un anno prima dell’esordio da solista di quello che sarebbe poi diventato uno dei più grandi compositori di colonne sonore di tutti i tempi.

NECRONOMICON
In Memoriam

Nati come cover band di Black Sabbath e Deep Purple, i tedeschi Necronomicon si fanno notare per la coraggiosa scelta di restare legati alla loro lingua madre. Chissà, se avessero avuto canzoni in inglese avrebbero potuto seguire le orme dei loro connazionali Scorpions.

AFTER SHAVE
Amsterdam In My Living Room

Un trio svizzero che canta di una città olandese in un bel brano in lingua inglese. Più che un semplice pop rock psichedelico e acustico, un’esplosione di eurocentrismo che rappresenta al meglio la natura della compilation.