Milano e Teramo sono le diverse realtà in cui si muovono gli Amsterdam Parkers in un viaggio lungo otto anni che li ha visti passare dall’adolescenza all’età adulta con tutto ciò che ne deriva. Ansie, paure, fallimenti, le birre con gli amici e le paranoie da ufficio, una domanda (“ce la farai“) che torna a più riprese in un loop tiratissimo.

Dubbi e sentimenti che gli Amsterdam Parkers mettono in musica nell’esordio “Basta Dirlo”, trentasei minuti di rock concreto e genuino, che costruisce sulle solide basi gettate con i singoli “Solo Me”, “Calabroni” e “Amara”. Chitarre, batteria, voce graffiante, molta energia che emerge negli arrangiamenti di “Non Importa”, “Prima Di Impazzire”, “Casetta”.

Immediatezza e assenza di artifici per una band che sa unire provincia e metropoli in un discorso unico e sensato con brani come “Isaac” e “Ogni Venerdì” che ricordano Fast Animals And Slow Kids e The Zen Circus, riferimenti importanti come molto rock britannico, Nothing But Thieves in primis, in un esordio dall’indole libera, onesta e sincera.

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