
Disponibile da domani, su tutte le piattaforme digitali, “We are not Old Socks” è l’EP d’esordio della band di base a Roma Odd Socks che nasce come un diario emotivo scritto in movimento, fatto di amori che iniziano, si trasformano, resistono o si perdono, ma che lasciano sempre un segno. Musicalmente il disco si muove tra influenze britpop e alternative rock, in equilibrio tra immediatezza melodica e ruvidità.
Siamo molto contenti di potervi proporre l’ EP in anteprima:
“I cinque brani raccontano momenti diversi del nostro percorso interiore: il desiderio, la scoperta, l’ostinazione, la distanza e quella dolce amarezza che resta quando qualcosa finisce o cambia forma, insieme all’urgenza di prendere spazio, di farci sentire davvero. ‘We are not Old Socks’ è un titolo ironico che nasce dal modo in cui il nostro nome viene spesso frainteso. Non siamo ‘old’, siamo odd: spaiati, fuori asse, come anime che si muovono nel mondo cercando una connessione, una metà o semplicemente un posto in cui sentirsi a casa.” –
L’EP nasce in modo spontaneo e istintivo. “Stubborn”, il primo brano, è il punto di partenza, una dichiarazione d’intenti, il momento in cui la band trova la propria voce e decide di lasciarsi andare. I pezzi successivi seguono questo stato di disallineamento attraversando relazioni, viaggi reali e interiori, ricordi che tornano e sentimenti che non si lasciano archiviare. Le chitarre sono centrali, a volte graffianti, altre luminose e sospese, sostenute da riff testardi e synth sognanti, pensati per arrivare addosso, farsi sentire e restare. Ogni brano nasce da un’esperienza personale ma lascia spazio a chi ascolta di riconoscersi, come nei film che non si chiudono davvero.
TRACKLIST
- Stubborn
- Jet Lag
- No Game Tonight
- Butterflies
- Bittersweet / Cherry Lady
“Siamo cinque ma copriamo mezza Italia da metà anni ‘90. Abbiamo provato più volte a fare la ciclabile su via Tuscolana, ma uno di noi è finito a Milano. Sta ancora cercando di tornare. Siamo gli Odd Socks e scriviamo di chi si innamora troppo presto e arriva tardi ai concerti. Lo facciamo in inglese, l’italiano lo stiamo ancora imparando. Crediamo ancora che la prossima canzone sistemerà tutto – non lo fa, ma ci proviamo lo stesso. Alla fine, è questo che ci riesce meglio”.
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